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Trento
05 settembre | 21:16

Gli 80 anni dell’accordo De Gasperi-Gruber, Mattarella: "Repubblica e Autonomia sono legate e hanno nutrito la democrazia italiana"

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in Trentino Alto Adige per le celebrazioni degli 80 anni dell'accordo di Parigi alla base della tutela delle minoranze linguistiche e dell'Autonomia: "Come ha detto recentemente Papa Leone, le persone vengono ‘prima di confini, definizioni e istituzioni’. E' una lezione nota a voi trentini, che avete donato alla Repubblica uno statista come De Gasperi, che ha aperto la strada verso orizzonti nuovi"

Gli 80 anni dell’accordo De Gasperi-Gruber, Mattarella: Repubblica e Autonomia sono legate e hanno nutrito la democrazia

TRENTO. "Repubblica e autonomie e tra esse quelle speciali, sono legate strettamente tra loro e hanno nutrito e contrassegnato lo sviluppo della democrazia italiana in contrapposizione rispetto al fascismo e in discontinuità rispetto alle caratteristiche dell’Italia prefascista". Queste le parole del presidente Sergio Mattarella in Trentino Alto Adige per le celebrazioni dell'80esimo dell'accordo De Gasperi-Gruber. "Le hanno nutrite la partecipazione che fa della nostra Repubblica una nazione non pietrificata, fossilizzata in sé stessa, bensì che si rinnova, aperta al divenire”.

 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato ospite di Trento e di Bolzano per gli 80 anni dall’intesa del 5 settembre del 1946 alla base basi per la tutela delle minoranze linguistiche e per l’Autonomia del Trentino Alto Adige.

"Come ha detto recentemente Papa Leone - aggiunge Mattarella - le persone vengonoprima di confini, definizioni e istituzioni’. E' una lezione nota a voi trentini, che avete donato alla Repubblica uno statista come De Gasperi, che ha aperto la strada verso orizzonti nuovi, indicando come si può essere liberi e autonomi in casa propria e liberi e solidali nei confronti di tutti i cittadini della Repubblica".

 

Una presenza, quella del capo dello Stato, che ha valorizzato la Giornata dell’Autonomia, quest’anno "1946-2026: 80 anni di una Repubblica e di un’Autonomia speciale", una forte valenza istituzionale e simbolica. 

 

“L’Autonomia non è soltanto un insieme di competenze e di risorse", l'intervento dal palco del Teatro di sociale di Maurizio Fugatti, presidente della Provincia. "E' prima di tutto, la capacità di decidere e di rispondere delle proprie decisioni. E' responsabilità verso i cittadini, verso la comunità, verso le prossime generazioni". La specialità "si costruisce nella vita quotidiana delle comunità, nelle famiglie, nei Comuni, nelle associazioni e nel volontariato".

Il presidente della Provincia ha richiamato la lunga tradizione dei vigili del fuoco volontari del Trentino, "testimoni di un senso di solidarietà con 'radici ben profonde'. L’Autonomia può cambiare, può evolvere, può assumere forme nuove ma non può perdere questo fondamento: la libertà di scegliere porta con sé la responsabilità delle proprie scelte", prosegue Fugatti. "Crediamo che un’Autonomia forte, concreta e vicina ai cittadini sia un valore per il Trentino e possa rappresentare un’esperienza utile anche per altri territori che oggi richiedono legittimamente maggiori livelli di autonomia e di autogoverno. Non limitarci a custodire ciò che abbiamo ricevuto. Ma continuare, con serietà e con fiducia, a costruire ciò che serve alle persone che vivono qui e a quelle che verranno".

 

Il presidente del Consiglio provincialeClaudio Soini, ricorda quanto sia stato decisivo il 1946 per le sorti d'Italia, tant'è che questo è l'ambito indagato nella mostra fotografica su De Gasperi inaugurata venerdì 4 settembre.

