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Trento
11 febbraio | 21:33

Mattarella all'intitolazione a De Gasperi della Buc e all'inaugurazione dell'anno accademico. Il rettore: "L'Università ha il dovere della speranza e lavora per la pace"

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, è intervenuto alla cerimonia di intitolazione della Biblioteca universitaria centrale ad Alcide De Gasperi e, a seguire, all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026 dell’Università di Trento

Foto Ufficio Stampa Presidenza della Repubblica

TRENTO. Doppio appuntamento a Trento per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato è intervenuto alla cerimonia di intitolazione ad Alcide De Gasperi della Buc e quindi all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Trento.

 

Cuore dell’intera giornata è stato l’omaggio dell’Università di Trento allo statista fautore dell’autonomia trentina, che fu tra i padri fondatori dell’Unione europea. La sua figura è stata celebrata nelle parole di dedica del rettore dell’Ateneo, Flavio Deflorian, pronunciate svelando una targa alla Buc e, all’Itas Forum, con la prolusione di Giuseppe Tognon, emerito di Storia dell’educazione dell’Università Lumsa di Roma, incentrata sullo “spirito costituente” degasperiano.

 

La cerimonia di intitolazione della Biblioteca universitaria centrale ad Alcide De Gasperi ha preso il via con l’esecuzione dell'inno nazionale e dell'inno europeo, a cura dell’Orchestra e della Corale polifonica di UniTrento. Parlano il linguaggio della pace e dei valori dell'Europa unita le cerimonie.

 

"Noi vogliamo veramente la pace e, mentre diciamo di volerla, lavoriamo per unire l’Europa" è la citazione degasperiana che da oggi sarà visibile all’ingresso della Biblioteca, accompagnata da un’effigie installata a muro.


(Foto Ufficio Stampa Presidenza della Repubblica)

Del significato di questa scelta e delle motivazioni del tributo voluto dal Senato accademico si è fatto portavoce il rettore. "De Gasperi è una figura di riferimento culturale: per la profondità del suo pensiero, l’impegno per la conoscenza e il valore universale della sua azione politica", le parole di Deflorian. "Il legame di De Gasperi con il mondo dei libri non è solo ideale: ricordiamo il suo lavoro presso la Biblioteca apostolica vaticana. Un’esperienza che richiama la missione della nostra Buc: essere un presidio di libertà, luogo di crescita intellettuale ed esercizio del pensiero critico".

 

Il rettore ha espresso l’auspicio che "questa intitolazione diventi una memoria viva, capace di ispirarci ogni giorno" e ricordato come la comunità universitaria abbia "il dovere della speranza e di lavorare per la pace" che "non è mai una conquista definitiva, ottenuta una volta per tutte", ma "impegno costante che conferma, oggi più che mai, l’attualità della lezione degasperiana".

Il baricentro delle celebrazioni si è poi spostato all’Itas Forum con l’ingresso del corteo accademico che è stato accompagnato dalle note del Gaudeamus igitur. Con un videomessaggio della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, è iniziata la cerimonia d’inaugurazione del 64esimo anno accademico dalla fondazione dell’Università.

 

"L’Unione europea è un progetto condiviso, sempre in divenire", dice Metsola. "Alcide De Gasperi fu in grado di vedere oltre l’orizzonte storico e quindi di immaginare un’Europa unita, un mondo dove la diversità potesse rappresentare la forza di un grande progetto comune".


(Foto Ufficio Stampa Presidenza della Repubblica)

Il rettore ha tracciato un bilancio dell’anno appena trascorso, raccontando "una storia fatta di risultati solidi e di traguardi di rilievo". Tra i successi, che collocano UniTrento "ai vertici del sistema universitario italiano", ha menzionato il conseguimento di 49 grant Erc dal 2007 (tre negli ultimi mesi) e i finanziamenti ottenuti sul secondo bando del Fondo italiano per la scienza.

 

Quindi Deflorian ha citato il primato, per il terzo anno consecutivo, nella classifica Censis dei medi atenei statali e la nascita dell’Azienda sanitaria universitaria integrata (Asuit). "Più di un traguardo organizzativo, una sfida per i prossimi anni", ricorda il rettore, quella di "rendere questa integrazione sempre più concreta, arrivando a una reale osmosi tra l’Università e chi lavora negli ospedali". E' stato poi ricordato che il 2026 vedrà i primi laureati e laureate in Medicina e Chirurgia dell’Università di Trento.


