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Aveva rotto vetri al rifugio Bindesi, sparso chiodi, manomesso luce, acqua e gas. Nei guai un 51enne

L'ultimo episodio risale a maggio scorso, quando l'allarme è scattato per una fuga di gas e sul posto erano subito intervenuti i vigili del fuoco di Villazzano e i permanenti di Trento per risolvere il problema. Alla base dei danneggiamenti un banale diverbio per motivi di viabilità

Pubblicato il - 02 luglio 2019 - 12:22

TRENTO. E' stato identificato e denunciato l'autore del sabotaggio al rifugio Bindesi. Nei guai un 51enne che in diverse occasioni aveva messo in atto una serie di comportamenti per danneggiare l'attività del locale.

 

L'ultimo episodio risale a maggio scorso, quando l'allarme è scattato per una fuga di gas e sul posto erano subito intervenuti i vigili del fuoco di Villazzano e i permanenti di Trento per risolvere il problema (Qui articolo). Un fatto che però ha messo in allerta i gestori dopo una serie di altri danneggiamenti da novembre dell'anno scorso, come la manomissione dei contatori dell’energia elettrica, la chiusura di quelli dell’acqua, lo sfondamento di alcuni vetri e lo spargimento di chiodi nel parcheggio.

 

Oltre ai pompieri, si erano portati anche la polizia e la scientifica per far partire le indagini e risalire all'autore dei danneggiamenti. Un'operazione molto tecnica e gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Maria Colpani, sono ricorsi anche alle immagini delle telecamere, che hanno immortalato un uomo lasciar cadere alcuni chiodi nel parcheggio del rifugio.

 

Le sembianze e gli indumenti hanno permesso di individuare un uomo, che in passato aveva avuto un banale diverbio con i gestori del rifugio per motivi di viabilità. A quel punto gli inquirenti hanno controllato i movimento dell'uomo per alcuni giorni e la polizia è entrata in azione all'alba del 21 giugno per perquisire l'abitazione: lì sono stati trovati diversi elementi che hanno portato a ricondurre quelle azioni proprio al 51enne trentino. 

 

Negli uffici della questura l’uomo, messo davanti alle evidenze dei fatti, non ha potuto far altro che ammettere le responsabilità di quanto accaduto. Compreso la natura dei fatti, con l’accordo dei rispettivi legali, l’autore del reato e la vittima si sono poi incontrati negli uffici della squadra mobile per trovare una composizione, fermo restando gli eventuali reati procedibili d’ufficio.

 

"Questa vicenda poteva avere epiloghi ben più gravi - commenta il capo della squadra mobile Salvatore Ascione - sono azioni da non sottovalutare. E' importante il rapporto e il senso di fiducia tra la cittadinanza e la polizia. Le segnalazioni e le denunce, come ribadito dal questore Garramone, sono i segnali più significativi della nostra azione e rappresentano quel collante tra l’azione delle forze di polizia e il senso di sicurezza della collettività".

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