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Trento
27 marzo | 11:50

Capi firmati contraffatti, sgominata una rete del falso tra Trentino e Veneto: sequestrati oltre 9000 capi di abbigliamento

Nel corso di un primo controllo in un emporio della città di Trento, i finanzieri hanno individuato sugli scaffali la presenza di una cinquantina tra foulard, cappellini e magliette recanti marchi (Louis Vuitton, Burberry e Gucci) che presentavano evidenti segni di falsificazione. Le indagini hanno permesso poi di arrivare ad un grossista di Padova

TRENTO. Foulard, sciarpe, guanti, copricapo, borse, t-shirt e tanto altro tutto contraffato. E' quello che sono riusciti a trovare i militari della Guarda di Finanza di Trento che a seguito di un'indagine hanno ricostruito una vera e propria filiera della contraffazione
Il sequestro è stato di oltre 9.000 capi di abbigliamento ed accessori contraffatti di note griffe della moda.

 

Nel corso di un primo controllo in un emporio della città di Trento, i finanzieri hanno individuato sugli scaffali la presenza di una cinquantina tra foulard, cappellini e magliette recanti marchi (Louis Vuitton, Burberry e Gucci) che presentavano evidenti segni di falsificazione.

 

Dopo aver effettuato il sequestro, nella stessa giornata, i finanzieri hanno proseguito la loro investigazione cercando di ricostruire la filiera della contraffazione, al fine di reprimere ulteriori violazioni della normativa a tutela del mercato dei beni venduti legalmente.
Le indagini, attraverso l'analisi della documentazione commerciale e delle etichette di vendita dei prodotti sequestrati, hanno portato i militari presso ad  grossista di Padova che aveva ceduto la merce falsa all’emporio di Trento.

 

All’interno di un capannone, nella zona industriale padovana, sono stati trovati e sequestrati oltre 9100 accessori (foulard, sciarpe, guanti, copricapo, borse, t-shirt e altri) con logo contraffatto (Louis Vuitton, Gucci, Versace, Fendi, Burberry, Dior e Chanel), pronti per essere distribuiti.

Nel contempo, i finanzieri del gruppo di Padova, intervenuti in collaborazione con i colleghi trentini, hanno approfondito la posizione dei lavoratori presenti all’interno del deposito, dove su 5 impiegati, 3 sono risultati “in nero”.

 

Per questi ultimi aspetti, è stato interessato l’Ispettorato del lavoro per la sospensione dell’attività commerciale, vista la violazione dell’articolo 14 del decreto legislativo 81/2005, in quanto il numero dei lavoratori in nero era superiore al 10% degli impiegati regolari presenti.

 

Al termine dell’attività di polizia giudiziaria, i due rappresentati legali delle società di Trento e Padova, entrambi di etnia cinese, sono stati denunciati, a piede libero, alle competenti Procure della Repubblica per violazione degli articolo 474 (introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi) e 648 (ricettazione) del codice penale.

 

L’attività della Guardia di Finanza a contrasto della commercializzazione dei prodotti contraffatti e non sicuri mira a tutelare la salute dei consumatori ed a garantire il corretto funzionamento del libero mercato e del sistema produttivo nazionale.

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