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Chiude il Mercatino di Natale, gli espositori: ''Delusi dal calo di visitatori''. Stanchina: ''Vanno ancora bene due piazze?''

La prossima settimana l'amministratore di Trento Fiere Claudio Alì incontrerà, assieme all'Apt, gli espositori per fare il punto sulla situazione. Per l'assessore Stanchina: "E' finita una stagione e dal prossimo anno serve un cambio epocale" 

Foto Fb Mercatino di Natale Trento
Di Giuseppe Fin - 06 gennaio 2018 - 19:15

TRENTO. E' terminato oggi il Mercatino di Natale. Un'edizione, quella di quest'anno, che in molti hanno definito di “passaggio” tra la vecchia gestione di Trento Fiere e la nuova dell'Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi che si occuperà del mercatino del prossimo novembre.

 

Alle 19.30 in punto le luci delle casette si sono spente e gli espositori hanno dato l'arrivederci al prossimo anno ai visitatori che hanno scelto l'ultima giornata per far visita alle casette di piazza Cesare Battisti e piazza Fiera.

 

Tanti sorrisi, spesso di circostanza ma anche molti mogugni, per un calo di visitarori che è sotto gli occhi di tutti.

“Noi veniamo a questo mercatino da 12 anni – ci spiega Gualtiero dell'Apicoltura Castel Belfort – ed è stato il primo anno che ci hanno messo in piazza Cesare Battisti. Non è andata eccessivamente bene, speravamo in qualche visitatore in più e forse c'è stato un calo di promozione o di iniziative per richiamare più persone”.

Come ogni anno i dati e i commenti da un lato delle casette dell'enogastronomia e dall'altro dei prodotti artigianali, sono diametralmente opposti. Se i primi hanno chiuso questa edizione con ottimi risultati, i secondi, invece non sono per nulla soddisfatti.

 

“Anche questo mercatino – ha spiegato il titolare della casetta dell'Apicoltura Castel Belfort – ha bisogno di cambiamenti. Occorre puntare molto di più sulla qualità e soprattutto sui prodotti veramente trentini. Nel nostro territorio abbiamo un valore importante che in molti ci invidiano e questo mercatino deve seguire”.

Il calo di visitatori, spiegano alcuni, è confermato anche dalla diminuzioni di camper e pullman con numeri ben lontani da quelli degli scorsi anni.

 

“E' andata molto male – ci spiega anche Marcello della casetta “La ciotola arte con creta” - la peggiore edizione in questi ultimi anni. Purtroppo ci sono stati pochi turisti e la logistica non è stata delle migliori. Un anno proprio da dimenticare”.

 

Giudizi ben diversi arrivano invece dalla casetta di salumi Troier di Lavis. “E' andata bene – ci dicono i titolari – non ci possiamo certamente lamentare. La maggioranza dei visitatori sono arrivati dall'Italia e molti soprattutto dal centro e sud”.

 

Un commento positivo è arrivato anche da Flora Campestrin della casetta di “Fata Flora”. “Ho lavorato bene – ci dice – ed è stato bello anche vedere persone che sono ritornate. La cosa più importante è puntare sulla qualità e sull'aspetto artigianale. Noi facevano strauben e frittelle di mele davanti agli occhi dei turisti e sono sempre stati soddisfatti”. Tra i turisti, spiega Flora “alcuni sono arrivati dall'Olanda e dalla Germania”.

In piazza Fiera la situazione non cambia più di tanto. “Ci sono stati meno visitatori rispetto gli anni scorsi – ci dice Andrea di Barbel Art – e mi aspettavo qualcosa in più nelle vendite. Purtroppo così non è stato. La strada da seguire, però, deve essere sempre più quella della qualità”.

 

Già nella prossima settimana ci sarà un momento di confronto tra gli espositori, gli organizzatori di questa edizione e l'Apt che dovrà organizzare il futuro mercatino. “Sarà un'occasione importante – ha spiegato Claudio Alì amministratore unico di Trento Fiere – per capire cosa è andato bene e cosa la nuova organizzazione potrà migliorare. Anche quest'anno abbiamo cercato di fare il meglio possibile e anche dal punto di vista economico sono stati spesi più soldi del 2016 anche per la sicurezza”. Soldi spesi, viene spiegato, anche dal punto di vista comunicativo e di rapporti di partnership con altre città dell'arco alpino.

A parlare della necessità di un cambiamento per il prossimo anno è però l'assessore comunale Roberto Stanchina. “Chi è venuto al mercatino pensando di fare i numeri di 10 anni fa ha fatto certamente un conteggio imprenditoriale sbagliato. Sono cambiate tantissime cose. Molte iniziative in giro per l'Italia che oggi ci sono, una volta nemmeno si immaginavano”.

 

Sul calo dei visitatori al mercatino l'assessore spiega “che l'attività della stazioni sciistiche hanno portato via molti visitatori. Ma questo, spiega, ben venga perchè è fondamentale per il nostro turismo montano e invernale”.

 

Per il futuro, invece, non mancano le incognite. “L'anno prossimo ci sarà sicuramente un cambio epocale – affermato Stanchina – perchè dopo 25 anni si cambierà regia. Ci sono però delle incognite a cui dobbiamo ancora dare una risposta: vanno ancora bene due piazze? Le 95 casette sono ancora attuali? Dobbiamo ridurle? Serve un mercatino diffuso in tutta la città?”

 

Infine un messaggio agli espositori. “ A chi ha collaborato positivamente, ha creduto nell'evento e ha mandato un messaggio positivo vanno i nostri ringraziamenti. Chi invece per tutti i giorni del mercatino si è solamente lamentato, prendiamo per buono le lamentale che ci sono state ma se intendono non partecipare più, serenamente ce ne faremo una ragione”.  

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