L’eremo di San Colombano restituito alla comunità: "Un luogo di straordinaria suggestione"
Concluso dopo tre anni il restauro dell'Eremo di San Colombano. Il vicepresidente della Provincia, Achille Spinelli: "Un risultato importante, perché consente di preservare e valorizzare un patrimonio storico, artistico e culturale di grande pregio". Il sindaco di Trambileno, Maurizio Patoner: "Una grande gratificazione"

TRAMBILENO. Dopo tre anni di cantiere, il complesso di San Colombano è stato riconsegnato alla comunità di Trambileno. Un rilancio interamente finanziato dalla Provincia di Trento con 670 mila euro. L'esecuzione dei lavori è stata invece delegata al Comune.
"Esprimo la mia personale soddisfazione e quella dell’intera Giunta comunale per essere riusciti, nel nostro piccolo, a sostenere un intervento così significativo per la nostra comunità, affiancando i Beni culturali nel recupero e nel risanamento di questo luogo storico", le parole del sindaco Maurizio Patoner. "Voglio inoltre ringraziare i tanti volontari dell’associazione Amici di San Colombano che da tempo, a titolo completamente gratuito, garantiscono l’apertura e la manutenzione di questo importante sito. La loro gioia per l’esito dell’intervento mi riempie di gratificazione, perché significa che siamo andati nella giusta direzione".
L'evento ha segnato la conclusione di un articolato intervento di restauro, recupero e risanamento che ha permesso di risolvere le criticità conservative dell'Eremo. Un luogo storico e simbolico che è stato visitato e apprezzato nella fase finale della stagione estiva. "In un mese e mezzo ha totalizzato circa 3.500 visitatori", ha spiegato a il Dolomiti il vicesindaco di Trambileno, Massimo Candioli. "E' altrettanto scenografico ma più facile da raggiungere e questo rappresenta sicuramente un vantaggio, anche a livello di promozione" (Qui articolo).
Dominato da un piccolo campanile con guglie rivestite in scandole, il complesso custodisce affreschi che sembrano risalire al XIII secolo. La prima attestazione documentaria dell’esistenza della chiesa compare nel testamento di Guglielmo di Castelbarco, datato 1319. Nel corso del XVI secolo il santuario fu meta di un’intensa frequentazione devozionale, favorita anche dalla sua collocazione lungo itinerari percorsi dagli antichi pellegrini. Nel XVIII secolo il complesso fu utilizzato come sede eremitica. Nel corso del Novecento fu interessato da diversi interventi di recupero, negli anni Venti e negli anni Settanta e Novanta.
Per quanto riguarda l'ultimo intervento, il progetto ha consentito di affrontare queste problematiche attraverso interventi mirati alla riduzione delle infiltrazioni e al restauro degli intonaci, degli stucchi e delle superfici decorate. Gli accertamenti condotti dalla Soprintendenza per i beni culturali avevano infatti evidenziato come gli ambienti storici e le superfici affrescate fossero minacciati da infiltrazioni d’acqua e da fenomeni di umidità. I lavori hanno compreso anche la revisione dell’impianto elettrico e una serie di opere edili interne ed esterne, tra cui il consolidamento del ponte che costituisce parte integrante del percorso di accesso all’eremo.
A partire dal 2027, la gestione dell’eremo, che rimane di proprietà della parrocchia, sarà affidata al Comune di Trambileno, con il contributo dell’associazione Amici di San Colombano, che continuerà a garantire l’apertura del sito al pubblico. Un passaggio che vuole assicurare la fruizione e punta alla valorizzazione del complesso anche negli anni, così come a rafforzare il legame tra questo patrimonio storico e la comunità che lo custodisce.
"La restituzione dell’eremo di San Colombano alla comunità di Trambileno rappresenta un risultato importante, perché consente di preservare e valorizzare un patrimonio storico, artistico e culturale di grande pregio. Investire nel recupero di luoghi come questo significa tutelare la nostra storia e rafforzare il legame tra il territorio e le comunità che lo abitano. Grazie alla collaborazione tra diversi enti è stato possibile portare a compimento un intervento significativo, restituendo piena dignità a un luogo dalla straordinaria suggestione, che potrà continuare a essere conosciuto e frequentato anche dalle future generazioni", conclude Achille Spinelli, vicepresidente della Provincia. Presenti all'evento la Giunta comunale e il parroco don Marco Siani.












