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Trattava rifiuti senza autorizzazione e all'interno di un capannone senza agibilità, multa da 10 mila euro

Le forze dell'ordine, dopo aver verificato il rispetto delle prescrizioni di regolarizzazione, cioè la chiusura dell’attività nell’unità operativa di Storo, e aver accertato l’avvenuto pagamento di 9.750 euro, la polizia locale della Valle del Chiese ha trasmesso gli atti alla Procura per archiviare il procedimento

Pubblicato il - 21 marzo 2018 - 16:52

TIONE. Una multa da dieci mila euro, 9.750 euro per la precisione. Costa caro a una ditta di Tione il trattamento illecito di rifiuti.

Il legale rappresentante era stato denunciato dalla polizia locale della Valle del Chiese per aver esercitato attività di recupero di rifiuti non pericolosi in difformità dalla autorizzazione per quantità, ma anche per la modalità di trattamento in assenza della prevista autorizzazione per tipologie di rifiuti diversi da quelli consentiti.

Oggi si è chiuso il procedimento verso questa azienda di Tione, la quale ha usufruito dei benefici di legge, un provvedimento che consente di pagare una sanzione amministrativa in presenza dell'adempimento delle prescrizioni imposte dalla polizia giudiziaria in alternativa al procedimento giudiziario.

Le forze dell'ordine, dopo aver verificato il rispetto delle prescrizioni di regolarizzazione, che in questo caso hanno coinciso con la chiusura dell’attività nell’unità operativa di Storo, e aver accertato l’avvenuto pagamento di 9.750 euro, la polizia locale della Valle del Chiese ha trasmesso gli atti alla Procura per archiviare il procedimento.

 

Una vicenda che affonda le radici nel giugno dell’anno scorso quando, durante una normale controllo del territorio, era stata verificata la presenza in un capannone della zona artigianale di alcune persone intente nel trattamento di rifiuti.

 

I controlli avevano immediatamente consentito di appurare la presenza di tipologie di rifiuti non ricompresi nelle autorizzazioni, ma anche violazioni sulle normative del lavoro per i quali sono stati informati i competenti uffici provinciali.

Le quantità e le modalità di trattamento dei rifiuti autorizzati violavano inoltre i limiti delle autorizzazioni. Un'attività che violava il testo unico dell’ambiente con l'ammenda da 2.600 a 26.000 euro in caso di trattamento di rifiuti non pericolosi. In quell'occasione era stata inoltre accertata la mancanza di agibilità del capannone e la conseguente sanzione a carico del proprietario.
 

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