Contenuto sponsorizzato

''Sei straniera? Allora sei povera''. Per fare denuncia le serve il permesso di soggiorno ma è in casa e il fabbro non le apre la porta

E' successo sabato a una ragazza originaria del Pakistan. Venerdì sera il furto della borsa in un locale del centro, con dentro documenti, cellulare e chiavi di casa. Poi la vicenda kafkiana tra polizia e carabinieri che per farle fare la denuncia chiedevano il permesso di soggiorno e l'impossibilità per i vigili del fuoco di aprile senza la denuncia

Di Luca Andreazza - 27 agosto 2018 - 06:01

TRENTO. Un rimpallo tra istituzioni, polizia e carabinieri, poi i vigili del fuoco e alla fine un professionista razzista a bloccare tutto. E intanto Anila si ritrova a chiedere riparo alla sorella studentessa e alla sua coinquilina. Un calvario iniziato venerdì sera, quando alla ragazza di 26 anni viene rubata la borsa in un locale del centro storico. Un momento di distrazione, un attimo, ma dentro c'è tutto: cellulare, chiavi di casa, bancomat e documenti.

 

Una vicenda sfortunata tra l'ovvio fastidio per un furto e il fatto che sia capitato nel week-end: "Sono senza numeri - afferma la giovane - quindi non possono contattare il proprietario, devo aspettare lunedì per recarmi direttamente in ufficio e riuscire finalmente a rientrare in casa e rifare i documenti".

 

Anila e Almas sono originarie del Pakistan, ma ormai vivono da otto anni in Trentino, impiegata al bar la prima, studentessa di scienze cognitive all'Università di Trento la seconda, si sono scoperte impotenti davanti alla burocrazia e si imbattute anche nel razzismo di un fabbro. 

 

Sabato mattina la ragazza si reca in questura per la denuncia e arriva la prima sorpresa. "Mi chiedono - ci dice Anila - i dati del bancomat, il numero identificativo del cellulare e tutti i documenti, compreso il permesso di soggiorno. Ho spiegato che mi è stato rubato tutto e quanto in mio possesso si trova in casa, alla quale però non posso accedere. Non riesco a fare denuncia, ma il consiglio è quello di sentire i pompieri per aprire la porta".

 

Liquidata in pochi minuti, senza nemmeno provare a effettuare una ricerca telematica per risalire per esempio al permesso di soggiorno. Nuovamente "per strada", la 26enne decide, con l'aiuto della sorella Almas, studentessa 23enne, di fare una ricerca nelle vicinanze del bar dove si è consumato il furto. Magari la persona ha abbandonato la borsa in un cestino poco lontano dopo aver preso quanto di interesse

 

Le ragazze però non trovano nulla e così si recano dai carabinieri. L'iter però non cambia: anche in questo caso bastano pochi istanti, pratica archiviata in modo sbrigativo, e Anila resta purtroppo al punto di partenza e, soprattutto, senza la possibilità di denunciare il furto. 

 

A quel punto Anila e Almas contattano i vigili del fuoco, che si dimostrano più comprensivi, ma non possono fare nulla, sono bloccati. "Senza denuncia - spiega la ragazza - non possono muoversi. Ho provato a chiamare le forze dell'ordine per l'ennesima volta per provare a rimettere piede in casa, ma non c'è stato nulla da fare. Sono rimasta chiusa fuori".

 

L'ultima speranza è affidata a un professionista, un fabbro. "Un dialogo telefonico stucchevole - evidenzia Almas - quando ha sentito i nostri nomi ci ha subito chiesto se siamo straniere, da quanti anni e perché siamo in Italia e quanto dura il nostro permesso di soggiorno. Tutte domande che non hanno nulla a che vedere con la risoluzione del nostro problema. Lui ci dice che siamo straniere e quindi siamo povere, automaticamente. Una cosa pazzesca che non c'era mai capitata''.  

 

Tra le accuse, anche quella di "non conoscere la normativa sull'apertura porte di Renzi'' perché tanto, ormai, tutto si riconduce alla politica più bassa, se c'è una colpa è di Renzi se c'è uno straniero è povero e non c'è da fidarsi. Sembra un altro vicolo cieco, ma dopo qualche minuto di conversazione, la situazione sembra sbloccarsi. "Il fabbro - ricorda la ragazza - chiede quanti soldi abbiamo nel portafoglio e dice di non essere razzista perché tanto il colore delle banconote è uguale. Vuole sapere quanto siamo disposte a spendere".

 

La contro-risposta è quella di chiedere quanto potesse costare un intervento per aprire la porta: il preventivo, a voce, è presto fatto, sono 250 euro. "Abbiamo detto ok - prosegue Anila - che andavo a prelevare e avremo pagato la cifra richiesta", ma la risposta è stata glaciale: "Allora vedi che siete povere", quindi il professionista ha riattaccato senza più farsi sentire.

 

Ora non resta che affidarsi al proprietario di casa. "Purtroppo - concludono Anila e Amas - senza numeri e contatti possiamo solo all'ufficio dell'agenzia dell'affittuario solo oggi: documenti alla mano speriamo quindi di poter fare denuncia e rifare tutti i documenti". 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 01 giugno 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

01 giugno - 19:46

Ci sono 5.435 casi e 466 decessi in Trentino per l'emergenza coronavirus. I tamponi analizzati sono stati 685 (326 letti da Apss e 359 da Fondazione Mach) per un rapporto contagi/tamponi che si attesta a 0,44% di test positivi. Sono 3 i nuovi casi e nessun morto legato a Covid-19 nelle ultime 24 ore

01 giugno - 18:47

Preoccupano i mesi di settembre e ottobre con l'arrivo dell'influenza ma soprattutto gli affollamenti nei luoghi al chiuso. Ferro: "E' terreno fertile per il coronavirus, riconoscerlo dall'influenza è difficile per questo abbiamo impostato una vaccinazione di massa"

01 giugno - 18:40

Il presidente della Pat ha parlato a lungo anche della questione nidi e materne tradendo un pensiero evidentemente comune nella Giunta di vedere queste strutture come dei meri parcheggi di bambini. Tutto è ricollegato al tema economico: ''Così i genitori possono tornare a lavorare''. Si torna a circolare liberamente in regione

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato