Gesù e il suo linguaggio moderno: tra ''sistema Binario'' e ''Parabole'' così costruiva una comunicazione ''Peer to peer''

Nei precedenti articoli abbiamo detto che il modo di parlare di Gesù e di relazionarsi con le persone era estremamente moderno e fortemente legato ad un approccio del tutto diretto, quello che oggi si chiama “Modello Peer-to-Peer”, “da-Persona-a-Persona”, elaborato dal pedagogo inglese Joseph Lancaster (1778 – 1838), che consente ad ogni partecipante sia di fornire che di ricevere informazioni, ponendosi “alla pari”.
Ma non basta, corrisponde anche a quello che possiamo definire “il Sistema Binario”. Gesù lo disse infatti chiaramente: “Il vostro parlare sia sì, sì - no, no” (Vangelo di Matteo) e nel sistema binario, che è alla base dell'informatica moderna, esistono infatti solo due stati possibili, che si escludono a vicenda:
1- Sì
0 -No
Non esistono vie di mezzo o sfumature.
E’ la “Logica Booleana”, ovvero del britannico George Boole (1815- 1864), diventata il motore del software e dell’hardware di tutti i computer.
E Gesù chiede di esprimersi sempre esattamente in questo modo: una scelta decisa tra il SI ed il NO, senza ambiguità. Ma specifica che: “Tutto ciò che si aggiunge viene dal maligno”. E “malignus” vuol dire “cattivo”, “nato male”, “dannoso”. E così è anche nell'informatica: ogni dato in più, quindi non utile, si definisce “ridondante”, ovvero “traboccante”, quindi “dannoso”, in quanto allontana dalla soluzione con un’inutile dispersione di energie.
Gesù aveva inoltre un modo di esprimersi con frasi brevi e chiare, che comporta di andare diritti al punto, al fine di massimizzare la comprensione dell’interlocutore e l’autorevolezza di chi parla. Per far questo è necessaria una forte competenza specifica e la notevole capacità di trasmettere in modo semplice argomenti complessi. Quindi ci vuole il dono della “sintesi”, della “chiarezza espositiva” e “dell’efficacia comunicativa”. Quella che oggi viene chiamata la “Tecnica di Richard Feyman” (USA - 1918-1988) , Premio Nobel per la Fisica nel 1965.
Gesù parlava poi utilizzando le “Parabole”. “Parabola” deriva dal latino “parabŏla” e dal greco“παραβολή”, significa: “Similitudine per mezzo della quale si chiarisce un argomento difficile avvicinandolo ad uno più chiaro e più noto”. Gesù non usava il gergo accademico od esegetico dei “Dottori della Legge”, ma trasmetteva concetti molto complessi ed anche astratti con immagini concrete e visive.
Ed infine tutte le citazioni che faceva erano strettamente legate al mondo dei suoi ascoltatori, che venivano dall’agricoltura, dalla pesca, dalla pastorizia, dal bracciantato.
Con i contadini parlava del seminatore, della crescita della pianta di senape, della zizzania in mezzo al grano ecc. Con i pescatori parlava della rete gettata in mare che raccoglie ogni genere di pesci, invitava i suoi discepoli a diventare "pescatori di uomini" ecc. Con i pastori utilizzava la figura della pecora smarrita, del Buon Pastore ecc. Con i braccianti parlava di lavoratori nella vigna, di reclutamento di lavoratori rimasti disoccupati ecc.
Ma approfondiremo nel prossimo articolo ogni aspetto citato.


















