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| 18 gen 2018 | 17:26

I prodotti a base di cannabis non si trovano, le farmacie trentine senza scorte. L'alternativa è piazza Dante?

I malati a cui è stato riconosciuto il diritto a rifornirsi legalmente di farmaci contenenti il principio attivo della marijuana rischiano di dover interrompere le cure. La denuncia dell'avvocato Valcanover: "Zeni aveva detto che il problema si sarebbe risolto"

I prodotti a base di cannabis non si trovano, le farmacie trentine senza scorte
di Donatello Baldo

TRENTO. Era stato assolto in primo grado, anche il Pubblico ministero aveva chiesto di non procedere. L'accusa era la coltivazione illegale di marijuana, i carabinieri gli avevano trovato in casa tre piantine. Fumava 'erba' per alleviare il dolore insopportabile di una patologia che da vent'anni lo dilania.

 

Aveva in mano la ricetta dello specialista che gli dava la possibilità di acquisto dei prodotti a base di cannabis direttamente in farmacia, ma in Trentino il farmaco non era mutuabile. Costava troppo e per questo si era coltivato le piantine a casa. 

 

Aveva provato anche a rivolgersi al mercato nero, in piazza Dante, direttamente dagli spacciatori. Ma aveva paura di essere fermato dalla polizia, con addosso decine di grammi che gli avrebbero costato una denuncia per spaccio, perché se la sostanza è tanta si dà per scontato che ci fai gli affari.

 

Invece con la cannabis si curava. E tutt'ora si cura. E vorrebbe farlo legalmente, perché è un suo diritto, perché sta male e gli oppiacei che gli prescriveva prima il medico lo facevano vomitare, tremare, perdere il sonno e la ragione. 

 

Ma non è facile procurarsi i farmaci a base di cannabis, nemmeno con la ricetta in mano. Nemmeno se i farmacisti trentini, su ogni confezione venduta ad un paziente, guadagnino molto di più che altrove (la Provincia ha aumentato il 'rimborso' sul farmaco). 

 

Il Bedrocan e la Fm2 (i nomi commerciali dei due prodotti in commercio in Italia) non sono reperibili, non facilmente. "Gli esiti della ricerca sono ancora sconfortanti - spiega l'avvocato Fabio Valcanover - sono state sentite una ventina di farmacie, di cui quattro comunali, solo due hanno riferito di avere la disponibilità del preparato, ma in quantità inferiori al necessario".

 

"Che cosa deve fare chi non la trova?", si chiede l'avvocato. Non lo dice, ma lo pensa: l'alternativa è il mercato illegale, oppure l'autoproduzione. Comportamenti sanzionati dal codice penale ma ai quali sembra non esserci alternativa.

 

Valcanover è stato il difensore del ragazzo assolto in tribunale. "Durante processo - ricorda il legale -l'assessore alla Sanità Luca Zeni fu sentito come testimone. Riconosceva difficoltà di reperimento del farmaco ma assicurava che i problemi si sarebbero risolti". Ma così non è stato. 

 

 

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