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Al via l'anno della giustizia amministrativa, il Tar: "Siamo i più veloci d'Italia, crescono i ricorsi per gli appalti"

I tempi medi per definire i ricorsi sono 176 giorni per quelli ordinari e 89 per quelli relativi agli appalti. Roberta Vigotti: "Mancano due magistrati, ma la macchina è perfetta e questa carenza non ci preoccupa"

Di Luca Andreazza - 09 febbraio 2018 - 12:11

TRENTO. "Anche 2017 appena concluso il Tar di Trento si è contraddistinto per la rapidità della risposta giudiziale. Una velocità che ci posiziona al vertice della classifica nazionale. Siamo l'unica realtà in Italia che presenta un azzeramento totale degli arretrati", queste le prime parole di Roberta Vigotti, presidente del tribunale amministrativo del Trentino Alto Adige, per salutare l'inaugurazione del nuovo anno.  

 

I tempi medi per definire i ricorsi sono 176 giorni per quelli ordinari e 89 per quelli relativi agli appalti. Un dato in crescita rispetto al 2016 fermi rispettivamente a 149 per un +18% e 89 per un +1,1% che però non preoccupa il Tar. "Siamo comunque in linea - aggiunge la presidente - in confronto alle nostre tempistiche e restiamo in testa in Italia. Questi tempi dipendono anche dalla pratiche che si presentano di volta in volta".

 

Una rapidità che si contraddistingue soprattutto nel settore dei contratti pubblici, una risposta immediata. L'analisi del Tar evidenzia, infatti, che a fronte della generale contrazione del contenzioso, anche a livello nazionale, in regione si registra un notevole aumento percentuale delle liti relative agli appalti

 

"Il contenzioso - sottolinea Vigotti - si è ridotto del 27%, mentre per quanto riguarda i contratti pubblici si è passati dal 5,1% del 2015 al 14,6% del 2017. Questi ultimi si caratterizzano inoltre per la complessità delle contrapposte posizioni processuali veicolata da impugnative incidentali e motivi aggiunti, che moltiplicano la portata della domanda iniziale".

 

Questo è dovuto anche al cambio della normativa, che richiede ricorsi immediati per avere subito tutte le carte sul tavolo. "Questo - dice la presidente - accelera i ricorsi, ma la legge funziona. Spetta poi agli interpeti delle dinamiche sociali interpretare questo dato: può essere letto come dimostrazione della capacità di programmazione dell'amministrazione locale, ma anche come sintomo della difficoltà delle imprese, che si contendono il medesimo contratto".

 

Soddisfazione anche per le sentenze del Consiglio di stato. "Significa - riconosce Vigotti - che le nostre sentenze sono ben strutturate, quindi reggono in appello". 

 

A livello di personale? "Non possiamo lamentarci - spiega la presidente - anche se abbiamo due magistrati in meno rispetto a quanto previsto. La macchina funziona e i risultati sono ottimi, tanto che non abbiamo pendenze".

 

Nessuna criticità anche per il passaggio alla giustizia telematica. "Siamo già a regime e abbiamo ricevuto il premio dal Politecnico di Milano. I maggiori problemi si sono registrati a dicembre e gennaio, quando sono arrivate richieste 'vecchio modello' e diversi errori sul nuovo sistema. Tutto velocemente risolto, anche per la disponibilità e la preparazione del personale: abbiamo messo online video tutorial e materiale per spiegare i passaggi, così come un call center. In generale c'è grande collaborazione tra la segretaria, gli uffici e il foro".

 

Non manca una battuta sulla questione Bellomo. "Una vicenda - commenta la presidente - inquietante che ha messo in luce i guasti ai quali può andare incontro una malintesa e disequilibrata concezione del ruolo del magistrato. Un danno all'immagine, come la mancata e compiuta conoscenza della funziona del Tar".

 

E per rimediare alla definizione del ruolo del Tar, questa realtà si è mossa per una marcata apertura alla società civile attraverso numerose iniziative, come la partecipazione al 'tavolo della legalità', la collaborazione con l'Università di Trento, il costante rapporto con gli ordini professionali, la condivisione della produzione giurisprudenziale e la valorizzazione della sede con visite guidate promosse dal Museo Diocesano

 

"Siamo ottimisti - conclude Vigotti - ma anche consapevoli che il valore del diritto in genere e amministrativo in particolare sta nella continua ricerca di un adeguamento alle continue istanze che si fanno strada nella società civile. Oltre all'affinamento di strumenti sempre più adatti a conformare le espressioni ai parametri di legalità e dei principi cardine della nostra civiltà giuridica".

 

 

 

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