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Premiato Sergio Ferrari, giornalista della buona terra, dalla cattedra di professore all'impegno tra giornali, radio e tv

Sergio Ferrari, classe 1937, ha sempre dedicato al comparto agricolo dolomitico tutta la sua attenzione, prima come professore all'Istituto San Michele All'Adige e poi nelle esperienze all'Adige, in Rai e tra le pagine di Vita Trentina. Il riconoscimento creato da Mastro 7

Di Nereo Pederzolli - 18 dicembre 2017 - 15:28

TRENTO. E’ il decano della buona terra. Quella che non solo si coltiva, ma  una terra fonte di cultura. Una figura d’informatore che è una sorta di archetipo di giornalista agronomico. Perché Sergio Ferrari, classe 1937, ha sempre dedicato al comparto agricolo dolomitico tutta la sua attenzione.

 

Impegno ultradecennale, premiato l’altra sera dall’Associazione Enologi del Trentino, durante il simposio natalizio, un ‘cenone’ che riunisce tutti quanti curano il vino. E quasi tutti di questi wine maker (un tempo si chiamavano semplicemente enotecnici) sono stati allievi proprio del professor Ferrari.

 

Una foglia di rame incastonata nella roccia. Creazione artistica di Mastro7 dedicata al festeggiato. Un segno, omaggio al preciso legame tra vite e terra, per storie da conservare e divulgare. Che Sergio Ferrari, instancabilmente, continua a documentare. Senza alcun condizionamento.

 

Non a caso è sempre stato ritenuto un pignolo, pure un rompiscatole. Ma alle sue critiche (documentatissime, poi vedremo perché) ha sempre abbinato delle proposte, degli stimoli costruttivi. Per il bene della terra, per dar valore alle colture, per appunto farne una questione di cultura.

 

Premiato dagli enologi, tutti sicuramente suoi allievi. Perché ha insegnato a schiere di studenti d’agraria quando faceva il professore all’Istituto di San Michele all’Adige. Cattedra ottenuta appena quattro giorni dopo la laurea, rientrato precipitosamente dall’ateneo di Padova, interrompendo la baldoria per l’ambito traguardo, orgoglioso di essersi laureato (a neppure 23 anni) con tutti i meriti possibili, lui, figlio di una operosa famiglia di Madrano, sul versante che da Pergine porta in Pinè.

 

Insegnamento e curiosità, studiando, elaborando ogni dettaglio agricolo. Tra consigli e i tanti rimproveri ai suoi studenti. Molti dei quali diventati massimi esponenti del comparto agricolo internazionale. Uno su tutti: Attilio Scienza, il 'cacciatore di viti', il professore richiesto da tutti i centri di ricerca viticola del mondo.

 

Dettagli e approfondimenti. Nel suo studio di casa, sulla collina di Trento, Sergio Ferrari conserva tutti i suoi quaderni ‘agricoli’. Catalogati, suddivisi per stagione, a partire dal 1960. La memoria storica dei contadini.

 

Un professore che ha sempre privilegiato l’informazione. Per una dozzina d’anni ha curato settimanalmente una pagina sull’Adige, coinvolgendo una ventina di suoi ex-allievi, per avere opinioni davvero in tempo reale e a seconda delle questioni rurali del momento.

 

Poi ha ideato il notiziario radiofonico della sede Rai di Trento, fornendo spunti d’inchieste anche alle testate nazionale sia di radio che televisione. Contemporaneamente, assieme a Giuseppe Michelon, esce ogni giovedì con una rubrica su Vita Trentina. E – con orgoglio – ha un seguitissimo blog con noi del il Dolomiti.

 

Un premio per un Maestro che non si culla nei ricordi. Ma stimola a mantenere sempre il bicchiere mezzo vuoto. Per poterlo riempire di curiosità. 

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