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Bolzano
08 giugno | 21:40

IL VIDEO. "Mancano tre giorni: a cosa? Ai mondiali ma in pochi sembra si siano accorti mentre l'Italia è guidata da un allenatore che aveva dato un calcio a un collega"

Mondiali di calcio 2026, manca pochissimo. Nella nuova puntata di “Sarò Franco” di Franco Bragagna si parla della competizione orfana dell’Italia: gli italiani per chi tiferanno? Spazio poi al tennis, agli aneddoti, alle considerazioni e alle curiosità 

di Redazione

BOLZANO. Tre giorni, mancano tre giorni. A cosa? Ai mondiali di calcio, quelli in Canada, Messico e Stati Uniti. La "seconda più grande manifestazione sportiva del pianeta" al via per la terza volta consecutiva senza l'Italia. E per chi tiferanno gli italiani?

 

Intanto si avvicinano le elezioni per il nuovo presidente federale mentre l'allenatore della nazionale è Silvio Baldini, che si è distinto per aver dato un calcio a un altro collega.

Nella nuova puntata di “Sarò Franco” di e con Franco Bragagna su Il Dolomiti si parla della competizione orfana dell’Italia, ma non solo.

 

Spazio al tennis, agli aneddoti, alle considerazioni e alle curiosità.

 

LA NUOVA PUNTATA DI SARO' FRANCO

Tre giorni, mancano tre giorni. A cosa? Ai campionati mondiali di calcio. Canada, Messico, Stati Uniti ovviamente, sono la seconda più grande manifestazione sportiva del pianeta. Sì, perché continuo a giudicare i primi in assoluto i Giochi olimpici. E sono all'insegna di questi tre Paesi, che non è che siano tutti e tre grandi amici. Anzi, uno, il più grande e il più importante, è con questo inquilino.

 

Inquilino della Casa Bianca, lo voleva addirittura annettere, parlo del Canada. Questa alleanza con l'Italo-Svizzero, che presiede la Fifa, insomma, sono arrivati questi campionati del mondo. Stanno per arrivare in questo spicchio di mondo, sistema solare, universo, pochi si sono accorti.

 

E vabbè, dirà a qualcuno, l'Italia per la terza volta non c'è, ma le altre volte c'era un'attenzione forse maggiore. Ma perché tiferanno gli italiani? Per il Brasile? Perché l'Italia assente avrebbero comunque tifato per il Brasile. Mettici che stavolta c'è il reggiano Carlo Ancelotti a fare d'allenatore-selezionatore e vabbè, seguiamo il Brasile. O, che ne so, questa, questa, quest'altra squadra?

 

In Italia l'attenzione è del calcio, non tanto giocato, dopo quello stranamente giocato con la squadra quasi l'Under-21, allenata da Silvio Baldini, che si distinse da allenatore per aver dato un calcio a un altro allenatore. Boh, una volta questi non andavano a fare gli allenatori né dell'Under-21 né della Nazionale. Stavolta sì, sto parlando di Silvio Baldini, allenatore ad interim, l'aveva chiamato Gabriele Gravina, il presidente della Federcalcio, che sarà sostituito Federazione Italiana Giouco Calcio il 22 di giugno.

 

Giovanni Malagò, un candidato, sembra essere il più forte, il presidente di lungo tempo del Coni e poi presidente dei giochi olimpici di Milano-Cortina, e Giancarlo Abete, non esattamente un imberbe, è stato presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio dal 2007 al 2014, insomma abbastanza esperto.

 

L'attenzione di questi tempi è andata ad altro e probabilmente sarà proprio il tennis per gli italiani, con Wimbledon e tante altre cose. Ha rivinto la Germania un torneo del grande slam di tennis, uno dei quattro grandi tornei, questo del Roland Garros, dopo 30 anni e qualcosa.

 

Perché 30 anni fa, nel 1986, aveva vinto Boris Becker l'Australian Open, poi più niente per la Germania. Anche se questo Sasha Zverev era atteso, atteso, atteso, poi sono arrivati i due grandi, Jannik Sinner e prima ancora Carlos Alcaraz e li avevano messi all'angolo. I tedeschi erano già convinti, tutti praticamente.

 

Una volta fuori Novak Djokovic, una volta che Carlos Alcaraz non aveva partecipato, non ha partecipato per il problema al polso e dell'infortunio, una volta eliminato in maniera assolutamente imprevedibile per quella controprestazione dovuta ad un calo della salute personale di quell'incontro, Jannik Sinner, vabbè, stavolta Zverev ce la farà. Anche con la finale, con Flavio Cobolli, che conoscevano in pochi. Il romano, 50 anni dopo, poteva lui, che ha cominciato a giocare con il Circolo Tennis Parioli, subentrare a quel romano che era figlio del custode del Circolo Tennis Parioli.

 

Parlo di Adriano Panatta, il papà Ascenzio al tempo. Al di là di questo, i tedeschi erano convinti. Cosa vuoi che faccia questo qui? Tranne un organo di stampa, la Ard, la prima rete pubblica tedesca, che descriveva e descrive Flavio Cobolli come un esteta del tennis.

 

Un esteta, molto elegante, molto bravo. Ecco, gli unici perché per gli altri sono arrivati al quinto set. E Flavio Cobolli che ha avuto cedimento nell'ultimo set e anche il servizio che non gli ha dato una mano.

 

Ecco, però adesso dovrebbe concentrare sui mondiali di calcio. Tre giorni sì, tre giorni. Per chi faremo il tifo? Io? Curaçao. Quasi, quasi. Non c'entra niente con la mano. Sarò Franco. Curaçao.

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