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Il Festival delle Resistenze prende il via con Daniele Bellocchio, Francesco Costa, Tiziana Ferrario e l’attrice Marta Cuscunà.

Fino a domenica 16 settembre tantissimi appuntamenti per parlare di territori, periferie, rigenerazione e innovazione. Alle 15, in piazza Battisti l'incontro con Daniele Bellocchio, giovane ma già esperto reporter, Sara Ballardini, operatrice umanitaria e Ingrid Powell, psicologa dell’emergenza

Pubblicato il - 13 settembre 2018 - 20:37

TRENTO. I territori, le periferie, la rigenerazione, l’innovazione. Ma anche l’impegno civile, l’arte, il mondo del lavoro. Il tutto in un vero e proprio turbinio di incontri, laboratori, approfondimenti con esperti, portatori di esperienze, giornalisti e tanti altri. Prende il via oggi a Trento il Festival delle Resistenze Contemporanee 2018. In piazza Cesare Battisti, fino a domenica 16 settembre, sono in programma tantissimi incontri con ospiti che vanno da Francesco Costa, Tiziana Ferrario, Daniele Bellocchio, e l’attrice Marta Cuscunà.

 

A inaugurare il cartellone di eventi, questa mattina alle 9.30, sarà Caffè e giornale, il rito mattutino della rassegna stampa, durante il quale il direttore Alberto Faustini e i giornalisti del quotidiano Trentino commenteranno le notizie del giorno con i partecipanti, davanti a un caffè offerto dall’organizzazione del Festival.

 

A partire dalle 10.30 spazio invece al mondo della scuola, con un appuntamento dal titolo Le scuole da altri punti di vista, durante il quale studenti e studentesse dell’Istituto Sacro Cuore e dell’IFP Pertini di Trento e del CFP-UPT di Tione, si confronteranno con docenti, dirigenti scolastici e ricercatori sull’ambizioso progetto di diffusione della cultura scientifica e tecnologica nella formazione professionale.

 

Alle 12 si continua con Dentro il mondo delle politiche giovanili, un momento di racconto e riflessione sul mondo delle Politiche Giovanili in Trentino: a partire dal contesto istituzionale in cui queste si sviluppano, presentata nelle sue linee guida da un rappresentante dell’ufficio provinciale, l’evento si svilupperà con interventi di alcuni referenti tecnico-organizzativi dei Piani Giovani di Zona e operatori culturali che approfondiranno alcune particolari esperienze che hanno messo in rete i giovani e i loro territori attraverso progetti di cittadinanza.

 

Alle ore 15 invece un doppio appuntamento: un divertente approccio alla conoscenza della Costituzione per i più piccoli con il laboratorio creativo curato da Studio d'arte Andromeda, dedicato all’Articolo 3 della Costituzione, Giovani cittadini effervescenti – Articolo 3, e un approfondimento – in collaborazione con il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani – dal titolo Dietro le quinte dell'impegno civile. Quest’ultimo rappresenterà un’importante occasione di confronto e approfondimento sulle difficoltà che quotidianamente affronta chi svolge professioni legate a situazioni di conflitto o di emergenza.

 

Nato da un’esigenza sollevata dai giovani partecipanti al progetto ON THE ROAD, che nello scorso maggio hanno intrapreso tre viaggi sulle rotte dei migranti, il tavolo moderato da Luca Pianesi, direttore del quotidiano on line Il Dolomiti, vedrà la partecipazione di tre relatori che dialogheranno con giovani partecipanti a progetti di impegno civile promossi sul territorio.

 

 

Interverranno: Daniele Bellocchio, giovane ma già esperto reporter, Sara Ballardini, operatrice umanitaria e Ingrid Powell, psicologa dell’emergenza.

 

Classe 1989, Daniele Bellocchio è oggi conosciuto dal grande pubblico per essere inviato del noto programma televisivo Le Iene. Bellocchio ha però iniziato il lavoro di reporter nel 2012 e da allora ha raccontato i conflitti in Somalia, Congo, Nigeria, Sudan. Ha scritto della rinascita di Haiti a cinque anni dal terremoto, ha realizzato un reportage sul quartiere anarchico di Atene, ha coperto il conflitto della Repubblica Centrafricana ed è ritornato nel 2015 a Mogadiscio descrivendo un Paese sospeso tra guerra e desiderio di cambiamento. È stato testimone della crisi in Burundi, ha raccontato la persecuzione delle minoranze religiose in Pakistan ha realizzato il documentario ''Mwavita, nata in tempo di guerra'', sulle violenze carnali nella Repubblica democratica del Congo. Ha pubblicato su diverse testate sia straniere che italiane - in particolare per Gli occhi della Guerra e IlGiornale.it - e ha vinto numerosi premi, tra i quali “Fogli di viaggio, sulle orme di Tiziano Terzani 2012” e la menzione speciale al premio di scrittura ”Indro Montanelli 2015”.

 

Sul tavolo dei relatori anche Sara Ballardini, operatrice umanitaria, laureata in pedagogia e con un master in mediazione del conflitto e operatore di pace internazionale. Dopo brevi esperienze di volontariato all'estero (Palestina, Kosovo, Madagascar), ha trascorso due anni come volontaria di Peace Brigades International in Colombia, dove ha poi lavorato un anno per la Comisión Intereclesial de Justicia y Paz, ONG colombiana che accompagna comunità contadine in zone di alta densità del conflitto armato. Oggi lavora come insegnante, è volontaria dell’associazione trentina Gioco degli Specchi, fa parte di PBI Italia e PBI Honduras ed è membro del direttivo del Centro Studi Difesa Civile. Collabora inoltre come tutor presso il Centro di Formazione alla Solidarietà Internazionale di Trento.