 

"La giornata di oggi unisce Bolzano e Trento, ci ricorda che la nostra è una storia comune. Una storia dove la collaborazione tra culture diverse ha preso una forma solida nel contesto della Regione e dello Statuto d’Autonomia. Una storia che oggi trova nell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino ulteriore spazio di crescita, facendo del confine un luogo di incontro. Qualche mese fa, incontrando alcune classi in Consiglio provinciale, ho sentito una bambina definire Alcide De Gasperi 'un architetto dell’Autonomia'. È un’immagine straordinariamente efficace. Perché l’Autonomia è davvero una costruzione: richiede equilibrio e responsabilità da parte di tutti", spiega Soini mentre Michele Cereghini, presidente del Consiglio delle Autonomie locali, continua: "L'unità della Repubblica non si costruisce cancellando le differenze, ma riconoscendole e trasformandole in responsabilità. Ottant’anni dopo, quell’intuizione è ancora viva nel delicato compito di far dialogare i diversi livelli di governo. In Trentino-Alto Adige, sindaci e sindache interpretano ogni giorno questo ruolo istituzionale, tra pragmatismo, visione e connessione con tutte le istituzioni. E' nei nostri Comuni che l’Autonomia assume un significato tangibile. Perché l’Autonomia è fatta di persone per le persone. E proprio per questo non può esistere senza partecipazione".

Presenti i parlamenti trentini, una rappresentanza dei sindaci del territorio, tra cui il primo cittadino di Trento Franco Ianeselli, la commissaria del governoIsabella Fusiello, le autorità civili e militari del territorio e molti cittadini.

 

"L'Accordo che sancisce il principio cardine della nostra Autonomia: una terra di confine può trasformare la propria posizione geografica in una responsabilità politica. Ottant'anni dopo, quella responsabilità è nelle nostre mani", il commento di Ianeselli. "Essere di frontiera oggi non significa solo abitare un limite geografico, ma muoversi su una faglia spirituale e politica. Significa avere il coraggio di costruire ponti dove il sovranismo dilagante vorrebbe scontri e divisioni. E' proprio qui che l'Autonomia diventa uno strumento prezioso: ci permette di sperimentare soluzioni innovative e di intervenire con più efficienza sulle grandi sfide del nostro tempo, prima fra tutte la crisi climatica che sta cambiando il volto dei territori. L'eredità che abbiamo ricevuto non deve essere un privilegio scontato, ma un modo per prenderci cura sempre meglio della nostra comunità".

 

La cerimonia, introdotta e moderata dalla giornalista Maria Concetta Mattei, è stata arricchita dagli interventi musicali del Coro della Sat, dalla lectio magistralis del professor Umberto Gentiloni (dedicata a “La forza della democrazia italiana: ottant’anni di una Repubblica”) e dall’intervento del professore Giuseppe Tognon, incentrato su “Alcide De Gasperi e l’Autonomia. Storia di un accordo internazionale".

 

A intervenire con una nota anche i sindacati. "L'inscindibile legame tra democrazia e autonomia, il riconoscimento del radicamento secolare dell’autogoverno del Trentino, la nuova frontiera dell’Europa delle regioni che può e deve avere nell'Euregio Tirolo, Alto Adige e Trentino la sua avanguardia contro ogni nuovo rigurgito nazionalista, il ruolo fondamentale nel buon esercizio delle potestà dell’Autonomia delle organizzazioni sociali. Sono questi a nostro avviso i messaggi centrali lanciati oggi al teatro Sociale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel giorno dell’80esimo anniversario dell’accordo di Parigi tra Degasperi e Gruber", dicono Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Largher (Uil). "Ancora una volta il presidente Mattarella ha saputo interpretare al meglio le sfide che il Trentino e la sua Autonomia debbono affrontare quando ci ha ricordato, citando Degasperi, che è nostro compito prioritario anche oggi quello di fare meglio dello Stato. Un monito che la politica locale deve saper cogliere per rafforzare lo sviluppo del nostro territorio e della sua comunità sapendo coltivare sempre l'ambizione di raggiungere le performance economiche e sociali delle migliori regioni in Europa".

