Il famoso “cannone” pronto a essere riconsegnato alla città: lavori di restauro del mortaio Skoda oltre il 90%
L'aggiornamento arriva dal Mitag: “Nelle prossime settimane, la ditta Bronzini Restauri riceverà il mandato di completare le ultime finiture di corredo, tra cui il restauro dell'ordigno demilitarizzato esposto accanto al pezzo di artiglieria, un trattamento conservativo delle catene che delimitano l'area e la sistemazione del pianale di calpestio”

ROVERETO. I lavori di restauro dello storico mortaio Skoda, in Piazza Podestà a Rovereto, si stanno avviando verso la loro conclusione e, a breve, il reperto sarà restituito nella sua nuova veste alla Città della quercia e ai visitatori. A confermarlo sono i responsabili del Museo storico italiano della Guerra, che sottolineano come le lavorazioni principali del “complesso e articolato intervento di restauro” del mortaio pesante Skoda 30,5 cm M11 – uno dei soli quattro esemplari di questa tipologia rimasti in tutta Europa – risultino ad oggi eseguite per oltre il 90%.
Il progetto, dicono dal Mitag, è stato sostenuto finanziariamente dal Ministero della Cultura con un contributo di 38.500 euro e dalla Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento: lo stato di avanzamento dei lavori, affidati alla ditta Bronzini Restauri, è stato accertato a seguito di un recente sopralluogo congiunto tra Mitag, Soprintendenza e Ufficio tecnico del Comune di Rovereto – che si sono detti soddisfatti per il lavoro svolto.
“I lavori – scrive il Mitag – iniziati nel giugno 2025 dopo un'accurata fase di indagini preliminari, si sono rivelati particolarmente complessi. L'intervento ha permesso di rimuovere i numerosi strati di vernice accumulatisi nel corso del tempo, di intervenire sulle lacune delle componenti metalliche e di ripristinare la leggibilità di tutti i punzoni e i segni di fabbrica. È stato inoltre richiesto di fissare durevolmente, tramite viti, rivetti e punti di saldatura, gli elementi mobili per evitarne un ulteriore depauperamento. Si è scelto di riportare il manufatto alla sua dimensione materiale originaria, valorizzando i differenti metalli (acciaio, ghisa, bronzo) con una finitura 'da uscita di fabbrica' brunita, nella consapevolezza che le verniciature mimetiche storiche variavano fortemente in base allo specifico teatro operativo di impiego”.
“Nelle prossime settimane – continuano i responsabili del museo – la ditta Bronzini Restauri riceverà il mandato di completare le ultime finiture di corredo, tra cui il restauro dell'ordigno demilitarizzato esposto accanto al pezzo di artiglieria, un trattamento conservativo delle catene che delimitano l'area e la sistemazione del pianale di calpestio”.
In ragione della rarità del pezzo e della tipologia di restauro operata, si è poi stabilita la necessità di proteggere il mortaio dall'azione diretta degli agenti atmosferici: “È stata pertanto definita una strategia di copertura provvisoria – spiegano dal Mitag – e amovibile per tutelare l'opera nel breve termine. Questa misura transitoria prelude al più ampio e articolato progetto di riqualificazione urbanistica di Piazza Podestà e dei suoi accessi, il cui incarico è stato già affidato. Il progetto preliminare di riqualificazione è stato finanziato dal Museo storico italiano della Guerra in accordo con l'Ufficio tecnico del Comune. Successivamente, l'Amministrazione comunale ha stanziato nell'assestamento di bilancio 2026 la quota necessaria all'avvio dei lavori di riqualificazione dello spazio, acquisendo il parere preventivo della Soprintendenza”.
Nell'ambito dei futuri lavori di riqualificazione, verrà poi realizzata una copertura definitiva parziale a protezione del mortaio: “Come raccomandato dalla Soprintendenza, la scelta dei materiali, dei colori e dei dettagli formali di tale struttura dovrà raccordarsi in modo coerente con il linguaggio visivo degli altri poli del Museo, con particolare riferimento alla nuova entrata principale sulla piazza e alla nuova sede dell'archivio”.
Il pezzo d'artiglieria verrà mantenuto nella sua storica collocazione, conclude il museo: “In quanto elemento ormai storicizzato dell'arredo urbano della piazza, in stretta connessione con i monumenti ai caduti e con l'ingresso della sezione Artiglierie 1914-18 del Mitag nel vicino rifugio antiaereo. Attraverso questo restauro, il mortaio viene tuttavia depauperato della sua passata dimensione celebrativa di 'preda bellica', per essere restituito alla sua oggettività materiale e meccanica. Esibendo le sue caratteristiche di manufatto altamente tecnologico e la sua potenza di fuoco, l'oggetto si trasforma oggi in un severo e tangibile monito contro la potenza distruttrice di tutte le guerre”.













