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"Cause naturali", nessuna indagine sulla morte di Matteo Silini. I genitori allo studentato per prelevare gli effetti personali del figlio

La Pm Alessia Silvi esclude che di questo decesso debba interessarsi la Procura della Repubblica: "Nessuna ipotesi di reato". I genitori a Trento fin da ieri, questa mattina l'incontro con la direzione dello studentato Nest e con alcuni amici di Matteo

Di Donatello Baldo - 02 novembre 2017 - 19:03

TRENTO. Le voci e le supposizioni sulla morte di Matteo Silini, il giovane universitario morto ieri allo studentato Nest, sono state spazzate dalle dichiarazioni della Pm Alessia Silvi della Procura della Repubblica di Trento: "Non è stato aperto nessun fascicolo in merito al decesso".

 

La morte di un ragazzo di vent'anni, di un atleta attento alla sua salute, ha inizialmente sollevato qualche dubbio. Non a caso la scientifica ha setacciato la sua stanza alla ricerca di elementi che spiegassero un fatto tanto inusuale, gli amici sono stati sentiti dalla polizia, ma le parole di Alessia Silvi sono state categoriche: "Nessuna indagine, la questione non riguarda la Procura perché non vi è alcuna ipotesi di reato". 

 

Non sembra esserci nemmeno bisogno dell'autopsia, la Pm non l'ha richiesta. Sembra che gli accertamenti di rito abbiano potuto, da soli, attribuire la morte a cause naturali. E qui si chiude la questione del come e del perché. 

 

Rimangono però tutte le altre domande, prima tra tutte quella dei genitori che nel viaggio di ieri verso Trento si saranno chiesti perché proprio a nostro figlio. Perché è successo a noi. Domande senza risposta, perse nel dolore più grande che difficilmente si dissolverà.

 

La famiglia, nella serata di ieri, non è riuscita a raggiungere lo studentato di via dei Solteri. Il corpo senza vita del figlio, all'ora del loro arrivo a Trento, era già stato prelevato dalla sua stanza e preso in consegna dai necrofori.

 

Sono stati sentiti dagli inquirenti, hanno sbrigato le questioni burocratiche, avranno voluto vegliare il figlio. Solo questa mattina si sono recati presso l'edificio che fino a ieri era la casa di Matteo: hanno incontrato il presidente della cooperativa che gestisce la struttura e la direzione.

 

"Poi sono saliti nella stanza che occupava Matteo - spiega il direttore Nicolli - hanno preso in consegna i suoi effetti personali. Questo- aggiunge - è stato anche il momento in cui hanno potuto incontrare qualcuno degli altri ospiti, amici di Matteo". 

 

"I funerali saranno sabato alle 15", annuncia il direttore. Si terranno nel piccolo paese del bresciano da cui Matteo proveniva, dove lo aspetta per l'ultimo saluto una comunità di amici e parenti increduli e affranti.

 

"Siamo molto provati - confida Nicolli - ci facciamo forza tra noi, aiutati anche dai tanti messaggi di vicinanza che arrivano dalle famiglie degli altri ospiti, dagli stessi ragazzi che seppur lontani per il ponte festivo hanno voluto raggiungere lo studentato fisicamente o attraverso mail e messaggi". 

 

Un messaggio di vicinanza è arrivato anche dalle istituzioni. "Ieri sera mi ha chiamato l'assessora alle Politiche giovanili Sara Ferrari - racconta il direttore - abbiamo apprezzato molto il suo messaggio e la sua attenzione".

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