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Terremoto nella sanità regionale. Il trentino Allegretti beccato con mazzetta di 20 mila euro: 7 arresti per tangenti e gare pilotate

Coinvolto nell'inchiesta sulle forniture di attrezzature agli ospedali di Bolzano e Merano anche il trentino Angelo Allegretti che è stato fermato in stazione a Trento con addosso una tangente di 20 mila euro 

Pubblicato il - 20 febbraio 2018 - 10:09

TRENTO. E' un vero e proprio terremoto quello che sta coinvolgendo l'Azienda sanitaria in Alto Adige e che ha portato all'alba di ieri all'arresto ai domiciliari, di ben sette persone che erano riuscite a creare una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, rivelazione del segreto d'ufficio, frode in pubbliche forniture e corruzione.

 

Un presunto sistema di tangenti tra Roma e Merano che ha visto come anello di congiunzione proprio un Trentino, Angelo Allegretti, 49 anni di Trento ma originario di Foggia, socio di una società di attrezzature medico sanitarie che in questo caso, però, non è coinvolta nell'indagine. Il suo compito, secondo quanto risulta dalle indagini, sarebbe stato quello di mantenere i contatti tra i fornitori romani e i tecnici altoatesini grazie anche ai tanti contatti e amicizie nel settore.

 

Assieme a Angelo Allegretti, coinvolti nelle indagini farmacisti, tecnici e imprenditori. Ci sono Roberto Lepore, 49 anni, responsabile tecnico dell'ospedale di Merano, Andrea Cavallaro, 61 anni, dipendente del servizio di ingegneria medica dell'ospedale di Bolzano, Giorgio Celli, 39 anni dipendente della multinazionale Althea che però è estranea all'inchiesta, Enrico Labella di Roma, 42 anni, dirigente di una multinazionale romana socio di fatto di Tecno Servicde Srl, Mauro Ceron, 52 anni di Vialdana imprenditore in orbita Allegretti e infine Luca Antino, 46 anni di Lagundo, dipendente della farmacia dell'ospedale di Merano l'unico a cui non è stato contestato il reato associativo ma di corruzione e turbativa d'asta. Lui avrebbe, secondo l'accusa, scritto una relazione per escludere un'azienda da una gara e avrebbe accettato la proposta di Allegretti di ricevere 15 mila euro all'anno per manovrare altre gare d'appalto.

 

Proprio Angelo Allegretti è stato fermato il 19 febbraio nella stazione ferroviaria di Trento al rientro di un viaggio a Roma. L'uomo portava con sé 20 mila euro, una tangente destinata a Roberto Lepore per i favori dati.

 

L'accusa è quella di essersi associati per pilotare le gare degli ospedali di Bolzano e Merano. Gare che, addirittura, in alcuni casi non venivano nemmeno effettuate e i macchinari spesso non venivano consegnati ma pagati profumatamente dall'Azienda sanitaria. Il giro di affari calcolato dalla squadra mobile di Trento e dal Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri si aggira sui 200 mila euro, in un anno. L'obiettivo del gruppo era quella di far vincere le gare sotto i 46 mila euro dei due ospedali altoatesini nell'ambito delle forniture di apparecchiature biomedicali a due società di comodo: la Tecno Service e la Heka amministrate da Enrico Labella e Giorgio Celli pur essendo intestate a due persone ignare di esserne titolari.

 

Sarebbero in tutto circa una trentina le gare truccate tra la fine del 2016 e l'inizio del 2018. Secondo l'accusa, gli indagati si sarebbero messi d'accordo anche sulle percentuali di profitto da spartirsi. Allegretti avrebbe dovuito prendere dal 20 al 30% dei profitti, il pubblico ufficiale corrotto il 60% e il 10-20% all'impresa. Il sistema, ormai collaudato, era sempre lo stesso. Roberto Lepore e Andrea Cavallaro, dirigenti dei due ospedali informavano Allegretti delle offerte presentate per le varie gare . Quest'ultimo, a sua volta, avvertiva gli imprenditori Celli, Labella e Ceron che potevano in questo modo fare un'offerta più bassa tramite la Tecno Service e la Heka riuscendo ad aggiudicarsi la gara.

 

La parola passa ora alle difese degli indagati e da oggi inizieranno gli interrogatori di garanzia. Da parte dell'Azienda sanitaria altoatesina, intanto, ieri è stato fatto sapere che i tre dipendenti agli arresti domiciliari, Andrea Cavallaro, Roberto Lepore e Luca Antino, sono stati immediatamente sospesi e non percepiranno lo stipendio.

 

 

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