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| 05 dic 2018 | 16:54

Punto nascita di Cavalese, dopo Nives arriva Riccardo: la struttura riparte dai primi due fiocchi

Questa mattina è nata una bambina e poco fa un bimbo. Il punto nascita è stato riaperto il primo dicembre

Punto nascita di Cavalese, dopo Nives arriva Riccardo: la struttura riparte dai primi due fiocchi
di Redazione

CAVALESE. Dopo Nives, ecco Riccardo. Sono i primi nati del nuovo corso al punto nascita di Cavalese. Poche ore dopo il fiocco rosa (Qui articolo), il secondo parto è avvenuto alle 13.51, questa volta un maschietto.

 

"Il Trentino ci crede - commenta il presidente Maurizio Fugatti - nella natalità come nel radicamento sul territorio. Vivere in montagna è difficile ma la nostra comunità ce l’ha nel sangue e vuole continuare a farlo, a patto che i servizi pubblici ci siano ed offrano risposte all’altezza".

 

Solo 4 giorni fa, il primo dicembre, a Cavalese si è festeggiata la riapertura del Punto Nascita di Fiemme, Fassa e Cembra. La struttura ha due sale parto con una sala operatoria sempre disponibile (l'anestesista è così presente in guardia attiva per tutta la popolazione 24/24 e 7 giorni su 7 per qualsiasi altra necessità); con 8 medici di qualità in più (anestesisti, pediatri e ginecologi) che hanno tutti scelto di lavorare all'Ospedale di Cavalese (Qui articolo).

 

Per quanto riguarda gli investimenti, 330 mila euro sono stati già spesi per la realizzazione della seconda sala parto necessaria per far aprire il punto nascita e 550 mila euro sono stati invece impegnati per la sala parto cesareo in emergenza, che sarà in funzione a fine estate.

 

Il governatore, accompagnato dall'assessora Stefania Segnana, ha voluto congratularsi personalmente con i neo-genitori. “La nascita di un figlio - conclude - è sempre un evento bellissimo ed emotivamente coinvolgente, ma in questo caso assume anche un valore fortemente simbolico perché questo punto nascite è stato fortemente voluto dalla comunità di queste valli. Le donne che hanno deciso di partorire qui non si sono limitate a dare alla luce nuove vite, ma ci consegnano un messaggio di attaccamento e quindi di amore per il territorio in cui vivono. Siamo qui per dire loro un grande grazie, assieme al ringraziamento rivolto a tutti quelli che credono ancora in questi valori".

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