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Polizia di Trento arresta un pedofilo che adescava minorenni sui social

Due i minorenni coinvolti nei rapporti con l'uomo. In un caso sarebbero avvenuti degli incontri sessuali in luoghi pubblici appartati della città mentre in un altro caso gli incontri sarebbero avvenuti con l'uso della webcam

Di gf - 06 marzo 2018 - 10:49

TRENTO. Prima l'amicizia online e poi gli incontri a sfondo sessuale in zone pubbliche appartate oppure in webcam. La polizia è riuscita ad arrestare un uomo di 42 anni di Trento accusato di pedofilia e di adescare minorenni sui social.

 

Ieri è stata eseguita l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip, su richiesta del sostituto procuratore Ognibene nei confronti del 42enne, impiegato e già recidivo.

 

Il provvedimento scaturisce dalle analisi forensi del materiale informatico sequestrato all’indagato nel corso di attività condotte nello scorso mese di aprile. Sarebbero due i minorenni  con il quale l'uomo avrebbe avuto dei rapporti, in un caso reali e nell'altro in webcam.

 

Una vittima minorenne, Matteo (nome di fantasia), aveva stretto un'“amicizia” online che poi si era concretizzata in una serie di incontri, a sfondo sessuale, avvenuti in zone pubbliche appartate, tra l’adulto ed il ragazzino.

 

Grazie all’attenzione della madre scrupolosa e vigile, accortasi degli strani comportamenti del figlio, la Polizia Postale e delle Comunicazioni del Trentino Alto Adige, alla quale si era rivolta, aveva potuto ricostruire alcune conversazioni allarmanti.

 

L’attenta analisi effettuata sullo smartphone di Matteo aveva permesso di risalire alle date ed ai luoghi degli incontri dove erano stati consumati gli abusi sessuali. A seguito di queste attività l’adescatore era stato arrestato nel mese di aprile in esecuzione di un ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Rovereto.

 

La successiva analisi degli specialisti della Polizia Postale e delle Comunicazioni trentina sui dati informatici presenti sui dispositivi utilizzati dall’indagato confermava la presenza di numerose tracce d’interesse investigativo ed, in particolare, ci si concentrava su un’amicizia, sviluppatasi attraverso i social tra il dicembre 2016 ed il febbraio del 2017 con il minorenne Niccolò (nome di fantasia), prontamente identificato dagli investigatori.

 

Amicizia che, condotta abilmente dall’adulto, aveva indotto Niccolò ad incontri hard attraverso l’uso della webcam. Il disegno criminoso dell’adescatore seriale era quello di incontrare il minore nel mondo reale ed avere rapporti sessuali illeciti.

 

Dalla precisa testimonianza assistita del minore è stato possibile appurare che solo per un imprevisto, intervenuto all’ultimo momento, l’incontro tra i due, che sarebbe dovuto avvenire nel mese di febbraio dello scorso anno, non si era concretizzato.

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