Dal Trentino i giocattoli per i bambini terremotati
L'iniziativa partita dalla Val di Fassa per i bambini di Camerino. Igor Bonelli: "Così regaliamo un sorriso a chi non ha più nemmeno una casa"

CAMERINO. Basta poco per regalare un sorriso e far vivere ai bambini un attimo di spensieratezza. Lo sa bene Igor Bonelli che anche quest'anno grazie al suo impegno, e a quello di tanti altri volontari, è riuscito a portare a Camerino, nelle Marche, oltre 150 giochi da donare ai tanti bambini che vivono in una terra ancora in frantumi dopo il terremoto. Bambini che non possono rientrare nelle proprie case perché pericolanti o perché andate completamente distrutte dopo le fortissime scosse di terremoto dello scorso anno.
Ecco allora l'idea, nata nel 2016 e ripetuta quest'anno, di impegnarsi per portare un sorriso dal Trentino a Camerino.
“Dopo la prima edizione – ci spiega Igor Bonelli – mi sono preso a cuore i bambini di Camerino che vivono in una situazione davvero brutta e anche quest'anno abbiamo cercato di portargli un po' di felicità”.
I fondi necessari sono stati raccolti a novembre con lo spettacolo “Uniti oggi per donare un sorriso domani”, che è andato in scena a Moena e che ha visto la partecipazione dei Bastard Sons of Dioniso, i Schuhplatter di Campitello e Mario Cagol con nonna Nunzia con l'obiettivo di sostenere le popolazioni colpite dal sisma e a cui si sono poi aggiunti anche i fondi arrivati dalla vendita di biscotti e di alcuni albergatori di Canazei e Campitello.

Poco prima di Natale, Igor con altri tre volontari, sono scesi a Camerino e nel giorno della vigilia i doni sono stati distribuiti ai bambini da Babbo Natale nei pressi di un parco. Un secondo momento di consegna è avvenuto dopo la messa di Natale, sotto il palco dell’auditorium Benedetto XIII , dove altri bambini hanno ricevuto dalle mani di Babbo Natale un regalo da scartare.
“Purtroppo la situazione di Camerino – ha raccontato Igor – non è migliorata rispetto ad un anno fa. La Protezione civile se ne è andata e i cittadini sono rimasti soli con le abitazioni non agibili e senza la possibilità di mettere moduli abitativi per questioni burocratiche. Con un gesto come quello che abbiamo appena fatto a Natale almeno alleviamo le sofferenze dei più piccoli”.












