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Guardie giurate (armate?) davanti alla chiesa di Santa Maria. Fugatti: ''Vogliamo garantire l'ingresso ai fedeli''

D'accordo con la curia, per l'apertura durante tutta la giornata la giunta ha stanziato 50 mila euro per il presidio affidato ai corpi di vigilanza privata

Di Donatello Baldo - 23 novembre 2018 - 15:07

TRENTO. Guardie giurate davanti all'ingresso della chiesa di Santa Maria Maggiore, e la giunta ci mette 50 mila euro per un bando specifico per la tutela e il presidio dei luoghi di culto. "D'accordo con la curia - dice Fugatti - abbiamo deciso di intervenire per permettere ai fedeli di entrare a pregare".

 

"Della sicurezza della piazza si occupa la Questura - spiega Fugatti - ma a noi stava a cuore anche un altro aspetto: Santa Maria Maggiore è il simbolo della cristianità trentina, lì si è svolto il Concilio e siamo dispiaciuti che i fedeli non possano recarsi in quella chiesa". 

 

Nei mesi scorsi, su decisione del parroco, era stata chiusa, aperta solo durante le funzioni. La situazione della piazza e la mancanza di un custode aveva portato a questo. Successivamente, l'Associazione dei carabinieri in pensione si era prodigata per garantire l'apertura e ora è la giunta a risolvere il problema.

 

"Abbiamo visto tutti cosa succede lì attorno - dice Fugatti, riferendosi alla cronaca degli ultimi giorni dell'uomo sorpreso ad orinare sul muri di cinta dell'edificio - ma è comunque un altro problema, di cui devono occuparsi le forze dell'ordine. A noi interessa garantire la fruibilità del luogo di culto".

 

Saranno dunque guardie giurate, armate, quelle che presidieranno l'ingresso della chiesa. Non poteva pensarci la curia? Non ha i soldi per un sacrestano? "Noi volgiamo che i fedeli possano andare in chiesa - taglia corto Fugatti - se questo problema non se lo assumono altri ce lo assumiamo noi". 

 

Sentito al telefono, il parroco di Santa Maria Maggiore apprende da noi la notizia. "Ci occupiamo di quello che c'è dalla porta d'ingresso in poi, quello che succede fuori non è nostra competenza". Ma sembra proprio che non sia stato don Andrea de Carli a chiedere la scorta per i fedeli che vanno a messa. 

 

 

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