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| 09 nov 2017 | 18:50

Malaria, ancora massimo riserbo sulla relazione arrivata in Procura. L'Apss: "Siamo a disposizione dell'autorità" 

Il dossier di tre pagine confermerebbe quanto anticipato dalla ministra Lorenzin, i periti indicherebbero che il contagio è avvenuto al Santa Chiara. L'Apss: "La verità è dovuta ai familiari della bambina ma anche al nostro personale medico e infermieristico che ha sempre lavorato con impegno e dedizione e che è molto provato da questa vicenda"

Malaria, ancora massimo riserbo sulla relazione arrivata in Procura

TRENTO. E' una relazione di tre pagine, molto tecniche, quella recapitata alla Procura di Trento dal Ministero della salute e contiene il rapporto dei periti dell'Istituto superiore di sanità in merito al caso di Sofia Zago.

 

Allo stato attuale non emergono novità rispetto a quanto già dichiarato dalla ministra Beatrice Lorenzin, cioè che il ceppo parassita trovato nel sangue della bambina di 4 anni è il medesimo di quello di una delle bimbe africane ricoverate a Trento nel stesso periodo dal 16 al 20 agosto scorso

 

Gli approfondimenti evidenzierebbero che il contagio sarebbe avvenuto in ambito ospedaliero e proprio al Santa Chiara di Trento, i tecnici escludono quindi che il veicolo della malaria possa essere una zanzara. "Se c'è stato un errore - affermano gli inquirenti - si sarebbe trattato di una macroscopica falla nelle procedure, un errore umano non facilmente individuabile".

 

Per ora filtra solo questo, in quanto la Procura sta analizzando il dossier, mentre la Provincia ancora non si sbilancia e attende di ricevere, come anticipato (Qui articolo), la relazione prima di rilasciare dichiarazioni e commenti ufficiali. 

 

"Abbiamo fatto richiesta - ribadisce l'assessore Luca Zeni - di ricevere una copia della relazione. Il caso è delicato e rinviamo ogni commento a quando avremo letto la relazione. Siamo i primi, come abbiamo detto fin dall'inizio, a voler capire cosa sia successo e speriamo che ci siano effettivamente nuovi elementi che possano aiutare a fare chiarezza sulla vicenda".

 

Anche l'Azienda provinciale per i servizi sanitari preferisce non commentare. "Sono stato informato dal presidente Ugo Rossi e dall’assessore Luca Zeni - dice Paolo Bordon, direttore generale dell'Apss - che è stata richiesta copia al Ministero della relazione sul caso di malaria consegnata alla Procura di Trento. L’Apss non commenterà nulla fino a quando non avremo visionato la documentazione".

 

"La commissione che ci ha supportato nelle indagini interne - conclude Bordon - composta, tra gli altri, dal professor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale delle malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, sta completando la relazione e non appena la riceverò la consegnerò personalmente al procuratore dottor Marco Gallina quale contributo dell’Apss nella vicenda legata alla morte della piccola Sofia, mettendoci a completa disposizione delle autorità preposte. La verità è dovuta principalmente ai familiari della bambina ma anche al nostro personale medico e infermieristico che ha sempre lavorato con impegno e dedizione e che è molto provato da questa vicenda".

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