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Trento
24 giugno | 06:00

“Abbiamo bisogno di lavoratori, ma senza case difficile accoglierli” l’allarme degli agricoltori. Calovi: “Nelle città e nei centri turistici situazione difficilissima”

Una realtà che riguarda i lavoratori stranieri che in queste settimane stanno arrivando in Trentino per la raccolta dei piccoli frutti e successivamente delle mele e poi per la vendemmia. Ma la stessa cosa vale anche per chi lavora negli altri settori. A Trento molti lavoratori hanno trovato un alloggio nei container di Casa Baldè usati questo inverno per l'accoglienza migranti 

TRENTO. Dalle fragole alle ciliegie, le campagne del Trentino in queste settimane si stanno riempiendo di moltissimi lavoratori nei campi, molti dei quali stanno arrivando dall'estero grazie al decreto flussi. Ma se da un lato la manodopera nel corso degli anni è aumentata, dall'altro resta purtroppo irrisolto un problema che sta mettendo in difficoltà l'intero sistema agricolo: la carenza di alloggi adeguati per i lavoratori stagionali. A lanciare l'allarme è Paolo Calovi della Confederazione Italiana Agricoltori del Trentino.

 

"Le aziende hanno bisogno di persone — spiega Calovi, presidente degli Agricoltori — ma trovare case per ospitarle sta diventando impossibile, specialmente in città come Trento e Rovereto, o nelle zone turistiche dove gli affitti sono inaccessibili o del tutto assenti".

 

A trovare difficoltà sono ovviamente anche i lavoratori migranti impegnati in altri settori e non solamente in agricoltura. Per capirlo basta pensare che a Casa Baldè, struttura nata e utilizzata nel periodo invernale per accogliere chi sarebbe stato costretto a dormire all'addiaccio, nei mesi estivi, dal primo maggio al 31 ottobre, si è trasformata per ospitare i lavoratori stagionali.

 

Un problema che si sta trascinando da tempo e che purtroppo non ha trovato ancora una soluzione, nonostante gli interventi anche a livello legislativo per il recupero degli alberghi dismessi come alloggi e foresterie per i lavoratori e le strutture per ospitare quelli dell’agricoltura.

 

I lavoratori che arriveranno con il decreto flussi in Trentino sono 2.426, di cui 1.040 per l'agricoltura” ci spiega Massima Tomasi. 

 

Molti sono spesso costretti a dormire a chilometri di distanza dai campi. Ogni mattina, prima dell’alba, diversi agricoltori devono quindi mettersi in auto per andare a prenderli e riportarli la sera. “Molte aziende – ci spiega Calovi – si sono organizzate con degli alloggi preparati 'in casa'. Però non tutti hanno questa possibilità. Per chi usa molta manodopera non è semplice la situazione, soprattutto quando arriveranno i periodi di piena raccolta, e ci sono regole abbastanza rigide che bisogna seguire, in particolare per gli operai che arrivano con il decreto flussi”.

 

La normativa è molto chiara per quanto riguarda le caratteristiche che devono avere gli alloggi. “Spesso le costruzioni ante 2008 non hanno i requisiti richiesti e per questo diventa davvero difficoltoso trovare un posto per i nostri lavoratori” spiega Paolo Calovi.
La richiesta che arriva dagli agricoltori è quella di una maggiore semplificazione. “Andando avanti in questo modo – conclude il presidente della Cia – le difficoltà continueranno ad aumentare. Servono interventi veloci perché il problemi degli alloggi va avanti da troppo tempo”.

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