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Procedimento della Cassazione contro il giudice Ancona. All'avvocato aveva detto: ''Taccia che qui è un posto civile, non è Palermo"

Dopo la frase choc la Suprema Corte ha aperto un fascicolo e il legale siciliano a cui era indirizzata la frase sarà sentito come persona informata sui fatti

Di gf - 05 novembre 2017 - 18:49

TRENTO. "La Procura generale della Corte di Cassazione ha aperto un procedimento disciplinare a carico del giudice trentino Carlo Ancona". La notizia è diffusa dal'agenzia di stampa Adnkronos. Il procedimento è stato avviato dalla Suprema Corte in seguito alle frasi pronunciate dal giudice trentino nei confronti di un avvocato di Palermo, Stefano Giordano.

 

"Avvocato, lei taccia, perché qua siamo in un posto civile, non siamo a Palermo", aveva detto il magistrato durante un'udienza presso il Tribunale di Trento. Per questo motivo, la Corte di Cassazione ha convocato per il prossimo 20 novembre il legale palermitano, che sarà sentito "quale persona informata dei fatti nell'ambito del procedimento in oggetto indicato".

 

Secondo la ricostruzione fornita sempre all'Adnkronos dallo stesso Giordano, il presidente del Tribunale del Riesame di Trento, Carlo Ancona, aveva pronunciato quella frase dopo un intervento del legale palermitano.

 

"E' un fatto gravissimo oltre che una frase razzista - aveva detto a caldo Giordano, figlio del presidente del Maxiprocesso di Palermo Alfonso Giordano - ieri mi trovavo al Tribunale di Trento per una udienza di rinvio al Tribunale del Riesame, quando è avvenuto un fatto increscioso".

 

"Il presidente del Tribunale del Riesame, il dottor Carlo Ancona - aveva spiegato ancora Stefano Giordano - nel condurre l'udienza con un indagato palermitano e con il sottoscritto come difensore, mi ha impedito di svolgere la mia arringa, profferendo la seguente frase: 'Avvocato, lei taccia, perché qua siamo in un posto civile, non siamo a Palermo'.

 

Sulla vicenda era intervenuto, intervistato da ilDolomiti, era intervenuto subito dopo il fatto lo stesso giudice Ancona: "Non avevo intenzione di offendere la città, ma il comportamento scorretto dell'avvocato mi ha fatto uscire questa frase. Toni fuori dal contesto e una sobrietà non proprio asburgica mi ha portato a zittire l'avvocato in questo modo".

 

 

 

 

 

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