L'Accordo di Parigi è considerato il fondamento giuridico internazionale dell’Autonomia. E alcuni passaggi sono stati ricordati nella cerimonia che in Alto Adige si è svolta a Merano.

 

Il governatore altoatesino Arno Kompatscher ricorda che "l’Accordo del 1946 era stato inizialmente percepito come una delusione. Il tanto auspicato ritorno dell’Alto Adige all’Austria non si era verificato. Seguirono scontri politici, il ricorso alle Nazioni Unite e negoziati bilaterali che portarono al 'Pacchetto Alto Adige' del 1969 e al secondo Statuto di Autonomia". I pilastri fondamentali sono la tutela delle minoranze: l’insegnamento nella lingua madre, la parità tra la lingua tedesca e quella italiana, la parità di accesso alle cariche pubbliche, nonché poteri legislativi e amministrativi autonomi.

 

Oggi questi strumenti di tutela hanno dato i loro frutti e garantiscono sicurezza a tutti e tre i gruppi linguistici. Costituiscono il terreno "su cui, da una pacifica convivenza, cresce passo dopo passo una collaborazione improntata al rispetto reciproco". Anche dal punto di vista economico, l’Alto Adige ha registrato un forte sviluppo grazie all’Autonomia.

"Per noi Autonomia significa responsabilità". Guardando al futuro, il presidente della Provincia ha fatto riferimento all’ulteriore sviluppo e alla salvaguardia dell’Autonomia. L’obiettivo è preservarla come "efficace strumento di tutela e sviluppo", rafforzare le identità e sfruttare il valore aggiunto della diversità. "L’integrazione europea consente di superare ciò che ci divide e, nell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, di costruire una piccola Europa all'interno nell’Europa", conclude Kompatscher.

 

"La presenza oggi a Trento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione degli ottant’anni dell’Accordo De Gasperi-Gruber, rappresenta un momento di grande valore per tutto il nostro territorio", dice Claudia Eccheravvocata trentina, membro laico del Consiglio superiore della magistratura. "La storia dell’Autonomia trentina dimostra come la valorizzazione delle specificità locali possa convivere pienamente con l’appartenenza alla Repubblica e contribuire a rafforzarne l’unità. L’Autonomia non è soltanto un patrimonio ricevuto dal passato, ma una responsabilità che siamo chiamati a esercitare ogni giorno nel rispetto dei principi della Costituzione, delle istituzioni e delle comunità. La presenza del Capo dello Stato, massimo garante di questi valori, conferisce a questa ricorrenza un significato ancora più profondo e rappresenta per il Trentino motivo di particolare orgoglio”.

 

A far pervenire una nota, tra le tante, anche Alessia Ambrosi. "Oggi avrei voluto essere a Trento, insieme al Presidente Mattarella, per celebrare gli 80 anni dell’Accordo De Gasperi-Gruber. Non posso esserci perché sono sulla strada del ritorno da Bari. Ma forse proprio da Bari voglio mandare un messaggio alla mia terra, al Trentino Alto Adige", il comunicato della parlamentare di Fratelli d'Italia. "In questi giorni abbiamo celebrato la stabilità di un Governo che sta dando forza e credibilità all’Italia, sia sul piano nazionale che internazionale. E io l’ho sempre sostenuto: Autonomia e unità nazionale sono complementari. Perché un Governo nazionale stabile e forte rende più forte anche la nostra Autonomia. E un’Autonomia forte rende più forte l’Italia. Essere parte di una Nazione forte non significa rinunciare alle nostre specificità. Al contrario, significa avere ancora più forza per difendere la nostra Autonomia, le nostre competenze, le nostre identità e la storia particolare delle nostre comunità. Ottant’anni fa De Gasperi e Gruber hanno aperto una strada che ha segnato profondamente la storia del Trentino-Alto Adige. A noi spetta continuare a percorrerla, senza dare mai per scontato ciò che abbiamo ricevuto e con la responsabilità di renderlo ancora più forte per le generazioni che verranno".

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