IL VIDEO. Dal Como in Champions a Jannik Sinner. Franco Bragagna: "Il Giro d'Italia un po' sottotono?". E l'incredibile impresa alla 100 km del Passatore
Il Como in Champions, il Giro d'Italia, Sinner e il Roland Garros e la storica 100 km del Passatore. Ecco la nuova puntata della rubrica "Sarò Franco" Franco Bragagna su il Dolomiti

BOLZANO. Il Como in Champions League ma senza italiani. Un Giro d'Italia un po' sottotono con Jonas Vingegaard che rispetta, fin troppo, il copione? Il recupero di Sinner per il Roland Garros e la storica 100 km del Passatore.
Tanti spunti e temi nella nuova puntata di “Sarò Franco”, a cura di Franco Bragagna, su Il Dolomiti.
Nella puntata Bragagna analizza, con il suo stile inconfondibile, gli ultimi scenari sportivi con l'incredibile impresa di Nikolina Šustić alla 100 km del Passatore.
LA PUNTATA DI "SARO' FRANCO" A CURA DI FRANCO BRAGAGNA
Sarò Franco, non mi lascio affascinare dalle vicende calcistiche che hanno portato a due squadre grandissime per la loro storia a non essere il prossimo anno nella Champions League, e sto parlando di Milan e Juventus in ordine sparso, non essendo tifoso.
Ecco, sono più tifoso delle piccole squadre, però il Como che farà la Champions, assieme alla Roma, al Napoli e all'Inter, che ha vinto il titolo italiano, secondo me si macchia di questa colpa: non sono nazionalista ma giudico. Perché non c'è un giocatore italiano? Per carità la squadra funziona, e bene, ma altro che il magazziniere forse, l'autista del pullman forse italiani, in una squadra che milita nel campionato italiano che il prossimo anno sarà in Champions. Ma la chiamano cantera, gli spagnoli appunto, Cesc Fabregas, l'allenatore, bravissimo, è spagnolo.
La facciamo la cantera indigena? Affascina poco il Giro d'Italia che di solito in questi tempi comincia a snocciolare i dati interessanti. Sembra noioso, quest'anno, pur la partenza dalla Bulgaria, adesso si ripartirà domani mattina dal Canton Ticino, dal suo capoluogo, che è Bellinzona, non è Lugano come molti si aspettano. Jonas Vingegaard, il favorito, il danese che ha già vinto dei Tour de France, sembra rispettare fin troppo il copione.
Noia, insomma, non esagerata. E' sempre bello il Giro d'Italia ma non offre motivi così prorompenti. E li offrirà invece il tennis con il Roland Garros, ma siamo proprio all'inizio con Jannik Sinner testa di serie numero uno e ci mancherebbe il numero uno della classifica Atp. Però anche qui, piano, deve aver recuperato il ragazzo della Val Pusteria e, conoscendolo così, molto attento a tutto, avrà recuperato, con il suo staff che lavora benissimo.
Allora mi sono concentrato, approfittando di questa cosa che si chiama anche lunedì di Pentecoste, basta guardarsi in giro. Nel retaggio che mi ha portato a definire sudtirolesi-altoatesini. Per me sono sinonimi, non è che uno specifica che sua di lingua tedesca, l'altro di lingua italiana. Va la specifica perché Sudtirolo e Alto Adige è il nome di un territorio. Poi lo si usa in una maniera o nell'altra ma non è che chi sia di lingua tedesca è una cosa, chi sia di lingua italiana dell'altra. Ecco, contrabbandieri di cultura. E in mezzo a questo contrabbando di cultura c'è il lunedì di Pentecoste, 50 giorni dalla Pasqua. Un retaggio anche di cultura ebraica.
Ti porta il lunedì ad avere un po' più di tempo per te, questo per chi è anche di lingua italiana dell'Alto Adige. In questo caso apprezza il retaggio che viene da un po' più a nord. In questo caso apprezza, quindi tutto il terreno di matrice tedesca, Svizzera, Austria, Germania, evviva.
Ho seguito, approfittando di questo, anche professionalmente, una corsa che mi affascina, corsa podistica di 100 chilometri. La 100 chilometri dicono loro più bella del mondo da Firenze a Faenza. Si chiama 100 chilometri del passatore. In questo caso ho anche tifato un po'.
Seguendo le vicende di una coppia, marito e moglie, lui del profondo sud, nome di fantasia Alessio, lei del profondo nord, nome di fantasia Sara. Alla fine lui pedalava e lei correva, quindi lui a dare tutte le indicazioni, e domanda da me a lei come è stato il connubio con l'accompagnatore? "Perfezionabile": parliamone.
Ma come è andato il Passatore? E' tornato a vincere, bella la storia personale, Nikolina Sustic.
Perché? Due maternità nel mezzo, alle soglie di 40 anni, è tornata a vincere. Aveva vinto cinque volte in modo consecutivo, poi la pausa per il Covid, questo e quest'altro, e per la gioia della doppia maternità. Non solo ha vinto, ma ha stravinto e ha preso a sberle il suo record della gara: per la prima volta una donna sotto le sette ore e mezzo. Ha vinto lei il titolo italiano, che andava alla prima delle italiane e al primo degli italiani, a Daniela Valgimigli, che è proprio di Faenza, e il terzo posto per la bolzanina Sara Giomi, era un po' che un altoatesino sudtirolese trentino, insomma di questa Regione, non arrivava sul podio.
Erano riusciti anche a vincere i trentini, Stefano Sartori e addirittura quattro volte l'avvocata della Valsugana, Monica Carlin. Ah, Sara Giomi andrà ai mondiali. Gara maschile vinta dal friulano, dell'Atletica Monfalcone, e per la seconda volta Alessio Milani. Esperienza bella e che mi piacerebbe raccontare ancora di più. Ci sono spunti umani che ci rendono orgogliosi di essere ancora umani.












