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Inquinamento a Verla, si rompe la cisterna della Chiesa e il gasolio minaccia il rio Molini e Avisio, acquedotto di Lavis chiuso

L'allarme è stato lanciato intorno alle 16 di ieri, alcuni abitanti avevano segnalato un forte odore di gasolio. Sul posto si sono portati i vigili del fuoco volontari di Verla e quelli di Lavis, oltre ai permanenti di Trento. La perdita è di circa 10 quintali che tramite un tombino hanno minacciato rio Molini e Avisio. Dopo la notte di lavoro, operazioni ancora in corso

Di Luca Pianesi, Luca Andreazza e Giuseppe Fin - 24 novembre 2017 - 06:35

VERLA. Allarme inquinamento a Verla di Giovo a causa di una perdita di gasolio, circa dieci quintali, dalla cisterna del sistema di riscaldamento della chiesa. Gasolio che ha minacciato di riversarsi nel rio Molini e nell'Avisio, ma solo oggi con la luce del sole si potrà accertare l'entità dei danni. Nel frattempo, fin dalle prime ore, il Comune di Lavis è corso ai ripari e per precauzione ha bloccato l'acquedotto, che si approvvigiona proprio sul lato del rio interessato dalla perdita del liquido. 

Nella giornata mercoledì 22 novembre gli addetti avevamo riempito la cisterna per 30 quintali a fronte della capacità di cento quintali. Nel pomeriggio di ieri però gli abitanti di una casa situata in prossimità della chiesa hanno interessato il Comune per un forte odore di gasolio. Subito, intorno alle 16, l'amministrazione ha quindi attivato i vigili del fuoco volontari di Giovo per le opportune verifiche. 

I pompieri hanno immediatamente bloccato l'area, mentre i permanenti di Trento e il corpo di Lavis si sono recati a Verla per supportare le operazioni di messa in sicurezza e bonifica della zona. Sul posto si è portata anche la Protezione civile e i tecnici di Air.

Secondo le ricostruzioni il gasolio fuoriuscito per la rottura della cisterna è di circa 10 quintali, cioè mille litri, il materiale si è infiltrato attraverso il muretto per riversarsi nel tombino e quindi nel rio Molini, che a valle, come anticipato, serve l'acquedotto di Lavis. 

Gli sforzi dei pompieri si sono concentrati su più fronti per gestire al meglio l'emergenza. Il corpo permanente del capoluogo si è preoccupato del travaso di gasolio e l'abbassamento del contenuto nella cisterna fino a 40 centimetri e cioè fino a quando non si sono più verificate perdite, mentre i volontari di Giovo e Lavis hanno cercato di contenere l'inquinamento sul rio e sulla presa dell'acquedotto, in particolare hanno isolato e bloccato le vie lungo i gelidi corsi d'acqua utilizzando gli appositi 'salsicciotti', compreso in direzione dell'Avisio.

Le operazioni si sono protratte a lungo nella notte tra giovedì e venerdì, ma in questo momento l'attività dei pompieri è ancora in corso di svolgimento per completare la messa in sicurezza e l'assorbimento totale dell'inquinamento.

 

"Quasi certamente - fanno sapere le amministrazioni di Lavis e Giovo - le perdite sono iniziate nella serata del 22 novembre. La perdita è stata di piccola entità seppur prolungata, ed è quindi stata quasi interamente assorbita dal terreno circostante". 

 

"Tracce di gasolio - comunicano - sono state rinvenute nelle acque bianche dell'abitato di Verla, già bonificate con l'ausilio delle pompe. I vigili del fuoco sono comunque intervenuti apponendo salsicciotti e altro materiale assorbente nei tubi delle acque bianche, che per prudenza rimarranno chiuse per la notte".

"Non si hanno invece riscontri di sversamenti nel rio Molini e nel torrente Avisio - conclude la nota delle amministrazioni -. Comunque per prudenza è stata chiusa la presa dell'acquedotto sull'Avisio nel Comune di Lavis, in attesa di verificare la situazione lungo il torrente e di fare eventualmente le dovute analisiDopo questa verifica la presa sull'acquedotto sarà riaperta".

 

 

 

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