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Lettera da Roma: ''Per riaprire il Punto nascita serve una nuova sala operatoria''. Tutti contro Zeni che si difende: "Niente strumentalizzazioni"

La decisione del Comitato percorso nascite nazionale sul presidio di Cavalese è arrivata il 28 febbraio. "Prima abbiamo approfondito. Decisione nazionale, non dipende da noi ma ci opporremo". Le opposizioni: "Dimissioni"

Di Donatello Baldo - 22 marzo 2018 - 18:45

TRENTO. Direttamente dal Comitato percorso nascita nazionale, l'organismo che deve sindacare sulla sicurezza dei presidi neonatali, è arrivata la doccia fredda: "Per aprire quello di Cavalese serve una struttura adeguata, una sala operatoria apposita per le partorienti". Arriva sostanzialmente un no, anche se apre sull'uso di personale non dipendente, i cosiddetti "gettonisti", che potrebbero assicurare il numero minimo di medici presenti.

 

Il presidente della Provincia, Ugo Rossi, l’assessore Luca Zeni ed il direttore generale dell’APSS Paolo Bordon hanno illustrato il parere fornito dal “Comitato” in merito alla riapertura del punto nascita. All’incontro era presente anche l’assessore Mauro Gilmozzi.

 

Ma il documento era arrivato sul tavolo dell'assessore Zeni il 28 febbraio. Perché questo ritardo nella comunicazione?, chiede il Comitato Parto per Fiemme. "Perché siamo persone serie e le istituzioni devono seguire dei passaggi formali che non sono quelli di dare ai quattro venti le notizie".

 

Nessun sotterfugio e nemmeno la voglia di sottrarre la notizia alla pubblica opinione per non influenzare le elezioni come sussurrato da alcuni. "Ma scherziamo? - dice Zeni - appena arrivata la comunicazione abbiamo fatto un doveroso passaggio di Giunta, poi mi sono recato personalmente a Roma per incontrare il direttore generale del Ministero. Per avere un'interpretazione autentica della decisione, per chiedere lumi".

 

Solo dopo, con tutte le informazioni in mano, la Giunta ha incontrato gli amministratori locali. Il Comitato percorso nascite ha richiesto che la riapertura del punto nascita sia subordinata ad alcune modifiche strutturali, ovvero una seconda sala parto ed una sala operatoria sempre pronta per le emergenze nel blocco travaglio/parto.

 

"Il Comitato nazionale ha optato per un'interpretazione che noi non condividiamo - spiega Zeni - non chiede l'adeguamento programmato che era già stato avviato dalla Giunta, ma impone che la riapertura avvenga solo con il completamento dei lavori."

 

La Giunta provinciale, infatti, aveva programmato la costruzione del nuovo Ospedale. Ma questo non è bastato. "Il Comitato ha fissato questo principio per la prima volta. E' partito dal presupposto che una riapertura deve avvenire con la struttura a norma, che non basta la programmazione dell'adeguamento com'era sempre avvenuto".

 

"Una novità che mai era emersa nel corso dei precedenti confronti, dove le modifiche strutturali erano considerate un obiettivo a tendere. Richiederemo dunque al comitato, formalmente, di rivedere questa decisione", afferma l'assessore Luca Zeni.

 

La Giunta affronterà la cosa con il nuovo ministro alla Sanità e ha dato mandato all'Azienda sanitaria di muoversi per velocizzare le procedure di adeguamento della struttura. Impegni che però non bastano alle opposizioni e nemmeno a Parto per Fiemme, il gruppo di cittadini che difende il punto nascite della Val di Fiemme.

 

Claudio Cia, con Manuela Bottamedi e Maurizio Fugatti, hanno già convocato una conferenza stampa e Claudio Civettini già chiede le dimissioni dell'assessore Luca Zeni. "Non si strumentalizzi questa cosa per una campagna elettorale permanente - dice Zeni - la decisione è del Comitato percorso nascite nazionale e la Provincia ha fatto tutto quello che era in suo potere e continuerà a farlo".

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