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Luisa Zappini riconfermata presidente degli infermieri trentini: ''Ma l'elezione non è valida''

Per legge avrebbe dovuto votare almeno il 10% degli aventi diritto (4.417), ma si sono recati alle urne solo in 432 (il 9.78%). 

Di Donatello Baldo - 08 dicembre 2017 - 06:49

TRENTO. "Luisa Zappini è stata riconfermata alla guida del Collegio degli infermieri trentini", ne dà notizia alla stampa lo stesso Ipasvi con un comunicato da cui si apprende che alle elezioni del nuovo organismo hanno votato 432 professionisti, "numero in linea - spiega - con la precedente tornata". 

 

Un numero però insufficiente per legittimare la consultazione. Lo dice la legge che regola gli ordini delle professioni sanitarie (241/46), che all'articolo 2, secondo comma, recita così: "L'assemblea è valida in prima convocazione se abbiano votato almeno un terzo degli iscritti, in seconda convocazione qualunque sia il numero dei votanti purché non inferiore al decimo degli iscritti e, comunque, al doppio dei componenti il consiglio".

 

Per arrivare al 10%, gli elettori sarebbero dovuti essere 442, dieci in più. La platea dei votanti, infatti, è di 4.417. Ha votato solo il 9,78%, che per la legge non è sufficiente. L'elezione, quindi, non è valida. Per pochi voti, è vero, ma si tratta di una legge dello stato che tutti sono tenuti a rispettare.

 

Luisa Zappini - pur conoscendo questo articolo di legge - ha comunicato alla stampa gli eletti delle elezioni del 25 e del 26 novembre: lei stessa, Cristina Moletta, Federica Bresciani, Daniel Pedrotti, Marco Maines, Katia Polloni, Mirko Prada, Marina Cuel, Lorenzo Denart, Alessia Nardelli, Valeria Gorga, Lucia Sabbadin, Nicoletta Degiuli, Edda Valduga ed Elisa Manfrini. Come revisori dei conti sono stati scelti Anna Brugnolli, Adriana Dalponte, Stefano Toccoli e Massimiliano Frapporti come supplente.

 

Per la legge l'assemblea (ovvero l'insieme del corpo votante, il seggio unico convocato a Trento) è presieduta proprio dalla presidente in carica del Collegio, in questo caso Luisa Zappini (art.15 della stessa legge). Sarebbe dunque toccato a lei prendere atto del mancato quorum e dichiarare non valida la consultazione.

 

Invece Luisa Zappini ha deciso di proseguire con lo scrutinio e di proclamare gli eletti del nuovo Consiglio direttivo. Non solo: è di oggi il comunicato stampa che annuncia il rinnovo delle cariche: "Per il prossimo mandato 2018-2020 Luisa Zappini è stata riconfermata alla presidenza. Vicepresidente è Federica Bresciani, mentre Katia Polloni è stata nominata segretaria e Mirko Prada tesoriere".

 

In queste ore alcuni infermieri hanno raggiunto formalmente la presidente del Collegio chiedendo le dimissione di tutti gli eletti e la convocazione di una nuova elezione. "In caso contrario - assicurano - faremo ricorso ai sensi di quella legge, quella stessa legge che Luisa Zappini non ha rispettato". 

 

"Sì - ammette Zappini - sono a conoscenza di questo e del fatto che per pochi voti non è stato raggiunto il quorum. Mi sono confrontata con la presidente nazionale e abbiamo comunque deciso di convocarci come direttivo". Una convocazione, si apprende, che al primo punto mette la legittimità stessa del Consiglio direttivo

 

"La situazione è complicata - spiega - perché si tratta di una legge del 1946 di cui da tempo si chiede la revisione. C'è una disaffezione al voto, un solo seggio in tutta la provincia: lei non sa da quanto mi batto per il voto elettronico per invogliare la partecipazione". 

 

"Dobbiamo ancora decidere cosa fare - spiega Luisa Zappini - per questo non sono state formalizzate le cariche". Ma forse è sfuggito alla presidente che il comunicato è già stato diramato e annuncia la sua elezione: "Collegio Ipasvi, Luisa Zappini riconfermata presidente", grida il titolo della nota stampa. 

 

"E' solo stato proposto dai componenti del Consiglio direttivo - spiega - ma la questione è sub-judice, a questo punto non so se me la sento di proseguire e agli iscritti che vorranno fare ricorso sono io stessa a chiedere di andare avanti".Un ricorso che dovrà essere fatto entro 30 giorni.

 

"Ma compito mio era quello di valutare se andare avanti o se annullare tutto lasciando vacante la rappresentanza. Lì al seggio ci ho pensato molto - confida Zappini - ma non è vero che abbiamo sperato che si superassero i 30 giorni per il ricorso senza che nessuno si accorgesse che il quorum non è stato raggiunto". 

 

"Sia fatto il ricorso - ribadisce - perché voglio che su questo ci sia la massima trasparenza". Ma se il ricorso sarà fatto sarà difficile che il Consiglio appena eletto possa essere confermato nelle sua legittimità: la giurisprudenza della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (con sentenze del 2008 e del 2009) specifica che per l'elezione serve il quorum del 10% degli iscritti. 

 

La presidente continua a sollecitare il ricorso da parte degli iscritti. Si fa però fatica a capire perché non abbia invalidato subito le elezioni o perché a questo punto non sciolga il Consiglio direttivo. La legge non è stata rispettata, l'elezione non è valida. E quel comunicato di felicitazioni per la nuova nomina poteva, forse, essere evitato. 

 

 

 

 

 

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