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La guardia di finanza confisca mille capi d'abbigliamento contraffatti e li dona alle persone bisognose

Nel mirino alcuni esercizi commerciali che esponevano in vendita capi d’abbigliamento confezionati con tessuto pregiato, come lana, alpaca, cachemire e altri derivati, a prezzi sensibilmente inferiori a quelli di mercato. Nei guai due cinesi risedenti a Bolzano

Pubblicato il - 31 luglio 2018 - 16:36

BOLZANO. Un migliaio di capi d'abbigliamento confiscati e donati a una Onlus bolzanina da tempo attiva nel campo del volontariato e dell'assistenza a persone disagiate. Questo il risultato di un'operazione della guardia di finanza di Bolzano.

La confisca segue un sequestro delle fiamme gialle giunto al termine di un’indagine sul contrasto alla commercializzazione di capi contraffatti. Un'operazione che ha consentito di individuare prodotti di vestiario risultati composti da tessuti diversi e meno pregiati rispetto a quelli descritti sull’etichetta.

L’attività investigativa è partita dal monitoraggio di numerosi negozi d’abbigliamento della provincia, in seguito al quale è stata focalizzata l’attenzione su alcuni esercizi commerciali che esponevano in vendita capi d’abbigliamento confezionati con tessuto pregiato, come lana, alpaca, cachemire e altri derivati, a prezzi sensibilmente inferiori a quelli di mercato.

Sono scattati quindi controlli nei confronti di questi esercizi. In particolare, attraverso accurate analisi dei tessuti, eseguite nel laboratorio analisi dell’Agenzia delle dogane e monopoli, è stato accertato che le percentuali di fibre pregiate contenute nei capi d’abbigliamento analizzati erano sensibilmente inferiori rispetto a quelle indicate sull’etichetta e previste dal regolamento dell’Unione europea.

Nel corso dell’operazione, sono stati deferiti alla procura della repubblica del capoluogo altoatesino due cittadini cinesi residenti a Bolzano e nei loro confronti sono stati ipotizzati i reati di frode nell’esercizio del commercio e ricettazione.

L’Autorità giudiziaria ha poi autorizzato, previa la rimozione delle etichette, la devoluzione a un ente benefico di tutti i capi d’abbigliamento confiscati, prevalentemente maglioni.

 

L’ente destinatario è attivo da anni in provincia di Bolzano nella tutela delle persone bisognose e emarginate e gestisce diverse strutture destinate, tra l’altro, a far fronte alla prossima emergenze freddo per i senzatetto.

L’attività svolta ha inoltre lo scopo di tenere alta l’attenzione nel comparto della tutela del mercato dei beni e dei servizi e è orientata al contrasto dei diversi fenomeni illeciti che ledono il made in Italy, la libera concorrenza nonché la sicurezza e la salute dei consumatori e che costituiscono un moltiplicatore d’illegalità che contribuisce ad alimentare circuiti criminali, quali lavoro nero e irregolare, l’evasione fiscale e contributiva, il riciclaggio, l’immigrazione clandestina e il commercio abusivo.

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