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Sciopero AMR, chiusa la palestra per il presidio dei lavoratori. Le giovani pallavoliste rimangono fuori

I dipendenti della società  che gestisce le strutture comunali contro il direttore: "Comportamento antisindacale". A farne le spese le atlete del 28° torneo di pallavolo femminile. Momenti di tensione. La società sportiva: "Sono ragazzine di 12 anni, brutto spettacolo"

Di db - 27 dicembre 2017 - 17:40

ROVERETO. Un po' tensione, un 'picchetto' davanti alla palestra messo in atto dai sindacati USB e un gruppo di giovani pallavoliste che sono rimaste senza uno spazio in cui svolgere una delle partite torneo. Poi tutto si è risolto, per lo meno dal punto di vista sportivo. La questione sindacale andrà avanti in altre sedi.

 

"In tribunale - dice Federico Menegazzi - perché il direttore di Amr, che gestisce le palestre comunali, è responsabile a nostro avviso di comportamento antisindacale". Per il sindacalista avrebbe assunto degli interinali per coprire i turni e le dislocazioni dei dipendenti iscritti al sindacato di base, quelli che sapeva avrebbero fatto sciopero.

 

Le cose sembra siano andate così. Venerdì scorso l'assemblea dei lavoratori della società pubblica che gestisce le strutture comunali decide una mobilitazione per la giornata del martedì successivo, proprio in occasione del 28° Torneo di natale di pallavolo femminile. Un evento che porta a Rovereto 1.500 atlete, altrettanti accompagnatori, 92 società sportive nazionali e internazionali.

 

Un momento ghiotto per le rimostranze sindacali. Ma il direttore, scoperta la mossa, sembra abbia deciso di confinare i dipendenti riottosi in un'unica palestra, lasciando le altre in mano a interinali. Questo a detta dei sindacalisti Usb. Motivo per cui è stato subito inscenato un presidio, un picchetto secondo altri, che avrebbe impedito l'utilizzo delle palestre del torneo.

 

"Non abbiamo impedito l'ingresso a nessuno - assicura Menegazzi - chi voleva entrare poteva farlo. Ma non c'erano dipendenti, se il direttore avesse deciso di rendere disponibile la struttura se ne sarebbe dovuto assumere la responsabilità. Per questo lui stesso ha chiuso a chiave la porta".

 

"Ci siamo dovuti spostare - afferma Roberto Della Valentina, presidente della Pallavolo Rovereto - abbiamo voluto allontanare le ragazzine di 12 anni che stavano assistendo a uno spettacolo decisamente sopra le righe. C'era chi urlava contro il direttore di Amr, non era uno spettacolo dignitoso".

 

"Uno spiacevole episodio - ammette - che ha compromesso l'organizzazione della giornata. Credo che una realtà che porta in città tremila persone per tre giorni, che dormono e mangiano a Rovereto, non si sarebbe dovuta scontrare con situazioni simili". 

 

"Siamo consapevoli che la nostra astensione dal lavoro crea disagio all'utenza - hanno spiegato i lavoratori in un volantino - ma questo atto di rinuncia volontaria e costosa ancor più per noi è necessario per salvaguardare quel poco che ci/vi resta".

"Già da un paio d'anni abbiamo visto ridurre i nostri orari, non riuscendo così nella metà del tempo a disposizione a garantirvi un servizio professionale ed efficiente; abbiamo spesso subito una organizzazione lavorativa improponibile, precaria ed in continuo mutamento nella quantità e nella qualità".

"Siamo sotto qualificati - continuano -  non abbiamo strumenti di lavoro e nemmeno un vestiario adeguato, non abbiamo un buono mensa o simili, non abbiamo nessuna agevolazione da parte dell'azienda nonostante i turni e gli orari disagiati".

"AMR - denunciano - preferisce 'regalare' 100mila euro di soldi pubblici per consulenze ad una ditta, la Ernst & Young, che risulta tra l'altro inquisita, piuttosto che spendere quei soldi per consolidare i servizi e incrementare una vera e propria occupazione, assorbendo il personale dagli attuali appalti e/o sistemi di tutela dell'occupazione".

 

Per la cronaca, oltre la battaglia sindacale, le giovani pallavoliste si sono spostate in via Unione, in un'altra palestra allestita all'ultimo per poter svolgere la partita. "Ci hanno seguiti anche lì - spiegano i dirigenti della società sportiva - forse volevano impedirci di entrare anche in quella struttura. Ma poi forse hanno capito che le ragazzine di 12 anni non c'entrano con tutto questo, loro volevano solo giocare a pallavolo".

 

 

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