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| 04 novembre | 12:00

Il principio di laicità, la separazione tra sfera politica e religiosa, l'insegnamento di Gesù e il gesto di Papa Prevost che vota per corrispondenza per le midterm

Il principio di laicità, la separazione tra sfera politica e religiosa
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 04 novembre 2026

Ritengo che si possa dire che il momento nel quale è stato affermato per la prima volta in modo chiaro e determinato il principio di “Laicità” e la sua separatezza rispetto alla “Religione”, è individuabile intorno al 32 d.C. in una provocazione che fu fatta a Gesù, alla quale rispose: “Date a Cesare (ndr: l’Imperatore) quel che è di Cesare ed a Dio quel che è di Dio”.

 

Per comprendere però in pieno la portata di quanto disse Gesù, è necessario calarsi nel contesto storico nel quale la pronunciò. Ci troviamo a Gerusalemme. I Farisei e gli Erodiani – due fazioni ebraiche comunemente nemiche, ma unite nell'ostilità verso Gesù - si avvicinano a lui, con l'intento preciso di spingerlo a fare un passo falso, che per la Legge Ebraica avrebbe comportato la sua condanna a morte. La domanda che gli viene posta è infatti un insidioso tranello politico-religioso. E’ questa: “È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare (ndr. L’Imperatore)?”. Se Gesù avesse risposto "SI", si sarebbe messo contro il Popolo Ebraico, che considerava il Tributo (ovvero le Tasse) a Roma un segno di intollerabile idolatria verso l’Imperatore, che osava proclamarsi “divino” e che governava con tirannia su Israele. E questo avrebbe fatto scattare la lapidazione. Se avesse risposto "NO”, sarebbe stato immediatamente denunciato alle autorità romane come ribelle e sobillatore politico e la condanna sarebbe stata la crocifissione.

 

Gesù avverte subito la pericolosità di questa domanda e decide di ribaltare la situazione, chiedendo che gli fosse mostrata la moneta del Tributo, ovvero il Denaro Romano d’argento, che portava l’effige dell’Imperatore Tiberio (che un ebreo non avrebbe dovuto neanche toccare in quanto impuro), e chiede: “Di chi è questa immagine e l'iscrizione?”. Gli rispondono: “Di Cesare”. Ecco che a questo punto Gesù pronuncia la formula che cambierà la storia del pensiero politico/religioso: “Date dunque a Cesare quel che è di Cesare ed a Dio quel che è di Dio”. Con queste parole Gesù stabilisce in maniera definitiva l'autonomia della sfera politica da quella religiosa e viceversa.

 

Ma il cammino verso la separazione tra Stato e Chiesa in Italia non è stato facile: è infatti passato attraverso quattro momenti fondamentali:

 

1)La Breccia di Porta Pia del 1870, con la fine dello Stato Pontificio e l'unificazione d'Italia.

Pio IX, considerandosi prigioniero in Vaticano, vietò ai cattolici italiani di partecipare alla vita politica del nuovo Stato laico, con la formula "Né eletti, né elettori".

 

2)I “Patti Lateranensi”, firmati da Papa Pio XI e Benito Mussolini nel 1929.

La “Conciliazione” (così fu definita) pose fine alla "Questione Romana".

Venne fondato così lo “Stato della Città del Vaticano” e fu garantita l'indipendenza del Papa.

Ed il Cattolicesimo, "Religione di Stato", iniziò ad avere una forte influenza nel mondo laico.

 

3)Ma la svolta arrivò con la Costituzione Italiana Repubblicana (art. 7 ) del 1947 (entrata in vigore dall’1.1.1948), che definisce Stato e Chiesa "indipendenti e sovrani ciascuno nel proprio ordine”.

 

4)Questo principio di reciproco rispetto ha trovato piena conferma nel 1984 con il cosiddetto “Accordo di Villa Madama”, che ha cancellato definitivamente il concetto di “Religione di Stato” e con la successiva “Sentenza n. 203 della Corte Costituzionale” del 12.4.1989, che ha elevato la laicità a principio supremo dello Stato, intesa come equidistanza e garanzia di libertà per tutte le fedi.

 

Ecco però che il 30.10 scorso questo confine tra “Sacro” e “Laico” ha trovato una importantissima inedita conferma nel gesto di Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost (il primo Pontefice americano della storia eletto nel 2025), che ha votato per corrispondenza alle “Elezioni di Metà Mandato” degli Stati Uniti, spedendo la sua scheda elettorale nell’Illinois, Seggio di Chicago.

 

Da un lato quindi adesso c’è il Papa, massima autorità spirituale della Chiesa Cattolica, “Monarca assoluto dello Stato della Città del Vaticano”, “Vicario di Cristo”, in quanto successore di San Pietro. Dall'altro vi è il “cittadino americano Prevost”, che non dimentica i propri doveri civili verso la Repubblica laica nella quale è nato. E quella busta affrancata e spedita da Roma a Chicago è quindi la prova che la laicità non è l'assenza di religione, bensì il rispetto dei ruoli: il Papa guida le anime, ma la scheda elettorale decide la “Polis”.

 

Proprio come aveva detto Gesù. Grazie Papa Prevost per avercelo ricordato: con i fatti.

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