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Violenza sulle donne, i numeri fanno paura: 50 episodi al mese

Aumentano anche i minori che subiscono le conseguenze di essere stati testimoni di episodi di violenza. Per quanto riguarda le donne vittime di violenza, la fascia di età  coinvolta è molto ampia e va dai 16 e i 64 anni

Foto d'archivio
Di Giuseppe Fin - 05 dicembre 2018 - 17:44

TRENTO. Minori costretti ad assistere ad episodi di violenza in famiglia e che a loro volta si trovano coinvolti in situazioni che li segnano a vita . E' questo uno dei numeri che nell'ambito delle violenze di genere è in inesorabile crescita.

 

A confermarlo sono i dati presentati oggi nell'ultima edizione della pubblicazione “I numeri della violenza di genere” che si riferisce al 2017.  Si tratta di quei minori che subiscono le conseguenze di essere stati, per l’appunto, testimoni di episodi di violenza. Per i servizi residenziali l’aumento rispetto al 2016 si attesta al 21% e complessivamente sono 524 i minori coinvolti.

 

Ad allarmare sono però anche i dati inerenti a denunce e procedimenti di ammonimento: si tratta di situazioni in cui la vittima è una donna e il presunto autore un uomo e che, proprio in base questo criterio, sono ascrivibili a violenze di genere. I dati descrivono solo un parte del fenomeno che verosimilmente ne rappresenta una sottostima.

Per il 2017, sono stati rilevati 638 episodi pari a 439 denunce e 199 procedimenti di ammonimento, per un totale di 786 reati ipotizzati. La fascia di età più colpita è molto ampia e va dai 16 e i 64 anni, che risulta essere la più colpita. Stiamo parlando di una media di quasi cinquanta episodi al mese, 1,6 al giorno.

Nell’83% dei casi la vittima conosce l'autore e nel 60% dei casi si tratta di partner o ex partner; quasi la metà dei reati ipotizzati (47%) è annoverabile nella categoria di violenza fisica o domestica.

In particolare, i procedimenti di ammonimento intervengono maggiormente laddove la relazione è ancora in corso e denunciare è più difficile: oltre un procedimento su due (61%) riguarda il partner della vittima. Includendo gli ex partner si arriva a quasi nove su dieci (87%). Nelle denunce ordinarie questi casi arrivano nel complesso al 49% ma, di contro, oltre un caso su dieci (11%) riguarda altri famigliari e il 14% un amico o conoscente.

 

I servizi antiviolenza

 

Nel 2017 le donne costrette ad abbandonare la propria casa a causa della violenza subita e che sono state accolte in un servizio residenziale sono state 62; altre 49 donne erano già in carico ai servizi, per un totale di 111 donne presenti nelle strutture provinciali.

 

Rispetto l'anno precedente si è registrato un aumento del 10% con una prevalenza di nuove donne che hanno fatto ingresso nelle strutture.

 

Le caratteristiche delle donne che si rivolgono alle due tipologie di servizi sono diverse ma coerenti con l’offerta: giovani, economicamente vulnerabili, straniere, socialmente isolate, quelle accolte nei servizi residenziali ai quali, infatti, si accede prevalentemente attraverso l’invio dei Servizi sociali; più mature, economicamente autonome, con un livello di istruzione medio alto e di nazionalità italiana, quelle che invece hanno ricevuto informazioni e orientamento da parte dei servizi non residenziali cui si accede per lo più in maniera autonoma e diretta.

 

Per quanto riguarda i minori, si conferma la tendenza all’aumento di quelli presenti in struttura con la madre: nel 2017 i minori accolti nelle strutture sono stati 127 (+21%); l’80% ha un età inferiore agli 11 anni.

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