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Gioco d'azzardo, il Consiglio concede la proroga alle sale da gioco. Passa l'emendamento Bezzi

Le macchinette vicine ai luoghi sensibili come scuole e centri per gli anziani potranno rimanere dove sono fino al 2022. Ma non tutta la maggioranza vota a favore, Plotegher, Borgonovo Re,Civico e Sara Ferrari dicono no. Nella minoranza votano contro Cia, Fasanelli, Kaswalder e Degasperi

Di db - 27 luglio 2018 - 16:36

TRENTO. Durante la discussione della manovra di bilancio, il consigliere Giacomo Bezzi è riuscito a farsi accogliere un emendamento sul gioco d'azzardo. Al momento del voto, dai banchi della Giunta è arrivata l'indicazione del pollice alzato, che nella comunicazione d'aula significa il benestare alla proposta: anche la maggioranza, quindi, ha votato sì.

 

Ma non tutti, perché qualcuno ha detto no, spaccando il Pd che su questo si è diviso. Ma capiamo prima la portata di questo emendamento: Bezzi ha chiesto, e ottenuto, di rinviare di altri due anni la rimozione delle 'macchinette' per il gioco d'azzardo nelle sale da gioco vicino ai luoghi sensibili, come scuole, ospedali, centri per anziani, ecc. 

 

Una norma approvata nella legge sulla prevenzione della dipendenza dalla ludopatia, che il Consiglio provinciale ha approvato tempo fa, norma che dettava alcune prescrizioni come quella della distanza consentita, lasciando alle aziende il tempo necessario per adeguarsi. Tempo che ora è stato prolungato.

 

Dicevamo che nella maggioranza non tutti hanno detto sì. Le consigliere del Pd Violetta Plotegher e Donata Borgonovo Re hanno votato contro, così come il consigliere Mattia Civico e l'assessora Sara Ferrari. "Il mio no - ha spiegato Plotegher - è legato al fatto che credo che dovremmo smetterla di palare di gioco d’azzardo perché non è un gioco, ma un’industria che ammala, anche se è legale".

 

"L’azzardo è un mostro finanziario, una piaga sociale e un’economia virtuosa non può prevedere iniziative che comportino dei danni alla società" D'accordo con Plotegher anche il consigliere Filippo Degasperi (5 Stelle), che ha evidenziato "l’incoerenza tra la legge provinciale e la previsione di questa norma, che tra l’altro prevede a bilancio cifre in aumento per i tre anni successivi con queste finalità".

 

Donata Borgonovo Re, del Pd, ha osservato che l’emendamento così com’è "assegna ai titolari delle attività economiche delle sale da gioco due anni in più di tempo rispetto a quanto stabilito dalla legge per spostare le attività all’interno delle aree sensibili, mentre garantisce il mantenimento dell’obbligo per tutti gli esercizi che non esercitano in via esclusiva questa attività. La norma - osserva - dà un colpo al cerchio e uno alla botte".

 

"Ci si chiede - ha aggiunto la consigliera - se giuridicamente sia corretto assegnare a queste realtà imprenditoriali ed economiche una sorta di bonus che le favorisce rispetto agli altri del settore". Il resto della maggioranza ha però votato a favore, ma anche nella minoranza qualche voce contro si è levata.

 

Oltre a Degasperi, ha votato contro alla proposta Bezzi anche Walter Kaswalder, Massimo Fasanelli e Claudio Cia. Ma non è bastato e l'emendamento è passato. Le sale da gioco, che avrebbero dovuto allontanarsi da scuole e altre zone sensibili entro il 2020, ora avranno tempo fino al 2022

 

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