IL VIDEO. L'Abc del tennis che fa sognare l'Italia al Roland Garros. E si parla del futuro del ciclismo: "Attenzione a un ragazzo di Avio, Alessio Magagnotti"
Dal Roland Garros al Giro d’Italia, la nuova puntata di "Sarò Franco" di Franco Bragagna

BOLZANO. L'Abc del tennis, cioè Matteo Arnaldi, Matteo Berrettini, Flavio Cobolli tutti ai quarti del Roland Garros. E le due ruote: archiviato il trionfo di Vingegaard al Giro, c’è un talento trentino da tenere d’occhio. Si chiama Alessio Magagnotti.
Di questo, di ciclismo e di futuro se ne parlerà con Davide Cassani venerdì 5 giugno al Festival de L'AltraMontagna - Il Fiore del Baldo a Brentonico (Qui programma completo).
Intanto, anche a notte fonda, con la voce bassa per non svegliare i vicini, puntuale arriva il commento di Franco Bragagna nella puntata di "Sarò Franco".
LA PUNTATA DI "SARO' FRANCO" DI E CON FRANCO BRAGAGNA
E' l'una e mezzo suonata e parlo piano per non infastidire i vicini.
E' appena andata in scena la terza delle tre partite degli ottavi di finale con l'ultimo degli italiani. Restano tre. L'ultimo è durata cinque ore e mezzo e comincio da questa. Continua l'Abc del tennis italiano: Matteo Arnaldi, Matteo Berrettini, Flavio Cobolli.
Matteo Arnaldi vince al quinto set ribaltando tutto quello che era successo prima con un cuore che è infinito, un vero gladiatore, e sconfigge Frances Tiafoe, l'afroamericano numero 19 del mondo.
Ma questo Matteo Arnaldi veniva da un altro incontro al quinto set, 5 ore e 13, stavolta 5 ore e 26, 27, una cosa così. E questo significa che con due italiani che si affronteranno nei quarti di finale – l'altro sarà Matteo Berrettini, l'altro Matteo, il romano – uno arriverà sicuramente alla semifinale. Tener presente che si immaginava sicuramente di un italiano in semifinale e anche oltre, ma quell'italiano, Jannik Sinner, non ci arriva per quanto sappiamo essere accaduto.
Allora, Flavio Cobolli con Zachary Svajda vince e sembra dominare, dei tre decisamente più in palla il romano. Poi succede...succede qualcosa. Nell'intervista che fa pubblica racconta che, insomma, se l'è quasi fatta addosso nel momento di vincere il terzo set.
Zachary Svajda poi alla fine ha vinto il tie-break ma ha perso il quarto. Bellissimo l'abbraccio fra i due alla fine, molto molto sentito. Proprio è questo che rende il tennis uno sport terrificante sulla terra rossa o sulle altre superfici, ma finito tutto, la stretta di mano obbligatoria – non è necessario abbracciarsi, ma molti dopo cinque set, in questo caso erano quattro, si abbracciano – c'è stato un momento in cui Svajda è caduto, è andato a sbattere ed è stato anche un po' aiutato, quasi soccorso, dallo stesso Cobolli.
Berrettini...Berrettini ha vinto in tre apparentemente facili, più facili che in precedenza dove ha avuto bisogno dei cinque set, e ha sconfitto il più giovane dei due fratelli Cerúndolo, Juan Manuel, proprio colui che aveva sconfitto anche, per lo stato di prostrazione dell'altoatesino, Jannik Sinner. Così è andata per il tennis e questa favola di questo sport fino a poche stagioni fa decisamente poco italiano, negli ultimi anni quantomeno. 50 anni fa a Parigi vinse Adriano Panatta, difficile, quasi proibitivo ripetere tutto ciò, ma la favola va avanti con tre azzurri.
Se invece è concluso il Giro d'Italia con la vittoria – ed anche lo raccontavo, un Giro d'Italia abbastanza noioso, un po' deludente, eccetera – con alcuni nomi nuovi, al di là di Jonas Vingegaard, il danese che è arrivato ad essere l'ottavo a vincere le tre grandi corse a tappe, quelle che durano tre settimane, viene in mente che il secondo è Felix Gall, austriaco, che nel 2019 vinse la Jadranska Magistrala, una corsa in Slovenia.
Mi fa venire in mente il nome di un trentino di Avio che ha debuttato da poco nei semiprofessionisti o quasi professionisti della Red Bull-Bora-Hansgrohe con la squadra cosiddetta "Rookie", che la prima sua vittoria è stata proprio nella stessa gara, che non si chiama più Jadranska Magistrala ma si chiama Eastern Spring Trophy, la tappa che ha vinto il 19enne aviense.
Era un mago Alessio Magagnotti, che poi ha vinto prima e terza tappa di un mini tour, il Tour de Bretagne, che non è solo per under 23 ma è anche open per non più giovani o comunque non giovanissimi.
Questo è accaduto nel Giro d'Italia, la proiezione, e di Alessio Magagnotti potremo parlare con Davide Cassani proprio all'interno del Festival de L'Altramontagna, nel secondo dei quattro giorni in cui è articolato l'evento, a Brentonico, non lontano da Rovereto, in Trentino.












