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Accumulavano milioni promettendo grandi guadagni per finti investimenti. 9 persone in attesa di giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa finanziaria

La banda transanzionale è stata sgominata da una sinergia di forze di polizia europee in un'indagine partita dalla guardia di finanza di Brunico. Diversi i Paesi coinvolti, analogo il modus operandi con cui investitori benestanti ma poco pratici di investimenti finanziari venivano raggirati con promesse e credenziali false

Pubblicato il - 12 novembre 2019 - 15:52

BRUNICO. Il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Bolzano ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di 9 persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa finanziaria e alla promozione abusiva di prodotti finanziari. L'organizzazione agiva in ambito transnazionale, tanto che la denuncia è stata avviata solamente a seguito di indagini portate a compimento dalla compagnia della guardia di finanza di Brunico in collaborazione con la squadra investigativa della Procura e la polizia di Colonia, sotto il coordinamento di Eurojust, agenzia dell'Unione Europea.

 

Attraverso false promesse d'investimento, infatti, l'associazione criminale aveva dato vita ad un'attività particolarmente remunerativa perpetrata in tutto il continente, dalla Spagna alla Slovacchia, passando per Austria, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Lichtenstein e Ungheria, senza dimenticare la penisola, dove gli investitori truffati che hanno sporto denuncia sarebbero 112, avendo subito un danno patrimoniale quantificabile in oltre 1,3 milioni di euro. In complesso il giro d'affari truffaldino è stimato in circa 12 milioni di euro.

 

Le indagini, a cui ha dato avvio la compagnia del centro pusterese, sono cominciate grazie al recapito in caserma di un esposto da parte di un cittadino svizzero, il quale segnalava l'attività fraudolenta svolta da un residente di Brunico, direttore di una società finanziaria sempre elvetica e collaboratore di “noti truffatori internazionali”, indicando i nomi degli investitori raggirati. Questi, sentiti dalle forze dell'ordine, hanno permesso la ricostruzione del modus operandi utilizzato dagli autori dei reati.

 

La truffa, in sostanza, consisteva nella promozione di falsi investimenti redditizi che sarebbero dovuti avvenire al di fuori dei normali canali regolamentati e che venivano pubblicizzati come riservati esclusivamente ad una clientela selezionata. Il reclutamento dei clienti veniva invece effettuati tramite l'organizzazione di incontri in alberghi e sale conferenze, mediante “passa parola” o tramite i social-network.

 

I promotori selezionavano i potenziali investitori indirizzando l'attenzione verso soggetti dotati di discrete o rilevanti risorse economiche ma dotati di scarsa preparazione tecnica in materia di investimenti, inducendoli, attraverso false promesse di grandi guadagni – fino al 300% del proprio capitale – e zero rischi, a versare somme di svariate entità, quantificate ad oggi in circa 3 milioni di euro. Somme che, chiaramente, sparivano una volta versate all'organizzazione.

 

In questo meccanismo articolato di truffa il titolare della società finanziaria svizzera era solito ostentare credenziali inesistenti – tra cui la qualifica di agente autorizzato della Federal reserve statunitense – così come contatti altolocati, impressionando gli investitori e convincendoli che il loro investimento fosse sicuro. Fatto trasferire all'estero, il denaro veniva girato sui conti di una società spagnola, anch'essa finita sotto la lente d'ingrandimento dell'autorità giudiziaria, in particolare della Procura di Valencia, grazie alla denuncia di numerosi investitori, tra cui diversi altoatesini.

 

Nello scorso mese di gennaio l'attività dell'organizzazione criminale è stata infine bloccata da un intervento congiunto deciso tra Spagna e Germania e operato dalla guardia di finanza di Brunico, dalla polizia tedesca e dalla guardia civil spagnola. Le forze di polizia hanno eseguito a questo punto degli ordini di arresto europei, oltre a delle attività di perquisizione che hanno portato all'arresto di 4 persone e al sequestro di una tenuta di pregio nel Paese iberico, di 2 auto di lusso, di quote societarie, denaro contante, 12 cavalli di razza e gioielli preziosi.

 

Le informazioni complessivamente acquisite hanno consentito di ricostruire più filoni dell'inchiesta, ognuno dei quali riferibile ad uno specifico canale di raccolta di denaro destinato ad alimentare una piattaforma informatica di investimento.

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