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Apss, migliorano il 50% delle performance ma rimangono criticità nei costi dei ricoveri

E' stato presentato oggi il "Bilancio di missione". Presenti il direttore generale Paolo Bordon e dall’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni

Pubblicato il - 04 dicembre 2017 - 19:04

TRENTO. L'Azienda provinciale per i servizi sanitari migliora quasi la metà degli indicatori di performance con buoni risultati nel percorso oncologico e screening, nel governo della spesa farmaceutica, fino al percorso urgenza-emergenza e al settore materno infantile. Un peggioramento, invece, per circa un terzo degli indicatori soprattutto quelli legati al livello di copertura vaccinale, del costo dei ricoveri e del costo in generale “pro-capite”, più alto che nelle altre regioni.

 

Questi alcuni dei risultati che sono stati presentati oggi dal direttore generale Paolo Bordon e dall’assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni nell'illustrare il bilancio di missione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, lo strumento che evidenzia come, e con quali risultati, sono utilizzate le risorse pubbliche destinate alla salute.

 

Il bilancio di missione rappresenta uno degli atti fondamentali della programmazione economico-finanziaria dell’Apss, insieme al bilancio di previsione, al programma annuale delle attività e al bilancio di esercizio, ed è lo strumento con cui l’azienda sanitaria rende conto del proprio operato e comunica i risultati della propria gestione.

 

«Nel corso del 2016 – ha spiegato Paolo Bordon in occasione della conferenza stampa – l’Apss ha mantenuto e, in alcuni ambiti potenziato, l’offerta dei servizi pur in presenza di un fisiologico aumento della spesa sanitaria, dovuto in parte al progressivo invecchiamento della popolazione e all’aumento delle cronicità di alcune patologie. Ciò nonostante abbiamo garantito il raggiungimento del complessivo equilibrio di bilancio, con un utile tecnico di 30,8 mila euro. Nelle ultime due edizioni del bilancio di missione ci siamo focalizzati sugli indicatori di esito e non solo su quelli di processo per la valutazione dei risultati raggiunti. Gli indicatori sono stati misurati nel loro andamento pluriennale e messi a confronto con standard e con i valori medi di altre realtà. Mi riferisco in particolare al programma di valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali del Laboratorio management e sanità della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, sistema che valuta e mette a confronto ogni anno i risultati dei sistemi sanitari di 15 regioni e province autonome».

 

Nell'analisi dei costi, il più alto che si riscontra nella sanità in Trentino è legato alle maggiori prestazioni assicurate dalla Provincia autonoma di Trento ai propri residenti (prestazioni aggiuntive, miglior assistenza nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa), ampia distribuzione delle strutture di offerta) e alle risorse destinate al personale.

«L’Azienda provinciale per i servizi sanitari – ha concluso Bordon – è una delle maggiori realtà economiche in provincia di Trento per numero di dipendenti, risorse gestite e rete di relazioni come ad esempio fornitori, sistema bancario, terzo settore, strutture accreditate con il Servizio sanitario provinciale, personale convenzionato. Sotto questo profilo la nostra azienda sanitaria genera anche importanti ricadute economiche sul territorio, contribuendo al generale sviluppo economico oltre che sociale. In questo senso le ricadute dirette e indirette sul territorio derivanti dalla gestione delle risorse finanziarie ammontano ad oltre 857 milioni di euro».

 

L’assessore provinciale alla salute e politiche sociali Luca Zeni ha sottolineato la positività dei dati emersi dal bilancio di missione 2016, a conferma di come le attività messe in campo dall’Apss siano in linea con il piano provinciale per la salute 2015-2020 e con le disposizioni provinciali per il finanziamento del Servizio sanitario per il triennio 2016-2018. «Il bilancio di missione – ha proseguito l’assessore – mette in luce la qualità del servizio sanitario trentino, anche rispetto alle altre regioni italiane e definisce con consapevolezza i possibili margini di miglioramento per un sistema sanitario capace di rispondere nella maniera più adeguata ai rinnovati bisogni di salute di una popolazione sempre più ‘anziana’ e interessata da patologie croniche. Continueremo a lavorare e a migliorarci all’insegna di una sistematica e fattiva collaborazione e in un clima di fiducia reciproca. Naturalmente le sfide che attendono il sistema sono molte, soprattutto in un contesto in cui i cambiamenti demografici, impongono di ripensare il rapporto tra la medicina ospedaliera e territoriale, potenziando e integrando le opportunità di promozione, prevenzione e cura presenti al di fuori dalle strutture ospedaliere».

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