(Foto Università di Trento - Marco Parisi)

Ha quindi parlato delle priorità strategiche per il futuro. Una su tutte il piano edilizio: "Grazie al sostegno del finanziamento provinciale, possiamo ora pianificare con maggiore precisione ciò che serve", aggiunge Deflorian parlando tra l’altro dell’adeguamento e della manutenzione straordinaria degli edifici. Tra le sfide ha collocato poi il processo di fusione tra il Dipartimento di psicologia e scienze cognitive e il Centro interdipartimentale mente-cervello.

 

La cerimonia, come da consuetudine, ha visto l’intervento di altre componenti della comunità universitaria. "Il problema della mancanza di opportunità per i giovani formati - dice Franco Bernabè, presidente del Consiglio d’amministrazione dell’Ateneo - ovviamente la risposta non può essere la chiusura delle frontiere e cioè il percorso inverso a quello che auspicava De Gasperi: la libertà di circolazione è ormai un diritto acquisito ed è una fonte di arricchimento per tutti. La risposta deve essere un miglioramento dell’attrattività del nostro Paese, in modo che le giovani energie che se ne vanno possano essere compensate da nuove forze che affluiscono".

 

A rappresentare la comunità universitaria sono saliti sul palco il presidente del Consiglio studentesco Lorenzo Filippo Pastore e, per la prima volta alla cerimonia, la presidente della neocostituita Consulta del personale tecnico amministrativo e collaboratore ed esperto linguistico Helga Franzoi.

 

L’intervento di Pastore prende le mosse dalle criticità della contingenza attuale, a livello internazionale, nazionale e locale: dai conflitti in atto nel mondo, al "numero insostenibile" dei laureati che decidono di lasciare l’Italia, dai "proibitivi costi dell’abitare" all’inflazione. "In un contesto così difficile è semplice lasciarsi andare a slogan rassicuranti. Quello che invece ci insegna quotidianamente l’università è di non fuggire dinanzi alla complessità ma di affrontarla senza timore. E' per questo che è fondamentale recuperare l’atteggiamento di cooperazione e di unità proprio dei costituenti e di De Gasperi. Risolvere tutti questi problemi non è facile, tuttavia è responsabilità della società tutta affrontarli con un dialogo costruttivo, senza scorciatoie o banalizzazioni".

 

Invece Franzoi ricorda il ruolo nell’Ateneo del personale tecnico e amministrativo: un lavoro "non sempre facile", ma sostenuto da "un forte senso di appartenenza e la consapevolezza di offrire un contributo attivo alla ricerca e alla formazione. E' attraverso la conoscenza e l'innovazione che possiamo affrontare le sfide globali e garantire un avvenire migliore per le generazioni future. In questo scenario, le Università rappresentano un faro culturale capace di contribuire alla formazione di persone competenti e consapevoli, appartenenti ad una società aperta e democratica nello spirito della nostra Costituzione".

 

In occasione dell’intervento del rettore sono stati annunciati i vincitori e le vincitrici dei Research quality award 2025: per la categoria early career Alessandro Carlotto (Dipartimento di Matematica), per la categoria mid/late Career Davide Bigoni (Dipartimento di Ingegneria civile ambientale e meccanica) e Mirella Collini (responsabile della Divisione Management della ricerca e dell’Ufficio gestione progetti nazionali, Ue e internazionali) per l’open prize.

L'INTERVENTO DI SERGIO MATTARELLA, PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Rivolgo un saluto di grande cordialità a tutti i presenti, ai Presidenti delle Province autonome del Trentino, dell’Alto Adige Südtirol, al Sindaco di Trento, a tutti i presenti, con un ringraziamento al Magnifico Rettore per l’invito a essere presente in questa duplice occasione così significativa.

 

Un saluto di grande riconoscenza ai Rettori di altri Atenei, al Corpo accademico, al Senato Accademico di questa Università, al personale tecnico - amministrativo, alle studentesse e agli studenti con particolare intensità.

 

Sono passati molti decenni dall’intuizione di Bruno Kessler e dall’impegno di Nino Andreatta per l’avvio di questo Ateneo, che si è sviluppato - come dalla relazione del Magnifico Rettore è emerso - con crescente, veloce successo. Con il contributo di tutte le componenti dell’Università, come ha sottolineato la Presidente della Consulta del personale.

