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L'Ue vieta l'utilizzo dei tre pesticidi killer, il Movimento 5 stelle: ''Avevamo avanzato una mozione nel 2016, Comune senza coraggio''

Al bando l'imidacloprid, il clothianidin e il thiamethoxam. Anche l’Italia ha votato per la messa al bando assieme a altri quindici Paesi. Andrea Maschio: "Serve un cambio di rotta per sensibilizzare cooperative e aziende agricole, ma anche una politica in grado di aver il coraggio per salvaguardare ambiente e popolazione"

Di Luca Andreazza - 30 April 2018 - 12:46

TRENTO. L'Unione europea nei giorni scorsi ha vietato l'uso di tre insetticidi, considerati dannosi per le api. Questo dopo che il popolo si era espresso in appena due giorni: circa 5 milioni di firme raccolte in quarantotto ore su Avaz (Qui articolo).

 

Al bando l'imidacloprid, il clothianidin e il thiamethoxam. Rimane consentito il loro utilizzo solo all’interno di serre permanenti (ma questo non dovrebbe toccare le api).

 

Anche l’Italia ha votato per la messa al bando assieme a altri quindici Paesi, cioè  Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Grecia, Portogallo, Irlanda, Slovenia, Estonia, Cipro, Lussemburgo, Malta e rappresentano il 76,1% della popolazione dell’Ue.

 

Quattro i Paesi contrari al divieto: Romania, Repubblica Ceca, Ungheria e Danimarca. Otto gli astenuti: Polonia, Belgio, Slovacchia, Finlandia, Bulgaria, Croazia, Lettonia e Lituania.

 

Ritorna così attuale la mozione del 2016 del Movimento 5 stelle, che ora viene rilanciata. "Il Comune di Trento - commenta Andrea Maschio, consigliere comunale pentastellato - come sempre preferisce non decidere. Manca sempre un po' di coraggio".

 

"I pericoli - aggiunge il Movimento 5 stelle - dell'uso massiccio e incontrollato di pesticidi e erbicidi sono riconosciuti in diversi ambiti istituzionali e scientifici: sono una minaccia per l'uomo e per l'ambiente".

 

La mozione mette in luce anche gli effetti indiretti sugli insetti fondamentali per l'agricoltura e il ciclo delle piante, come le api, che rappresentano un insostituibile meccanismo naturale per l'impollinazione di molte varietà di alberi. "Il Trentino - prosegue Maschio - non sfugge ovviamente a questa dinamica e penso in primo luogo ai meleti".

 

Le api svolgono un ruolo cruciale nell'ecosistema, tanto che Albert Einstein sentenziò che "Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita". Oggi siamo forti anche dei dati dell'Unep (Programma delle Nazioni unite per l'ambiente) che evidenziano come l'84% delle colture dipende dall'impollinazione degli insetti capitanati dalle api.

 

"L'azione dei pesticidi - continua il pentastellato - anche se non direttamente mortale, porta le api a una lenta estinzione per i danneggiamenti neuronali. Una situazione preoccupante anche a causa della parziale o mancata fioritura delle piante. Altri Paesi, ancor prima di questa decisione, hanno iniziato un uso più consapevole di queste sostanze".

 

Ora si interviene direttamente a livello europeo per arginare l'impiego dei neonicotinoidi, mentre anche il centro del CiMec di Trento che ha dimostrato come sia decisivo nel far perdere l'orientamento e l'olfatto (agendo direttamente sul sistema nervoso) alle api causando loro danni gravissimi.

 

 

"Serve un cambio di rotta - conclude Maschio - per sensibilizzare cooperative e aziende agricole, ma anche una politica in grado di aver il coraggio di tagliare ulteriormente i pesticidi per salvaguardare ambiente e popolazione". 

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