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"Avvocato, taccia! Qui non siamo a Palermo, ma in un posto civile": il giudice di Trento Ancona si scusa con una lettera e con una borsa di studio

Il magistrato trentino aveva pronunciato quella infelice frase ed era finito al centro di denunce e polemiche. A mesi di distanza dall'accaduto ha finanziato una borsa di studio per un giovane bisognoso all'Istituto Gonzaga di Palermo e scritto al legale palermitano che si era sentito offeso 

Pubblicato il - 15 febbraio 2018 - 17:45

TRENTO. Ha inviato una lettera e deciso di finanziare una borsa di studio per un giovane orfano palermitano. Con questo doppio gesto il giudice di Trento Carlo Ancona ha voluto chiedere scusa per quell'alterco avvenuto in aula con l'avvocato palermitano Stefano Giordano, il 19 settembre scorso, che era degenerato nella frase "avvocato, taccia! Qui non siamo a Palermo, questo è un posto civile". La notizia l'ha diffusa l'Adnkronos e ce l'ha confermata lo stesso giudice. "E' tutto vero. La vicenda risale a qualche mese fa - ci spiga Ancona - ma alla lettera è seguito un gesto perché penso si debbano far seguire i fatti alle azioni". 

 

 

L'Adnkronos spiega che il giudice trentino, finito nella bufera dopo quella sfortunata uscita ripresa poi da tutta la stampa nazionale, ha accolto anche la richiesta del difensore di pagare, come risarcimento danno, una borsa di studio a favore di un alunno povero che avrà la possibilità di frequentare l'Istituto Gonzaga di Palermo

Ancona dopo l'accaduto aveva confermato anche a noi de il Dolomiti quelle dichiarazioni spiegando che la sua era stata una reazione a un "comportamento scorretto" dell'avvocato Giordano, ritenuto troppo sopra le righe dal giudice trentino. Giordano si era ritenuto diffamato e in pochissimo tempo la notizia era finita su tutti i quotidiani nazionali e presa in carico anche dalla Procura generale della Corte di Cassazione che aveva aperto un procedimento disciplinare a carico del giudice Ancona.

 

Ora Ancona, attraverso il suo legale, ha contattato l'avvocato Giordano, "nell'auspicio di giungere a una definizione bonaria della vicenda". Ed è così che negli scorsi giorni è avvenuta anche l'erogazione, da parte del giudice, di una somma a favore dell'Istituto Gonzaga di Palermo, a titolo di contributo per l'educazione di uno studente palermitano non abbiente, in conformità a quanto richiesto dall'avvocato Giordano.

 

E poi c'è la lettera che stando al legale palermitano conterrebbe delle scuse formali anche alla città di Palermo:

 

"Ho a lungo riflettuto sull'episodio che, purtroppo, ci ha visti protagonisti in occasione dell'udienza dello scorso 19 settembre - scrive Ancona - e da tempo ho maturato la conclusione di dovere rappresentare le mie scuse per il tono e il tenore della frase che ho pronunciato in quella occasione. Le assicuro che considero quella frase non solo infelice nella sua forma, ma anche ingiustificata nel contenuto che è venuta ad assumere, al di là di qualunque mia intenzione e del mio stesso pensiero, che non è mai stato animato né da pregiudizi, tantomeno da ostilità, nei confronti di Palermo, della Sicilia, e degli avvocati. Ho ritenuto doveroso dare maggiore consistenza ed insieme testimonianza di serietà e di intento alla mia posizione rendendomi disponibile a un gesto di aiuto in favore di un giovane orfano palermitano, con un aiuto economico nella forma di una borsa di studio di un anno".

"Prendo atto delle scuse del dottor Ancona, a me e a tutti i palermitani, e sono soddisfatto di poter aiutare, col suo gesto riparatorio, uno studente palermitano disagiato", ha commentato l'avvocato Stefano Giordano all'Adnkronos. "Il mio scopo è stato sempre e solo quello di difendere la giustizia e la mia città di fronte ad atteggiamenti denigratori - dice - Dal male può nascere un bene: mi sembra un ottimo inizio di Quaresima, che pone fine a una sgradevole vicenda". 

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