Agli arresti domiciliari minaccia i clienti tramite i social perché non collaborino con le forze dell'ordine. Trasferito in carcere
Il giovane originario della Val di Cembra fa parte degli spacciatori fermati alla fine dello scorso anno nel corso di un'operazione chiamata sciamano. Cercava, utilizzando Facebook e Instagram, di mandare messaggi intimidatori ai suoi clienti erchè non collaborassero nelle indagini delle Forze dell'ordine

CAVALESE. Si trovava agli arresti domiciliari e non poteva comunicare con terzi ma aveva trovato il modo, attraverso Facebook e Instagram, di minacciare i clienti a cui aveva venduto la droga perché non collaborassero con le forze dell'ordine.
A finire nei guai è stato un giovane originario della Val di Cembra che faceva parte degli spacciatori che erano stati fermati alla fine dello scorso anno nel corso di un'operazione chiamata “Schiamano”.
L’indagato, che si trovava agli arresti domiciliari, nonostante gli obblighi imposti dal Giudice riferiti al divieto di comunicazione con terze persone, attraverso i social network lanciava dei messaggi subliminali dal chiaro tenore intimidatorio che sono stati carpiti dagli investigatori.
Le frasi del giovane, documentate dagli inquirenti, sono state collocate nell’ambito della precisa fase delle indagini in atto che sta vedendo l’escussione di un centinaio di acquirenti.
Le minacce che l'uomo faceva tramite Facebook e Instagram, oltre a contravvenire alle disposizioni del Giudice, erano inequivocabilmente dirette ai suoi clienti, affinché non collaborassero con la Polizia Giudiziaria. Un condotta, questa, che ha rappresentato un preciso tentativo di inquinamento delle prove.
All'uomo è stata quindi revocata la misura degli arresti domiciliari ed è stato trasferito in carcere.














