"Ha un impiego a tempo indeterminato ma non trova casa a Trento", l'appello per un lavoratore di origini tunisine: "Il suo? Un caso simbolo di un'emergenza"
L'appello lanciato da Jacopo Zannini: "Ha dormito diversi giorni all'aperto mentre in altre occasioni è riuscito a trovare riparo da qualche amico in zona. Pur avendo uno stipendio decente e un contratto stabile non riesce a trovare nemmeno un monolocale a Trento. La sua situazione non è unica: purtroppo da anni mi occupo di lavoratori che fanno spola fra dormitori, rifugi di fortuna e case di conoscenti. Il diritto alla casa è un diritto umano ma a chi governa probabilmente non importa"

TRENTO. Ha trascorso alcune notti all'aperto mentre in altre occasioni è (fortunatamente) riuscito a trovare riparo da qualche amico in zona. E' la storia di F.H., lavoratore di origini tunisine che ormai da tempo cerca, senza successo, alloggio a Trento: "Non trova nulla nonostante abbia un contratto a tempo indeterminato", fa sapere Jacopo Zannini, già consigliere comunale a Trento e attivista di Alleanza Verdi Sinistra, che a Il Dolomiti racconta una storia simbolo di una vera e propria emergenza.
Costi proibitivi ma anche razzismo. E' questo quanto emerge dai racconti delle persone straniere che da tempo cercano casa a Trento, senza riuscire nell'intento. Qualche tempo fa, a rivelare a Il Dolomiti la propria situazione era stato Ashraf (nome di fantasia), che si era sentito dire, senza mezzi termini, che "a Trento non si affitta agli stranieri". Una lunga ricerca, quella del giovane 23enne che, contratto a tempo indeterminato alla mano e con documenti in regola, si era visto chiudere diverse porte in faccia: "Spesso nelle agenzie immobiliari mi dicono che il problema è che sono straniero o che preferiscono affittare agli studenti".
A indagare a fondo il tema dell'abitare in Trentino era stata anche la giovane antropologa culturale Noemi Filosi, la quale, per realizzare la sua tesi di laurea, aveva seguito da vicino 6 persone nella ricerca di un alloggio (QUI ARTICOLO COMPLETO): "Soltanto tre sono riusciti, dopo lungo tempo, a trovare una sistemazione e solo grazie ad appoggi esterni - dichiarava qualche mese fa -. Credo che il nostro territorio dovrebbe iniziare ad interrogarsi su cosa significhi davvero accogliere".
Discorso analogo vale anche per F.H., lavoratore giunto in Italia da diversi anni che ha trovato lavoro in un'azienda a Trento: "Gli manca però la casa - fa sapere oggi Zannini -. Le ricerche proseguono da tempo ma per ora non ha trovato nulla: anche i costi, in molti casi, sono proibitivi", prosegue.
Dopo essersi appoggiato da alcuni amici e aver trascorso qualche notte all'aperto, l'uomo ha trascorso un weekend "in ostello a Rovereto, che gli costerebbe troppo per starci tutta la settimana. Pur avendo uno stipendio decente e un contratto stabile non riesce a trovare nemmeno un monolocale a Trento per avere almeno un letto e una stanza", prosegue l'attivista di Alleanza Verdi Sinistra lanciando un allarme che riguarda moltissime altre persone.
"Il mio - fa sapere - vuole essere anzitutto un appello per F.H., lavoratore migrante in regola e che onestamente suda il suo salario: se qualcuno ha una stanza o un monolocale può contattarmi - riferisce -. La sua situazione non è unica: purtroppo da anni mi occupo assieme ad altre persone e altre associazioni di lavoratori che fanno la spola fra dormitori, rifugi di fortuna e case di amici. Il diritto alla casa in Trentino da Trento a Riva del Garda è ai minimi termini e nonostante Fugatti abbia dato a Marchiori, assessore tecnico, la competenza sulla questione "casa" per ora si sono sentite solo vuote chiacchere".
"Nessun tavolo per gli sfratti, nessun fondo di garanzia per chi affitta e nemmeno gli passa per la testa di pensare a un ostello per lavoratori - conclude Zannini -. Il diritto alla casa è un diritto umano, ma per chi governa è un argomento fantasma, così come per il centrodestra 'fugattiano' sono fantasmi da ignorare i lavoratori come F.H. e tutte le famiglie, spesso con bambini piccoli, che rischiano ogni giorno di finire per strada".













