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Sarà riparato l'elicottero caduto sul Nambino. Nel frattempo vola quello in affitto a 7 mila euro al giorno

Si sta valutando il costo della riparazione. L'assicurazione pronta a pagare fino al valore del mezzo prima dell'impatto. Tempi lunghi per le valutazioni dei danni: due motori sono in Canada per le perizie

Di Donatello Baldo - 08 gennaio 2018 - 19:01

TRENTO. Settemila euro al giorno. Quarantanove mila euro alla settimana. Più di duecentomila euro al mese. Questo il costo dell'elicottero Agusta noleggiato dalla Provincia per sostituire il mezzo che nel marzo 2017 è precipitato sul monte Nambino, nella zona di Madonna di Campiglio

 

Delle cause dell'incidente, delle conseguenze anche politiche sull'intero Nucleo Elicotteri, abbiamo già scritto molto. Si pensi che questo incidente, e il secondo avvenuto a Dro, hanno portato addirittura alla riorganizzazione della dirigenza con 'defenestrazioni' di rilievo, come quella di Bruno Avi.

 

Anche su questo ci sarebbe da scrivere ancora a lungo, ma ora ci concentriamo sull'affitto dell'elicottero sostitutivo che costa fior di euro tutti i santi giorni. Anzi, ci concentriamo sull'elicottero incidentato che è ancora fermo negli hangar dell'aeroporto Caproni a Mattarello. 

 

Sul suo destino si è mossa anche la politica: Claudio Cia chiede quale sia la situazione, quale sia la decisione, se la Provincia intende ripararlo o venderne il relitto e ricomprarne uno. Per chiarire: si parla di milioni di euro, non di poca cosa. 

 

Allora, vediamo di capire. Anzi, diamo prima una notizia: l'elicottero sarà riparato, questo da quanto emerge dalle prime verifiche effettuate. "Sì, da quello che sappiamo si può riparare. E anche per questo i tempi sono lunghi - spiega Ivo Erler, il dirigente della Protezione Civile - si sta parlando di milioni di euro". 

 

"Non è semplice - osserva - stiamo parlando di riparare un elicottero, non di un elettrodomestico. Si tratta di una cosa estremamente complessa e poche ditte sono in grado di effettuare questo lavoro. Siamo in contatto sia con le ditte sia con la compagnia di assicurazione per arrivare alla definizione del danno rimborsabile".

 

Claudio Cia sostiene che l'assicurazione sia pronta a pagare ma che sia la Provincia a tirarla per le lunghe. "Non è corretto dire che la compagnia è pronta a pagare. Sta aspettando quello che aspettiamo noi, ovvero le relazioni delle ditte incaricate per la valutazione". 

 

"Per capirci - spiega Erler - due motori sono ora in Canada, dei tecnici specializzati stanno verificando se sia possibile ripararli. Fino a che non si hanno queste valutazioni non si più procedere a liquidare alcunché. Tant'è che alcuni esperti della compagni di assicurazione hanno raggiunto il Canada per questo".

 

I tempi lunghi sembra si allungheranno ancora di più. "Non  tutte le riparazioni potranno essere eseguite dalla ditta costruttrice. Solo le riparazioni esclusive come quelle del motore, per le altre parti, come ente pubblico, dovremo procedere con appositi bandi di gara". 

 

Ma per Erler non si tratta di uno spreco. "Non è che gli uffici non abbiano lavorato. Il tempo fa presto a passare: anche solo per spostare due motori in Canada, per organizzare la logistica, poi ci sono tempi morti, ma abbiamo fatto il possibile". 

 

Ora si aspetta la valutazione dell'assicurazione.  "Verrà valutato il costo della riparazione. Se l'elicottero vale 8 milioni di euro e la riparazione vale 10 milioni, l'assicurazione paga otto. Se invece non è riparabile viene fatta la valutazione del valore dell'elicottero al momento dell'incidente e quella viene liquidata". 

 

Ma come detto, l'elicottero caduto sul Nambino è riparabile. "Altrimenti avremmo intrapreso azioni diverse e tutto sarebbe stato forse molto più veloce. L'ho già detto - ripete Erler - ci sono in ballo milioni di euro, la cautela è obbligatoria". 

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