Emergenza casa, il dramma di due famiglie: “La precarietà lavorativa e la presenza di 3 figli minori costituiscono ostacoli insormontabili"
La precarietà lavorativa e la presenza di 3 figli minori costituiscono ostacoli insormontabili. L'intervento dello sportello “Casa per Tutti/e” che ieri ha accompagnato in provincia due famiglie che si trovano un grosse difficoltà: "Chiediamo di attivare immediatamente un tavolo sfratti per affrontare le situazioni di emergenza abitativa mettendo in rete le risorse a disposizione"

TRENTO. Due famiglie, quattro adulti e cinque bambini: sono due i casi di emergenza abitativa che nelle scorse ore lo sportello “Casa per Tutti/e” ha deciso di accompagnare in Provincia per cercare delle risposte . Non numeri, ma persone in carne e ossa che chiedono una casa.
La prima storia riguarda una famiglia residente a Pergine, attualmente sotto sfratto per finita locazione e a rischio imminente di perdere la propria abitazione: il prossimo 13 aprile potrebbe ritrovarsi senza casa.
Nonostante una ricerca attiva e continuativa, viene spiegato dallo sportello, la famiglia non riesce ad accedere al mercato degli affitti, dove la precarietà lavorativa e la presenza di 3 figli minori costituiscono ostacoli insormontabili.
“Come sottolinea la missiva redatta sul caso dalla Garante dei Minori, il servizio sociale dell’Alta Valsugana non ha potuto offrire soluzioni alla famiglia perché non vi sono sufficienti alloggi Itea d’urgenza disponibili” viene spiegato.
La seconda situazione coinvolge una famiglia residente a Trento che, alla scadenza naturale del contratto di locazione, è rimasta senza un’alternativa abitativa. Pur disponendo di due redditi, di cui uno a tempo indeterminato, non è riuscita a trovare una nuova casa in affitto ed è oggi costretta a sostenere i costi elevati di una sistemazione temporanea in residence, senza alcuna prospettiva di stabilità.
Il caso della famiglia di Pergine era già stato segnalato alla Provincia nelle corse settimane ma non sono arrivate soluzioni. Di fronte all’urgenza dello sfratto imminente, la famiglia ha deciso di presentarsi direttamente agli uffici provinciali, accompagnata dallo Sportello “Casa per Tuttə”, per sollecitare un intervento immediato.
“Durante l’incontro – spiega in una nota lo Sportello - la Provincia ha dichiarato la propria disponibilità a seguire almeno il caso della famiglia di Pergine. Tuttavia, è stato precisato che eventuali interventi (ancora non specificati) potranno essere valutati solo a partire dal 13 aprile e solo nel caso in cui la famiglia si ritrovi effettivamente senza un’abitazione. Questa impostazione è inaccettabile: si continua a intervenire solo quando le persone sono già senza casa, anziché affrontare concretamente l’emergenza abitativa e garantire risposte immediate a chi si trova in difficoltà, esacerbando ulteriormente i rapporti tra l'inquilino e il proprietario di casa”.
Lo sportello “Casa per Tutti/e” si è detto non soddisfatto dell'incontro. “Questi casi dimostrano come il sistema attuale sia incapace di garantire il diritto all’abitare anche a famiglie con redditi e percorsi lavorativi stabili, oltre a lasciare completamente scoperte le situazioni di maggiore fragilità”. Lo Sportello Casa per Tutti/e continuerà, spiega “a monitorare queste situazioni e a sostenere le famiglie coinvolte, affinché il diritto all’abitare non resti un principio formale, ma diventi una realtà concreta per tutti. Per questo chiediamo di attivare immediatamente un tavolo sfratti per affrontare le situazioni di emergenza abitativa mettendo in rete le risorse a disposizione al fine di evitare che la fine di un contratto di locazione continui a trasformarsi in tragedia”.












