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Carcere, nominato il nuovo cappellano. E con Vita Trentina esce in supplemento il giornalino dei detenuti

Il sacerdote 35enne: "Entro in punta di piedi. Il dolore e anche l'errore devono essere ascoltati". Parte anche la nuova iniziativa editoriale " "Non solo dentro. Parole dal carcere"

Di Donatello Baldo - 21 marzo 2018 - 16:25

TRENTO. Le notizie sono due e tutt'e due hanno a che fare con una realtà spesso dimenticata, quella del carcere trentino di Spini di Gardolo. La prima è la nomina del nuovo cappellano che entrerà in servizio il prossimo 28 marzo, Si chiama Mauro Angeli, è sacerdote diocesano e proprio oggi compie 35 anni.

 

La seconda è la nuova iniziativa editoriale che rinnova il 'giornalino' del carcere fino ad oggi diretto da Piergiorgio Bortolotti e lo trasforma in una pubblicazione vera e propria che dal carcere verrà diffusa all'esterno come supplemento a Vita Trentina.

 

Ma iniziamo dalla nomina del giovane sacerdote che, dopo la partenza per nuove missioni del comboniano Stefano Zuin, diventa cappellano del carcere di Trento. "In questi mesi ho sostituito padre Zuin - afferma - e ora l'ufficialità della mia nomina".

 

"Entro in punta di piedi - spiega - con la voglia di imparare. Il carcere è luogo di dolore e anche di errore - osserva - un luogo che quindi deve essere ascoltato". Le voci dei detenuti saranno però portate all'esterno, "soprattutto ai giovani", un mondo che don Mauro ha sempre seguito da vicino.

 

Il suo incarico sarà quasi a tempo pieno, tra i colloqui con i detenuti e le tre messe settimanali, una per i detenuti comuni, una per quelli protetti e un'altra per le donne. "Spero di riuscire a farlo in modo adeguato, aiutando nel contempo la comunità trentina, cominciando dalla quella ecclesiale, a sentire il carcere come un luogo che merita grande attenzione e vicinanza da parte di tutti, non solo delle istituzioni”.

 

L'altra notizia è l'avvio del nuovo giornale della Casa circondariale di Spini. A partire dal numero in uscita giovedì 22 marzo, Vita Trentina avrà come supplemento "Non solo dentro. Parole dal carcere" realizzato insieme ai volontari di Apas. 

 

Della redazione continuerà a far parte anche Piergiorgio Bortolotti che in questi anni ha curato le edizioni e firma il primo editoriale. Ma oltre a lui e ai volontari di Apas, redattori saranno anche i detenuti, italiani e stranieri. Le redazioni saranno divise tra detenuti comuni e detenuti protetti, ma l'obiettivo è di riunire il gruppo anche per promuovere la socializzazione. 

 

"Oggi sono felice - afferma la garante dei detenuti Antonia Menghini - perché oggi sono due le notizie positive". Sulla nomina di don Mauro esprime la sua soddisfazione: "Quando in questi mesi l'ho visto al lavoro ho sperato che si potesse innamorare della situazione del carcere e che decidesse di rimanere". E così è stato.

 

Nel primo numero della rivista un'intervista proprio a lei, nominata nel ruolo di garante pochi mesi fa. "Condivido il sottotitolo della testata - afferma - condivido quel richiamo alla speranza che in ognuno di noi, e soprattutto tra i detenuti, non deve mai venire meno". 

 

 

 

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