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02 luglio | 12:15

Giallo dei corpi trovati in montagna, sono madre e figlio: un incidente e poi i cadaveri trascinati via dal torrente in piena

I carabinieri indagano per ricostruire quanto potrebbe essere accaduto ai piedi del monte Mangart. Si attendono i risultati dell'autopsia e si visualizzano le immagini del drone della 49enne. I corpi trovati a una cinquantina di metri di distanza

di Redazione

TARVISIO. Madre e figlio sono morti probabilmente durante un'escursione e i corpi sarebbero stati trascinati dalla piena del torrente. E' questo quanto emerge dai primi accertamenti sul giallo ai piedi del monte Mangart nella zona dei laghi di Fusine. Le indagini sono affidate ai carabinieri di Tarvisio.

 

I corpi sono stati trovati lunedì 29 giugno da un escursionista che è passato dal greto del torrente in direzione del rifugio Zacchi. Una via poco battuta e in quel momento ha notato i due corpi riversi a terra e ha interessato i soccorritori (Qui articolo). 

 

A entrare in azione per il recupero il soccorso alpino della guardia di finanza e i vigili del fuoco. La donna di 49 anni è stata identificata quasi subito, i carabinieri avevano infatti localizzato l'auto nel parcheggio con le chiavi trovate attaccato allo zaino. All'interno del veicolo sono stati trovati alcuni documenti. A quel punto si è ipotizzato che l'altra persona potesse essere un figlio. 

 

E' stato rinvenuto all'interno di un borsello anche un drone e le immagini avvalorerebbero la tesi di una gita finita purtroppo in tragedia per madre e figlio sloveni di Kranska Gora.

 

I due escursionisti sono probabilmente morti il 23 giugno sulla base del ticket di ingresso al parcheggio dei laghi di Fusine. Sarebbero rimasti vittime di un tragico incidente, successivamente i corpi sarebbero stati trascinati dal torrente ingrossato dalle forti precipitazioni, rilevate anche dai dati Arpa. Per questo i cadaveri sarebbero stati trovati a una cinquantina di metri di distanza. Il caldo degli scorsi giorni avrebbe portato poi all'avanzato stato di decomposizione.

 

In questo lasso di tempo non sono mai state attivate ricerche per persone disperse in Italia e non ci sono state segnalazioni al Centro di cooperazione internazionale di polizia e dogana di Thörl-Maglern in Austria, ente che mantiene stretti rapporti anche con la Slovenia.

 

L'ipotesi, in questo caso, è che la madre era solita partire con il figlio per escursioni e camminate, per questo l'assenza di comunicazioni per un periodo relativamente breve non avrebbe preoccupato l'ex marito, i genitori e la sorella. E' stata disposta l'autopsia per chiarire ulteriormente la vicenda mentre la Procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti ma si tende a escludere un reato.

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