 

Anche Ingrid Tere Powell, psicologa dell'emergenza, porterà al pubblico la sua esperienza. Nata a Santiago de Cuba nel 1983 e in Italia dal 1989, lavora dal maggio 2016 come psicologa clinica per il Centro Astalli Trento, fornendo consulenza e supporto psicologico ai richiedenti asilo e ai titolari di protezione internazionale accolti nel progetto di accoglienza della Provincia di Trento (Cinformi). Dopo la Laurea Specialistica in Psicologia Clinica presso Università degli Studi di Padova, si è specializzata sul tema della cittadinanza e delle migrazioni in prospettiva postcoloniale e transnazionale grazie al conseguimento del Master in Global citizenship, Identities and Human rights presso l'Università di Nottingham e con una ricerca di dottorato dal titolo: “Cittadinanze contemporanee: costruire la partecipazione”, con cui nel 2014 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca presso la Scuola di dottorato Interazioni, Comunicazione e Costruzioni culturali di Padova.

Durante il pomeriggio sarà proiettato il documentario On The Road – Sulle rotte dei migranti, resoconto di viaggio del progetto regionale che ha portato 20 giovani del Trentino-Alto Adige verso la Francia, i Balcani e il sud Italia, sulle strade più interessate dai flussi migratori e che ha ispirato l’appuntamento del Festival.

 

Sul palco di Resistenze arriverà alle 18 il giornalista Francesco Costa, vicedirettore de Il Post che, partendo dai suoi reportage sugli Stati Uniti, allargherà successivamente lo sguardo sulle trasformazioni che stanno caratterizzando - e accomunando - Paesi molto differenti tra loro. Caratteristica comune di questi cambiamenti internazionali è rappresentata dall’idea di marginalità, a tratti reale, a tratti percepita: da un lato, territori che attraversano difficoltà concrete, dall’altro la percezione di essere minacciati o messi in disparte.

 

Un segnale certo e forte di questo periodo di grandi cambiamenti è la trasformazione degli Stati Uniti d’America, dall’epoca di Obama alla nuova fase guidata dal presidente Trump. Che ruolo hanno avuto i media, l’economia, i territori e le loro storie? Costa guiderà il pubblico di Resistenze in un viaggio che parte dalle periferie degli USA ma che offrirà un’occhiata su tutto il mondo. Nato a Catania 34 anni fa, Francesco Costa, dopo un periodo romano, è ora a Milano dove vive e lavora. Collabora con Roma Radio, ha lavorato per l’Unità e Internazionale, ha scritto per IL, il mensile del Sole 24 Ore, e poi il Foglio, L’ultimo Uomo, Grazia, Studio, Donna Moderna e Undici. Oggi è vicedirettore de Il Post e dal 2003 cura il blog francescocosta.net. A partire da giugno 2015 cura il progetto “Da Costa a Costa”, una newsletter e un podcast sulla politica statunitense a fruizione gratuita ma in parte finanziati spontaneamente da lettori e ascoltatori con più di 40.000 euro, che nel corso dei mesi lo hanno portato a parlare di politica americana, a viaggiare più volte negli Stati Uniti per raccontare l’elezione di Trump – dall’Ohio alla Pennsylvania, dall’Iowa al Michigan, dal Texas alla California – e a collaborare con Rai Tre per la scrittura dei documentari “La Casa Bianca”. Nel 2016 ha vinto il Premio Internazionale Spotorno Nuovo Giornalismo per la copertura delle elezioni presidenziali statunitensi.

 

La giornalista Tiziana Ferrario - storico volto del TG1 - e l'attrice teatrale Marta Cuscunà - nota sulla scena teatrale contemporanea per i suoi lavori sul femminile - saranno invece le protagoniste della prima serata di Festival, con un dialogo sul femminismo che metterà in relazione i loro due punti vista, quello della cronaca e quello dell’arte. A moderare l’incontro sarà la giornalista trentina Marika Damaggio che tirerà le fila delle due visioni. Ad aiutare, i ferri del mestiere: un libro e uno spettacolo. L’ultimo libro di Tiziana Ferrario, Orgoglio e pregiudizi. Il risveglio delle donne ai tempi di Trump, dà voce a molte storie che hanno un comune denominatore: la ricerca della parità di genere. Dalle campionesse dello sport alle scienziate, dalle attrici di Hollywood a tante donne comuni che cercano una rivincita, dai corsi dedicati all’educazione alla parità di genere alle iniziative dei college che cercano di arginare il dramma degli stupri, dagli Stati Uniti all’Italia, dove tanta strada verso una società paritaria è stata fatta, ma dove ancora molta ne rimane da fare.

Ad introdurre la serata un estratto dallo spettacolo Wonder Woman, che Marta Cuscunà ha realizzato con le attrici Giuliana Musso e Antonella Questa. Wonder Woman indaga un mondo fatto di stereotipi di genere, spreco di talenti, crisi della coppia, diritti mancati ma anche ricco di donne e uomini che, pur senza superpoteri, affrontano la quotidianità dell'amore, del lavoro e della famiglia con voglia di cambiamento

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