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La Corte d'Appello di Milano accoglie il ricorso: ergastolo per Davide Fontana, l'omicida di Carol Maltesi. In primo grado era stato condannato a 30 anni

La sentenza di primo grado e la possibilità del 45enne bancario milanese aveva suscitato enormi polemiche. I giudici milanesi hanno riconosciuto le aggravanti della premeditazione della crudeltà, decadute in precedenza. Fontana aveva avuto accesso anche programma di "giustizia riparativa" previsto dalla riforma Cartabia

Di D.L. - 21 febbraio 2024 - 20:02

MILANO. La Corte d'Assise d'Appello di Milano ha condannato all'ergastolo Davide Fontana, il bancario 45enne che l'11 gennaio 2022 uccise barbaramente la ex fidanzata Carol Maltesi, colpendola prima con un martello e poi sgozzandola.

 

Successivamente Fontana sezionò e occultò il corpo all'interno di un congelatore, acquistato dopo l'omicidio, prima di disfarsene, gettandolo nella zona di Paline di Borgo, nel Bresciano. Per tutto quel tempo aveva continuato a utilizzare il suo cellulare per rispondere ai messaggi di amici e parenti fingendosi Carol.

 

Nonostante la relazione fosse finita per decisione di Carol, Maltesi e Fontana avevano mantenuto i rapporti per questioni di lavoro. Il giorno del terribile omicidio, infatti, si erano incontrati a casa di lei per girare un contenuto destinato alla piattaforma OnlyFans, nel quale la giovane avrebbe dovuto apparire. Secondo l'accusa, il filmato era stato in realtà commissionato dallo stesso Fontana tramite un profilo social falso.

 

In primo grado l'uomo era stato condannato a 30 anni: la procura di Busto Arsizio aveva presentato ricorso chiedendo che venissero riconosciute le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, che erano cadute nel giudizio di primo grado. Fontana aveva avuto accesso anche ad un programma di giustizia riparativa, come previsto dalla "riforma Cartabia". Era stato il primo condannato italiano a beneficiare della riforma (che non prevede sconti di pena o evita la detenzione in carcere) e la cosa aveva scatenato reazioni e polemiche.

 

La Corte d'Assise d'Appello di Milano ha accolto il ricorso presentato e condannato al "fine pena mai" Fontana che, nelle dichiarazioni spontanee rese prima della sentenza ha detto: "Non so se potrò mai essere perdonato per quello che ho fatto. Darei la mia vita per tornare indietro. Passerò il resto dei miei giorni nel cercare di aiutare gli altri".

 

Subito dopo la sentenza di primo grado (che aveva sollevato numerose polemiche, sia per la durata della pena che per il contenuto del dispositivo nel quale la ragazza veniva definita "disinibita") i familiari di Carol Maltesi avevano dichiarato che non intendevano "in alcun modo" incontrare Fontana durante il proprio percorso di giustizia riparativa. Come spiegato dal legale di parte civile, il padre della donna aveva dichiarato di essere "sconvolto e schifato da una giustizia che ammette un assassino reo confesso ad accedere a un percorso simile".

 

I giudici milanesi hanno stabilito un risarcimento di 168mila euro per la madre della vittima e una provvisionale di 180mila euro per il figlio di 7 anni.

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