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Il calo nei consumi della carne? La colpa delle campagne animaliste, vegane e vegetariane. L'allarme degli allevatori trentini

E' stato affermato durante l'assemblea di inizio mese. Tra le richieste del presidente Mauro Fezzi "L’attivazione di misure che possano ristorare gli allevatori  per i problemi causati dai grandi carnivori". 

Di G.Fin - 15 maggio 2018 - 11:05

TRENTO. Le campagne portate avanti dagli animalisti, dai vegani e dai vegetariani stanno avendo un impatto negativo nei confronti degli allevamenti trentini. A confermarlo è stato il direttore della Federazione provinciale degli allevatori, Claudio Valorz che pur registrato il 2017 come un anno positivo per la zootecnica trentina non nasconde la preoccupazione per il continuo calo nei consumi della carne.

 

I consumi sono diminuiti per effetto della flessione dei consumi alimentari in generale ma anche “per le campagne di informazione non favorevoli che hanno penalizzato la carne rossa”. “Abbiamo registrato l'ennesimo calo – ha spiegato Valorz – e questo ha portato un po' a soffrire le aziende trentine soprattutto nel portare avanti un progetto a cui teniamo molto che è quello della valorizzazione della carne locale”.

 

Per quando riguarda gli aspetti economici della Federazione, il valore della produzione ha raggiunto i 14 milioni 690 mila euro. Il patrimonio netto si è attestato sull’importo di 6 milioni 819 mila euro e testimonia la solidità della cooperativa. L’utile è stato di circa 60 mila euro.

 

Gli allevatori soci della Federazione sono 1,147 per oltre trentamila capi bovini, 95 le aziende di ovicaprini con più di 1700 capi, 300 gli allevamenti di cavalli Haflinger e Noriker con 650 capi in selezione.

 

“Relativamente agli andamenti economici il 2017 - ha riferito Valorz - si è chiuso con risultati positivi. Le quotazioni del latte alimentare, dei formaggi e del burro si sono mantenute interessanti nel corso di tutto l’anno e questo ha consentito a molte aziende di programmare sia la gestione che gli investimenti. I bilanci dei caseifici non sono ancora chiusi, ma l’andamento economico non si discosterà molto dai risultati del 2016 con liquidazioni agli allevatori che dovrebbero essere comprese tra 0,50 e 0,60 euro per litro”.

 

Mentre le organizzazioni degli allevatori a livello nazionale risentono di un pesante taglio di risorse pubbliche in Trentino la situazione è ben diversa. Ad evidenziarlo è stato presidente Mauro Fezzi. “ In Trentino la politica provinciale è stata anche nel 2017 molto vicina al mondo zootecnico”. Agli attuali e ai futuri amministratori della Provincia, che risulteranno in carica dopo le elezioni di ottobre, Fezzi ha rivolto la richiesta che una parte del bilancio provinciale possa essere dedicata al sostegno dell’agricoltura tornando la Provincia ad investire anche in questo ambito.

 

Tra i punti toccati dalla Federazione provinciale degli allevatori non mancano ovviamente i problemi legati ai grandi carnivori che stanno causando non pochi problemi. Ed è proprio su questa problema che il presidente Fezzi ha chiesto, per far fronte ai danni causati dai carnivori, in particolare dai lupi, “l’attivazione di misure che possano ristorare gli allevatori per la perdita degli animali ma anche per i costi indiretti legati alla diversa organizzazione dell’attività di alpeggio, che grava sulle loro spalle”.

 

Entrando subito nel merito delle richieste di Fezzi, l’assessore all’agricoltura e turismo Michele Dallapiccola ha annunciato all’assemblea che la Provincia attiverà già entro l’anno un intervento di indennizzo supplementare rispetto all’attuale premio per l’alpeggio del bestiame finalizzato alla copertura delle maggiori spese che gli allevatori devono sostenere per la gestione in malga del bestiame in presenza di grandi carnivori. In relazione a questi ultimi, ha precisato l’assessore, continua l’azione di pressione sul livello ministeriale per ottenere la possibilità del loro controllo a livello provinciale.

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