 

Il Magnifico Rettore ha impostato la sua relazione con l’orgoglio di questo passato, ma verso il futuro, verso l’innovazione. Ed è questa la dimensione in cui dobbiamo, sempre più velocemente, procedere.

 

Dalle parole del Presidente del Consiglio studentesco è venuto, nelle tante considerazioni che ha svolto, l’invito a considerare il progresso come un’occasione di responsabilità per ciascuno.

 

E questo è quello che mi pare sia emerso dall’intervento del Presidente della Fondazione, Dottor Bernabè: l’impegno verso il futuro è quello che l’incalzare delle novità, delle innovazioni, richiede con particolare attenzione e impegno. Naturalmente, sulla base della storia, di quanto acquisito, delle basi di origine.

 

Ringrazio il Professor Tognon a nome di tutti, anche per la sua lectio. Magnifico Rettore, è stata una particolare coincidenza quella di intitolare, questa mattina, ad Alcide De Gasperi la Biblioteca Centrale, in questo anno.

 

Siamo nell’ottantesimo anno della Repubblica, di cui Alcide De Gasperi è stato il primo Capo. Il primo Capo dello Stato è stato Alcide De Gasperi. Per due settimane, ma quelle cruciali, significative, della nascita della Repubblica.

 

Al Palazzo del Quirinale, nel percorso delle visite - ogni giorno molto numerose - vi è una Sala che ricorda la storia della Repubblica, con le immagini dei Presidenti che si sono succeduti. E inizia, appunto, con Alcide De Gasperi, primo Capo dello Stato di questa nostra Repubblica.

 

E quindi l’intitolazione di questa magnifica struttura, dovuta al genio di Renzo Piano - che diventa adesso il luogo degli studenti, dell’approfondimento, della riflessione -, evoca una quantità di significati. Certo, anzitutto, quello dell’identità trentina di De Gasperi, identità sempre conservata con determinazione. E il suo ruolo di bibliotecario - come ha ricordato il Magnifico Rettore - nella Biblioteca Vaticana, dove la Santa Sede assicurò a De Gasperi un lavoro, che Pio XI fece difendere con una risposta ferma alle proteste del regime fascista per questa scelta di immettere De Gasperi nella Biblioteca Vaticana. A quanto poi ha fatto in quegli anni.

 

Tra le lettere di De Gasperi – ve ne è un’infinità che andrebbe letta con attenzione – ve n’è una a Luigi Sturzo in cui parla del suo lavoro alla Biblioteca Vaticana, e di come lo interpreta, di come lo vive. In un periodo in cui non poteva neppure scrivere con il suo nome.

 

C’è un bel volume di quegli anni su “I tempi e gli uomini che prepararono la Rerum Novarum”, che De Gasperi scrisse e pubblicò, ma non col suo nome, ma con il nome di Mario Zanatta. Nome inesistente, ma non poteva scrivere.

 

Il significato, quindi, della sua presenza in quella Biblioteca va ben oltre il lavoro che gli era stato affidato e consentito.

 

Mi pare che il Magnifico Rettore abbia parlato della Biblioteca come presidio di cultura, di studio e quindi di libertà.

 

Per questo, questa giornata - questi due momenti: il momento della Biblioteca intitolata ad Alcide De Gasperi e l’apertura dell’Anno accademico - ha un grande significato.

 

E io ringrazio ancora per essere stato invitato e, con queste poche parole, per poter esprimere l’apprezzamento all’Ateneo, a quanto fa, alla crescita. Esprimere anche gli auguri ai prossimi primi laureati in Medicina di questa Università.

 

Con un ringraziamento al Corpo accademico, un ringraziamento - per me consueto, ma indispensabile - a tutte le nostre Università per quanto fanno per trasmettere cultura.

 

E in questo momento difficile della vita del mondo, con difficoltà rispetto alle quali - come è emerso dalla lectio del Professor Tognon - De Gasperi ci parla ancora, di fronte ai rischi che elementi di barbarie ritornino nei rapporti tra gli Stati nella vita internazionale, quella di elaborare, approfondire, sviluppare e trasmettere cultura è la più provvidenziale, indispensabile, preziosa risposta che si possa dare alle difficoltà che il mondo attraversa.

 

Grazie per quanto fate. Buon Anno accademico

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