Femminicidio, 30 anni all'uomo che uccise a Roma Michela Di Pompeo, originaria di Lavis
Francesco Carrieri l'aveva colpita a morte nel maggio del 2017. La procura aveva chiesto 12 anni considerando la seminfermità psichica ma il giudice ha accolto la tesi della Parte civile: era nel pieno delle sue facoltà mentali. Trent'anni di carcere

TRENTO. Francesco Carrieri, che il primo maggio del 2017 ha ucciso la sua compagna Michela Di Pompeo, è stato condannato a 30 anni di carcere. Il femminicidio si era consumato a Roma, al culmine di una lite: l'uomo aveva afferrato il manubrio di un attrezzo da palestra e l'aveva scagliato contro Michela, uccidendola sul colpo.
La famiglia della vittima era stata raggiunta dalla terribile notizia a Lavis, dove vive da anni, dove aveva vissuto anche Michela a lungo, prima di trasferirsi nella capitale per lavoro. Era insegnante alla Deutsche Schule, un prestigioso istituto romano.
Nel corso del processo, in considerazione di una valutazione psichiatrica che asseriva una seminfermità mentale, la Procura aveva chiesto per Carrieri 12 anni di reclusione. Ma il giudice, accogliendo una perizia psichiatrica della Parte civile, ha deciso che al momento dell'omicidio l'imputato era nel pieno delle sue facoltà mentali. La conseguente condanna è stata a 30 anni di reclusione.














