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Welfare Anziani, passa la riforma. Zeni: ''Ora i territori dimostrino di saper gestire le risorse''

Il Consiglio provinciale approva il disegno di legge dopo un confronto serrato anche con alcuni esponenti della stessa maggioranza. Dubbi di alcuni esponenti delle opposizioni, Cia: "Non illudiamoci, sarà l'ennesimo Ufficio presso le Comunità di Valle"

Pubblicato il - 10 novembre 2017 - 13:04

TRENTO. Passa la Riforma sul welfare anziani e, nonostante il percorso della sua definizione sia stato tutto in salita, alla fine tutto è filato liscio. Nessun intoppo, poche ore di discussione e una delle grandi sfide dell'assessorato di Luca Zeni è stata vinta.

 

La partenza, ancor prima di arrivare in Commissione, era stata assai difficile: il nodo della governance, che Zeni voleva accentrare, era visto come un affronto alle tante piccole realtà locali che avevano ciascuna la sua piccola casa di riposo, ma soprattutto il suo presidente, il suo consiglio e tutto quel piccolo potere che ne consegue.

 

L'assessore è stato costretto alla mediazione, e alla fine sembra siano contenti tutti. “E’ una riforma che fornisce ai territori e alle comunità di valle tutti gli strumenti necessari per mettere in campo un sistema di servizi agli anziani capace di rispondere concretamente ai bisogni delle famiglie”.

 

Così dice l'assessore commentando l’approvazione della legge. “Si passa da un modello in cui si erogano servizi in maniera frammentata ad uno in cui i territori possono svolgere politiche per gli anziani in base ai reali bisogni delle persone, con la possibilità di mettere in campo piani individualizzati".

 

"L’invecchiamento - sostiene Zeni - è un fatto epocale e positivo che necessita però di strumenti adeguati, che permettano di mantenere alta la qualità della vita e la salute e di intervenire nelle situazioni di non autosufficienza".

 

"Con questa riforma si pongono le basi per un ampliamento dei servizi alle famiglie e agli anziani, che vanno dalla prevenzione all’assistenza domiciliare, dalla residenzialità leggera alle forme di coabitazione fino alle case di riposo".

 

"Il percorso che ha portato al varo della legge - conclude Zeni - è stato molto partecipato ed un ringraziamento va, oltre che alle forze politiche, a tutti i soggetti che hanno dato vita ai vari tavoli di confronto, fornendo un contributo significativo per migliorare il testo". 

 

Quelli che hanno 'partecipato' di più alla limatura della prima bozza, quella 'accentratrice', sono stati i consiglieri provinciali dell'Upt. Anche loro cantano vittoria. Esprimono "profonda soddisfazione" per l’accoglimento di tutte le loro proposte".

 

"Questa riforma - secondo il capogruppo upt Giampiero Passamani - è in grado di dare una risposta ponderata che mantiene, anzi potenzia, le esperienze maturate dalle Apsp che, con i loro 4.800 ospiti, sono e rimangono il cuore dei servizi per gli anziani".

 

Dubbi da parte di alcuni esponenti delle opposizioni, che però non hanno fatto il muro contro muro che spesso blocca ogni legge e obbliga la Giunta a raggiungere un compromesso in Aula. Questa volta la mediazione è stata trovata prima.

 

La critica di Filippo Degasperi, tra le altre cose, si è concentrata sulla "scarsa considerazione per la condizione dei lavoratori delle Apsp" e sul "continuo riferimento ai privati". M il giudizio del Movimento 5 Stelle sulla riforma "non è negativo ma, al di là delle perplessità, di attesa".

 

"Non illudiamoci -afferma invece Claudio Cia - perché questa norma sara funzionale a istituire l’ennesimo ufficio presso le Comunità di Valle, che spenderanno i 5 milioni racimolati negli ultimi cinque anni con i ticket raccolti nei pronto soccorso degli ospedali trentini, per trattare il problema degli anziani come delle asettiche e spinose pratiche da evadere".

L’assessore Zeni ha chiuso la discussione generale affermando che i cambiamenti introdotti dalla legge sono profondi e vanno nel verso della semplificazione dell’iter per l’erogazione dei servizi. "Il metodo del confronto - ha spiegato Zeni -  fatto di decine di incontri, di quattro pareri del Cal e cinque in commissione, ha dato buoni frutti e va continuato anche nella fase di attuazione della riforma".

 

"La scommessa ora è quella dei territori - ha concluso Zeni -  che devono dimostrare di saper gestire le risorse e i bisogni degli anziani".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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