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Trento
26 giugno | 06:00

Lavorano ma non possono permettersi una casa, a Trento 17 operai vivono nei container (FOTO e VIDEO). A Casa Baldè l'unico aiuto: "Senza di noi dormirebbero in strada"

Giuseppe Palatucci, presidente dall'associazione “Amici dei Senzatetto” l'ha definita una "Cittadella dei lavoratori". Stiamo parlando di Casa Baldè lo spazio in via Dos Trento che fino a maggio ospitava senzatetto e migranti. Ora i sei moduli abitativi ospitano persone che lavorano in fabbrica ma che nonostante uno stipendio non riescono a trovare un alloggio

TRENTO. Il lavoro, oggi, non è più garanzia di dignità. Lo sanno bene i 17 lavoratori ospitati a Casa Baldè.

Hanno un contratto, un badge da timbrare ogni mattina, ore passate in fabbrica, sui cantieri o a sollevare sacchi nei magazzini. Vengono dal Marocco, dalla Costa d’Avorio, dal Pakistan, dalla Turchia, ma ciò che li accomuna è una realtà drammatica: lavorano, ma non possono permettersi un tetto sopra la testa.

 

Dormono dentro dei container, dei moduli abitativi, un piccolo villaggio invisibile in via Dos Trento, che nei mesi invernali ha ospitato migranti e senzatetto, ma che da maggio è diventato rifugio d’emergenza per lavoratori con regolare impiego ma senza casa.

Una contraddizione che brucia, come il sole che batte sul metallo dei container: sono sei, ciascuno con quattro posti letto (in alcuni casi anche di più), armadietti metallici e ventilatori per rendere respirabile l’aria.

 

L’impennata dei prezzi degli affitti e la cronica mancanza di alloggi accessibili si fanno sempre più sentite, e l'aiuto messo in campo dall'associazione “Amici dei Senzatetto” ha trovato subito una forte richiesta.

 

“Questa è diventata una piccola cittadella del lavoratore. Qua abbiamo al momento 17 lavoratori, ma ospitiamo anche persone che sono uscite dall'ospedale e che non hanno un alloggio, chi ci viene mandato perché è ai domiciliari o ancora chi si trova in momentanea situazione di emergenza e non ha una casa”, ci spiega Giuseppe Palatucci, presidente dell'associazione, mentre ci accompagna a visitare i moduli abitativi e i servizi messi in campo.

Palatucci da tempo si occupa di accoglienza, sia maschile che femminile, e rimanda al mittente le polemiche uscite nelle scorse settimane e che hanno investito proprio Casa Baldè. “Qui qualcuno pensa che facciamo business della povertà? Non è affatto così, basterebbe venire a trovarci per comprendere quello che facciamo. Fino a maggio abbiamo portato avanti l'accoglienza dei senzatetto ed ora, fino a fine ottobre, abbiamo chiesto di usare questi spazi per i lavoratori che non hanno casa”.

 

Una nuova frontiera della povertà abitativa, che non riguarda più solo i disoccupati ma colpisce chi ogni giorno contribuisce anche alla ricchezza del territorio.

 

A Casa Baldè i sei moduli abitativi mettono a disposizione 24 posti e le persone possono rimanervi fino al 31 ottobre. Per i lavoratori si paga una quota giornaliera di 12 euro e questa comprende un kit per dormire (una federa, due lenzuola, un telo da bagno e un asciugamano da viso) consegnato all'interno di alcune buste di plastica, prodotti igienici per la doccia e la barba, una cena calda cucinata al momento, la colazione e la possibilità di utilizzare la lavanderia.

“Nell'arco di 24 ore – ci spiega sempre Palatucci – qui si alternano 9 persone fra volontari e operatori per tenere sempre sotto controllo la situazione. Abbiamo le telecamere e l'attenzione è sempre importante”.

All'interno di un container ci sono 4 letti, due ventilatori e gli armadietti di metallo dove riporre le proprie cose. In un lato del campo un modulo è occupato dalle docce e dai bagni e un altro dalla lavanderia con alcune lavatrici. C'è poi lo spazio cucina, un container più grande con all'interno due lunghe tavolate dove la mattina i lavoratori si incontrano per fare colazione e la sera viene servita la cena preparata dal cuoco. Per chi volesse, inoltre, c'è anche uno spazio “relax”.

Servizi messi in campo grazie anche all'acquisto, da parte dell'associazione “Amici dei Senzatetto” di Trento, di tre moduli da affiancare a quelli predisposti dalla Protezione civile. A partire dal prossimo primo novembre, inoltre, un container sarà adibito all'accoglienza di senzatetto con animali da compagnia. Anche questi ultimi, infatti, avranno uno spazio tutto per loro.

 

“I lavoratori che vengono qui – spiega ancora Giuseppe Palatucci – non avrebbero altro posto dove dormire”.

A Casa Baldè si esce al mattino presto e si torna per dormire in un container la notte. Con quattro letti, due ventilatori e un armadietto per riporre le poche cose della propria vita, non c'è purtroppo altro spazio. Persone che, nonostante un lavoro e uno stipendio, rimangono in un limbo, ai margini.

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