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| 18 settembre | 18:00

Gesù l'ebreo che non voleva fondare una nuova religione e il suo messaggio laico tra diritti civili, tutela dei bambini e attenzione all'ambiente

Gesù l'ebreo che non voleva fondare una nuova religione e il suo messaggio laico tra diritti civili
DAL BLOG
Di Riccardo Petroni - 18 settembre 2026

Si chiamava “Yehoshua ben Yosef”, ovvero “Giosuè figlio di Giuseppe” (gli ebrei usavano come cognome il nome del padre). Giosuè: un nome molto comune nel mondo ebraico dell’epoca. Lo chiamano “Gesù di Nazareth”, ma non si è mai chiamato così, poichè “Gesù” altro non è che il suono che deriva dal pronunciare “Yehoshua” in ebraico (diventato poi “Jesus” in latino). E’ nato ebreo a Betlemme dal 4 al 7 a.C. (nel sud della Palestina) e non a Nazareth (a nord della Palestina), quindi sarebbe più corretto chiamarlo “Gesù di Betlemme”. E’ morto ebreo, crocifisso dai Romani a Gerusalemme nel 30 d.C., nella Palestina dominata con crudeltà dall’Impero Romano.

 

Dei suoi genitori, Giuseppe e Maria, ambedue ebrei, i Vangeli Canonici, ovvero quelli riconosciuti dalla Chiesa Cattolica, nulla ci dicono. Aveva detto chiaramente che non voleva fondare una nuova religione: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge od i Profeti (ndr: ovvero ad abolire l’ebraismo). Non son venuto per abolire, ma per dare compimento”, che vuol dire: il mio ruolo è quello di far sì che venga applicata la Legge Ebraica in pieno.

 

Ed aveva confermato definitivamente questo concetto dicendo: “Chiunque trasgredirà uno solo di questi Precetti (ndr: la Legge Ebraica), anche minimi, ed insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel Regno dei Cieli”. Ma nel suo nome tre secoli dopo la sua morte (a Nicea nel 325 d.C. - attuale Turchia), per mano dell’Imperatore Costantino fu fondata in forma definitiva una nuova religione chiamata “Cristianesimo” e poi “Cattolicesimo”. Imperatore Costantino che vi si convertì e si fece battezzare solo in punto di morte, essendo pagano, seguace del “Culto del Sole Invitto”.

 

Su Gesù è stato scritto tutto ed il contrario di tutto, compreso che non è mai esistito. Ma le fonti e le citazioni storiche, geografiche ed archeologiche, che corrispondono nella stragrande parte, fanno sì che Romano Penna - insigne biblista e storico del Cristianesimo antico - scriva a questo riguardo: “Tra i personaggi antichi, gli unici che godono di una documentazione straordinaria nei primi cento anni della loro morte, sono Alessandro Magno e Gesù”.

 

Ma c’è un aspetto estremamente importante che caratterizza il passaggio terreno dell’uomo Gesù, che ritengo non sia stato sufficientemente approfondito: è la componente del “laica” di parte del suo pensiero e quindi del suo messaggio, che per questo è da considerare davvero “Universale”, in quanto è aperto a tutti, “credenti” e “non credenti”. E’ un messaggio di pace, tolleranza, rispetto dei diritti civili, delle donne, dei bambini, dei lavoratori, degli animali, dell’ambiente, principi questi che a quell’epoca non avevano alcun valore né umano né giuridico e che per questo sono incredibilmente anticipatori in tutto e per tutto – come vedremo - di quella che nel 1948, ovvero circa 2.000 anni dopo la sua morte, sarà la “Dichiarazione Universale dei Diritti degli Uomini” e nel 1978 la “Dichiarazione dei Diritti degli Animali”.

 

Circostanze queste che consentono “oggettivamente” di collocare Gesù fra i più grandi “Maestri di Vita di tutti i tempi”: voce quindi – laica - da ascoltare con molta attenzione, soprattutto proprio in questo periodo dissennato e soprattutto proprio da parte dei giovani, orfani di qualsivoglia certezza riguardo al futuro.

 

In merito all’analisi del messaggio “laico di Gesù” inizierei con il dire che questo non deve meravigliarci, essendo in perfetta sintonia con il contenuto dei “Dieci Comandamenti”, che parlano esplicitamente di Dio solo nei primi tre: Non avrai altro Dio fuori di me, Non nominare il nome di Dio invano, Ricordati di santificare le feste. Mentre gli altri sette richiamano “regole laiche” già presenti nel “Diritto Naturale”: Onora il padre e la madre, Non uccidere, Non commettere atti impuri, Non rubare, Non dire falsa testimonianza, Non desiderare la donna d’altri, Non desiderare la roba d’altri.

 

Ma anche il contenuto della “Torah”, ovvero della “Bibbia” è coerente con quanto stiamo sostenendo. Contiene infatti “613 Precetti”, dei quali 248 con indicazioni volte a comportarsi in modo positivo mentre 365 sono negativi, ovvero divieti. E di questi 613 precetti le fonti rabbiniche ci dicono che oltre il 40% hanno un contenuto totalmente “laico” ed i particolare relativo alle seguenti materie: Codice Civile e Diritto Privato, Diritto di Proprietà e Contratti, Leggi sul Lavoro, Prestiti e Debiti, Diritto Penale e Tutela della Persona, Omicidio e Lesioni, Amministrazione della Giustizia, Norme Sanitarie, Medicina e Igiene Pubblica, Quarantena e Isolamento, Igiene Ambientale, Cronaca Storica, Mitologia ed Antropologia, Narrazioni delle Origini, Alberi Genealogici, Mappature Geopolitiche, Spostamento delle Tribù e delle Nazioni nel Vicino Oriente Antico e così via.

 

Bene “allacciamoci le cinture di sicurezza”, perché dal prossimo articolo partiamo!

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